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Florovivaismo e giardinaggio

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Un mestiere all’aperto con rischi tutt’altro che bucolici

Il florovivaismo e la manutenzione del verde evocano serre fiorite e aiuole curate, ma dal punto di vista della prevenzione sono attività con un profilo di rischio elevato e sottovalutato. Si usano macchine che tagliano e proiettano materiale, si manipolano prodotti chimici, si lavora per ore sotto il sole o in serre calde e umide, si sollevano vasi e sacchi, spesso in solitudine presso il cliente. Il comparto è vicino, per logica di rischio, all’agricoltura, uno dei settori con la più alta incidenza di infortuni gravi. Non esiste un titolo dedicato del Testo Unico come per i cantieri: valgono gli obblighi generali del D.Lgs. 81/2008, a partire dalla valutazione dei rischi, da tarare sulle lavorazioni reali dell’azienda florovivaistica o dell’impresa di giardinaggio.

I rischi tipici

  • Macchine e utensili da taglio: decespugliatori, tosasiepi, motoseghe, tagliaerba e cippatrici sono la principale fonte di infortuni gravi del settore, con rischio di tagli, amputazioni e proiezione di sassi e detriti verso l’operatore e verso terzi.
  • Ribaltamento di trattori e macchine operatrici: trattori, minipale e transpallet su terreni scoscesi, bagnati o sconnessi; il ribaltamento del trattore senza telaio e cintura resta una causa classica di morte nel verde.
  • Prodotti fitosanitari e concimi: diserbanti, insetticidi, fungicidi e fertilizzanti comportano un rischio chimico per contatto e inalazione, in fase di preparazione, distribuzione e rientro nelle colture trattate.
  • Radiazione solare e caldo estremo: l’esposizione prolungata al sole aumenta il rischio di tumori cutanei e, nelle ondate di calore, di colpo di calore e disidratazione; nelle serre si somma l’afa.
  • Movimentazione manuale dei carichi: vasi, sacchi di terriccio, balle, piante in zolla e posture incongrue prolungate nelle operazioni di trapianto e invasatura.
  • Rumore e vibrazioni mano-braccio: l’uso continuativo di decespugliatori, soffiatori e motoseghe espone a livelli di rumore e vibrazioni spesso oltre i valori d’azione.
  • Punture, morsi e flora pericolosa e allergeni: imenotteri, zecche, piante urticanti e pollini, con rischio di reazioni anche gravi nei soggetti sensibilizzati.
  • Rischio stradale: spostamenti continui tra i cantieri del verde con mezzi carichi di attrezzature.

Gli adempimenti essenziali

Oltre agli obblighi comuni a ogni azienda (DVR, nomina dell’RSPP, formazione, sorveglianza sanitaria, designazione degli addetti alle emergenze), il florovivaismo e il giardinaggio richiedono alcune attenzioni specifiche.

  1. Valutazione del rischio chimico per i prodotti fitosanitari e i concimi, con lettura sistematica delle schede di sicurezza e definizione delle misure per preparazione, distribuzione e rientro nelle aree trattate.
  2. Abilitazione all’impiego dei prodotti fitosanitari (il patentino di settore) per chi li utilizza o li acquista per uso professionale, requisito distinto ma complementare rispetto agli obblighi di sicurezza del lavoro.
  3. Formazione e abilitazione all’uso delle attrezzature: trattori, macchine movimento terra e gli altri mezzi previsti dall’Accordo Stato-Regioni richiedono formazione con addestramento pratico; per decespugliatori e motoseghe va comunque garantito l’addestramento.
  4. Conformità e manutenzione delle macchine: marcatura CE, dispositivi di protezione e, per i trattori, l’adeguamento e la revisione secondo le disposizioni vigenti.
  5. Misure per il lavoro all’aperto nelle ondate di calore: organizzazione dei turni, acqua, ombra, pause e sospensione nelle fasce più calde.
  6. Procedure per il lavoro isolato presso giardini e cantieri del verde, con gestione dei contatti e delle emergenze.
  7. DPI e sorveglianza sanitaria mirati sui rischi effettivi (chimico, rumore, vibrazioni, movimentazione, biologico).

Gli obblighi del datore di lavoro in materia di valutazione dei rischi e misure di prevenzione discendono dagli artt. 17, 18 e 28 del Testo Unico; per gli importi delle sanzioni, i requisiti del patentino fitosanitario e le regole sull’adeguamento dei trattori fai sempre riferimento alla normativa aggiornata e alle indicazioni degli organi competenti, perché il quadro è articolato e in evoluzione.

DPI e formazione

I DPI vanno scelti in funzione della lavorazione: guanti resistenti al taglio e visiera o occhiali per il decespugliatore, otoprotettori per le macchine rumorose, calzature antinfortunistiche, pantaloni antitaglio per la motosega, guanti e maschere con filtro adeguato per i trattamenti chimici, copricapo e indumenti coprenti contro il sole. La formazione generale e specifica dei lavoratori va integrata con l’addestramento pratico sulle attrezzature e con l’informazione sui prodotti chimici impiegati.

Checklist rapida di sopralluogo

  • DVR coerente con le lavorazioni reali: taglio, trattamenti, trapianto, potatura
  • Schede di sicurezza dei fitosanitari e dei concimi disponibili e aggiornate
  • Patentino fitosanitario valido per chi impiega i prodotti
  • Decespugliatori, motoseghe e cippatrici con ripari e protezioni integri
  • Trattori con telaio di protezione, cintura, adeguamento e revisione in regola
  • Formazione e addestramento documentati per macchine e attrezzature
  • DPI consegnati e indossati: antitaglio, otoprotettori, protezione vie respiratorie, copricapo
  • Misure contro il caldo: acqua, ombra, turni rimodulati nelle ondate di calore
  • Procedura per il lavoro isolato presso i cantieri del verde
  • Sorveglianza sanitaria attivata per i rischi chimico, rumore, vibrazioni e movimentazione

Domande frequenti

  • Chi usa prodotti fitosanitari in azienda deve avere un'abilitazione?

    Sì. L'impiego professionale dei prodotti fitosanitari richiede il certificato di abilitazione (il cosiddetto patentino) secondo la normativa di settore sull'uso sostenibile, e sul piano della sicurezza del lavoro il datore deve valutare il rischio chimico, fornire i DPI indicati nella scheda di sicurezza e garantire informazione, formazione e, dove previsto, sorveglianza sanitaria. Per i requisiti del patentino e le scadenze consulta la fonte ufficiale regionale.

  • Serve un patentino per usare il trattore e le macchine agricole?

    Per trattori, macchine movimento terra e altre attrezzature elencate dall'Accordo Stato-Regioni sulle abilitazioni è richiesta una formazione specifica con addestramento pratico. Le macchine devono inoltre essere conformi, mantenute e, nel caso dei trattori immatricolati, adeguate e sottoposte alle verifiche previste. Il dettaglio dei mezzi soggetti ad abilitazione è indicato nell'Accordo stesso.

  • Il giardiniere che lavora da solo presso i clienti come va tutelato?

    Il lavoro isolato presso cantieri del verde o giardini privati richiede una procedura dedicata: programmazione dei contatti, dispositivi uomo a terra dove serve, istruzioni su cosa fare in caso di infortunio e valutazione dei rischi specifici del sito prima di iniziare. L'obbligo nasce dalla valutazione dei rischi dell'art. 28 del Testo Unico, da calare sul singolo intervento.