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TUS

Titolo IV · Capo II — Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota · Sezione VI — Demolizioni

Art. 151 — Ordine delle demolizioni

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Il testo della norma, in chiaro

L’articolo 151 apre le regole operative sulle demolizioni con due comandi essenziali:

Co. 1 — I lavori di demolizione devono procedere con cautela e con ordine, devono essere eseguiti sotto la sorveglianza di un preposto e condotti in modo da non pregiudicare la stabilità di strutture portanti o di parti di esse, e in modo da evitare che la caduta di materiale avvenga in maniera incontrollata. Co. 2 — La successione dei lavori deve risultare da apposito programma contenuto nel POS, tenendo conto di quanto indicato nell’articolo 90, comma 1; il programma va tenuto a disposizione degli organi di vigilanza.

Due commi, ma dentro c’è l’intera logica di una demolizione sicura: si abbatte in un ordine studiato, non a caso; qualcuno sorveglia mentre si lavora; e la sequenza è scritta prima, non improvvisata sul posto.

Cosa significa in pratica

La demolizione è una delle lavorazioni edili più insidiose, perché lavora “contro” la stabilità di una struttura che fino a poco prima stava in piedi. L’errore più comune — e più letale — è togliere elementi nell’ordine sbagliato, scaricando pesi su parti già indebolite e provocando un crollo che nessuno aveva previsto. L’art. 151 risponde con tre presidi.

Il primo è l’ordine. “Procedere con ordine” non è un’esortazione generica: nella pratica significa demolire seguendo, di norma, la sequenza inversa alla costruzione — dall’alto verso il basso, piano per piano, senza scalzare pilastri o travi che ancora sorreggono ciò che sta sopra. Ogni elemento va rimosso solo quando non è più portante per le parti rimaste.

Il secondo è la sorveglianza del preposto. La norma pretende una presenza attiva in cantiere: il preposto non è una firma su un organigramma, ma la persona che verifica in tempo reale che la squadra rispetti la sequenza, che non si sovraccarichino i solai con le macerie, che nessuno si posizioni sotto il tiro di materiale che sta per cadere. È la figura che, vedendo una manovra pericolosa, deve fermarla.

Il terzo è il programma scritto nel POS. La successione delle fasi non può stare solo nella testa del capocantiere: va formalizzata nel Piano Operativo di Sicurezza dell’impresa che esegue i lavori, in coerenza con le indicazioni che il committente o il responsabile dei lavori ha dato in fase di progettazione ai sensi dell’art. 90. Il rinvio è importante: la sicurezza di una demolizione comincia a monte, con scelte progettuali che il POS traduce poi in operazioni concrete. Il programma deve restare in cantiere, consultabile dagli organi di vigilanza in caso di controllo.

Un esempio concreto. Impresa incaricata di demolire un capannone a struttura in cemento armato: il POS descrive che si rimuovono prima la copertura e i tamponamenti, poi le travi di collegamento, infine i pilastri, procedendo per campate a partire da un’estremità; indica dove si accumulano le macerie senza sovraccaricare le platee, e come si delimita l’area di caduta del materiale. Durante l’esecuzione il preposto controlla che la squadra non anticipi l’abbattimento dei pilastri di una campata ancora collegata a quella adiacente. Questo è “cautela e ordine” tradotto in cantiere.

Obblighi e soggetti coinvolti

  • Datore di lavoro dell’impresa esecutrice: redige il POS con il programma di demolizione (art. 96), assicura che i lavori procedano nell’ordine previsto e fornisce mezzi e procedure adeguati.
  • Preposto: esercita la sorveglianza richiesta espressamente dal comma 1, vigilando sull’esecuzione e intervenendo per correggere o interrompere manovre pericolose.
  • Committente e responsabile dei lavori: forniscono, tramite gli obblighi dell’art. 90, le indicazioni di cui il programma deve tenere conto; nei cantieri con più imprese la sequenza si coordina con il PSC.
  • Coordinatore per l’esecuzione: dove previsto, verifica la coerenza tra il programma di demolizione del POS e il piano di sicurezza e coordinamento, e vigila sull’applicazione.
  • Lavoratori: rispettano la sequenza definita e le disposizioni impartite dal preposto.

L’articolo 151 va letto insieme al resto della Sezione VI: il rafforzamento preventivo delle strutture prima di iniziare, e le misure di sicurezza durante l’abbattimento, completano il quadro operativo delle demolizioni.

Errori comuni

  1. Demolire senza programma nel POS. Cominciare l’abbattimento senza aver formalizzato la successione delle fasi è la violazione più diretta del comma 2, oltre a essere la premessa tecnica del crollo incontrollato.
  2. Preposto “sulla carta”. Nominarlo e non averlo presente durante la demolizione svuota l’obbligo di sorveglianza: la norma chiede vigilanza attiva sull’esecuzione, non una designazione formale.
  3. Invertire l’ordine per fare prima. Abbattere pilastri o elementi portanti prima di aver rimosso ciò che sorreggono, per accelerare i tempi, pregiudica la stabilità delle parti residue: è esattamente ciò che il comma 1 vieta.
  4. Ignorare le indicazioni dell’art. 90. Redigere il programma senza tenere conto delle scelte progettuali del committente rende il POS incoerente con il resto del cantiere e privo del raccordo che la norma richiede.
  5. Sottovalutare la caduta del materiale. Non delimitare e non controllare la zona di caduta delle macerie espone lavoratori e terzi al rischio di caduta di oggetti dall’alto, tra le cause più frequenti di infortunio nelle demolizioni.

Domande frequenti sull’art. 151

Il programma di demolizione è un documento a sé o va nel POS?

Non è un documento autonomo: l'art. 151 chiede che la successione delle fasi risulti da apposito programma contenuto nel POS. In pratica il POS dell'impresa che esegue la demolizione deve descrivere l'ordine con cui si abbattono le parti dell'opera, coerentemente con quanto previsto dal committente ai sensi dell'art. 90. Va tenuto a disposizione degli organi di vigilanza in cantiere.

In una demolizione serve sempre un preposto in cantiere?

Sì. La norma è esplicita: i lavori devono essere eseguiti sotto la sorveglianza di un preposto. Non basta averlo nominato sulla carta; deve essere presente e vigilare sull'esecuzione, perché è proprio la sorveglianza attiva a impedire che si salti l'ordine di abbattimento o si carichino strutture già indebolite.

Cosa significa 'procedere con ordine' in una demolizione?

Significa demolire seguendo, di regola, la sequenza inversa a quella di costruzione: dall'alto verso il basso, senza compromettere la stabilità delle strutture portanti che ancora reggono le parti da abbattere. L'obiettivo è evitare crolli non controllati e cadute di materiale non previste, che sono la causa tipica degli infortuni gravi in questo tipo di lavorazione.

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