Titolo IV · Capo II — Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota · Sezione VIII — Demolizioni
Art. 153 — Convogliamento del materiale di demolizione
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Il testo della norma, in chiaro
L’articolo 153 detta le regole per far scendere a terra le macerie durante una demolizione. In sintesi:
Co. 1 — Il materiale di demolizione non deve essere gettato dall’alto, ma trasportato oppure convogliato in appositi canali; l’estremo inferiore del canale non deve trovarsi ad altezza superiore a due metri dal piano di raccolta. Co. 2 — I canali vanno costruiti in modo che ogni tratto imbocchi nel tronco successivo; gli eventuali raccordi devono essere adeguatamente rinforzati. Co. 3 — L’imboccatura superiore del canale deve essere realizzata in modo che non possano cadervi accidentalmente persone. Co. 4 — Se il canale è costituito da elementi tubolari metallici, deve essere efficacemente collegato a terra.
È una norma tecnica breve, ma copre un rischio classico dei cantieri di demolizione: il materiale che precipita in modo incontrollato verso il basso.
Cosa significa in pratica
Il principio guida è semplice e non ammette scorciatoie: le macerie non si buttano di sotto. Sembra ovvio, eppure il “getto dall’alto” resta uno dei comportamenti più diffusi quando si demolisce un solaio, un tramezzo o una copertura e sotto c’è un cortile che sembra libero. La norma lo vieta perché una macerie in caduta libera è imprevedibile: rimbalza, si frantuma, proietta schegge, e chi passa o lavora nella zona sottostante non ha modo di ripararsi. È il tipico rischio di caduta di oggetti dall’alto che in edilizia produce infortuni gravi con grande frequenza.
Le alternative ammesse sono due:
- Trasporto a terra del materiale (secchielli, montacarichi, cassoni movimentati con mezzi di sollevamento);
- Convogliamento in canali dedicati — le classiche “trombe” o tubi di scarico che portano i detriti direttamente dentro un cassone o una zona di raccolta delimitata.
Se scegli il canale, l’articolo ti dice come deve essere fatto. L’estremo inferiore non più alto di due metri dal piano di raccolta serve a evitare che il materiale, arrivato in fondo, riacquisti velocità e schizzi fuori: il getto deve “morire” dentro la zona di raccolta, non rimbalzare all’esterno. La continuità tra i tratti — ogni tronco che imbocca nel successivo, con raccordi rinforzati — impedisce che le macerie sfondino il canale a metà percorso o che i giunti cedano sotto il carico ripetuto di detriti pesanti.
Il comma sull’imboccatura superiore è quello che i preposti trascurano più spesso. La bocca del canale è un buco su cui si scaricano macerie a ritmo continuo: se non è protetta, un lavoratore può inciampare e finirci dentro. Per questo va realizzata con parapetti o protezioni che rendano impossibile la caduta accidentale di una persona, non solo il passaggio dei detriti.
Infine il collegamento a terra dei canali metallici: un tubo tubolare metallico lungo, appoggiato alla struttura, può entrare in contatto con parti in tensione o accumulare cariche. La messa a terra efficace neutralizza questo rischio elettrico, che in un cantiere di demolizione — dove gli impianti sono spesso da rimuovere e non sempre disattivati con certezza — non è affatto teorico.
Un esempio concreto. In un cantiere di svuotamento di una palazzina a tre piani, la scelta corretta è installare una tromba di scarico modulare che scende dal solaio superiore fino a un cassone al piano terra, con la bocca inferiore entro i due metri dal bordo del cassone e l’imboccatura al piano protetta da parapetto. Sotto, la zona va comunque interdetta: l’art. 153 lavora insieme all’art. 154 sul barramento della zona sottostante, perché convogliare le macerie non basta se qualcuno può passare sotto lo scarico.
Obblighi e soggetti coinvolti
- Datore di lavoro dell’impresa esecutrice: deve organizzare la demolizione prevedendo i sistemi di convogliamento o trasporto, fornire i canali idonei e inserire la modalità di calo delle macerie nel POS e nelle procedure di lavoro.
- Dirigente: sovrintende all’attuazione, verifica che i canali siano montati a regola d’arte e che la zona di raccolta sia delimitata.
- Preposto: vigila sul campo perché nessuno getti materiale dall’alto, controlla che l’imboccatura resti protetta e che il canale non venga usato in modo improprio. È il presidio quotidiano della norma.
- Coordinatore per l’esecuzione: nei cantieri con più imprese, coordina la fase di demolizione e le interferenze tra chi cala le macerie e chi opera a terra.
L’articolo 153 non va letto da solo: fa parte della Sezione VIII sulle demolizioni del Titolo IV, insieme all’art. 151 sull’ordine delle demolizioni e all’art. 152 sulle misure di sicurezza. La demolizione è una lavorazione a rischio elevato del settore edilizia e ogni sua fase — dal rafforzamento delle strutture al calo dei detriti — ha una regola dedicata.
Errori comuni
- Gettare le macerie in un cortile “vuoto”. Il divieto è assoluto e non dipende dalla presenza di persone in quel momento: il getto dall’alto è vietato in sé, anche a zona apparentemente sgombra.
- Canale che termina troppo in alto. Se la bocca inferiore supera i due metri dal piano di raccolta, il materiale rimbalza e proietta detriti fuori dall’area: la protezione della zona a terra viene vanificata.
- Imboccatura superiore non protetta. Concentrarsi sul flusso dei detriti dimenticando che la bocca del canale è un’apertura pericolosa per chi ci lavora attorno.
- Raccordi improvvisati. Tratti di canale accostati senza che uno imbocchi nell’altro, o giunti non rinforzati, che cedono sotto il carico e liberano macerie a mezza altezza.
- Canale metallico non messo a terra. Trascurare il collegamento a terra dei tubi metallici, introducendo un rischio elettrico in un contesto già delicato per la presenza di impianti da dismettere.
Domande frequenti sull’art. 153
Si possono buttare i calcinacci dal piano superiore in un cantiere di demolizione?
No. L'art. 153 vieta espressamente di gettare dall'alto il materiale di demolizione: va trasportato a terra oppure convogliato in appositi canali chiusi. Il getto libero di macerie, anche in un cortile apparentemente sgombro, è una delle violazioni più frequenti e pericolose in questi cantieri.
A che altezza deve terminare il canale di scarico delle macerie?
L'estremo inferiore del canale non deve trovarsi a più di due metri dal livello del piano di raccolta. In questo modo il materiale non cade da un'altezza tale da rimbalzare o schizzare fuori dalla zona di raccolta, riducendo la proiezione di detriti verso chi lavora a terra.
Il canale di scarico metallico va messo a terra?
Sì. Quando il canale è costituito da elementi tubolari metallici deve essere efficacemente collegato a terra, per evitare che accumuli di cariche o contatti accidentali con parti in tensione lo rendano pericoloso. È un obbligo esplicito del comma finale dell'articolo.
Approfondisci
- ArticoloArt. 151 — Ordine delle demolizioni
- ArticoloArt. 152 — Misure di sicurezza
- ArticoloArt. 154 — Sbarramento della zona di demolizione
- ArticoloArt. 159 — Sanzioni per i datori di lavoro, i dirigenti e i preposti
- RischioCaduta di oggetti dall’alto
- SettoreEdilizia e costruzioni
- TitoloTitolo IV — Cantieri temporanei o mobili