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TUS

Titolo V · Capo I — Disposizioni generali

Art. 162 — Definizioni

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Il testo della norma, in chiaro

L’articolo 162 è il vocabolario del Titolo V: fissa il significato dei termini usati negli articoli sulla segnaletica di salute e sicurezza. Non impone obblighi operativi, ma senza queste definizioni gli articoli successivi sarebbero ambigui. In sintesi, ai fini del titolo si intende per:

Segnaletica di sicurezza e di salute — una segnaletica che, riferita a un oggetto, a un’attività o a una situazione determinata, fornisce un’indicazione o una prescrizione sulla sicurezza o la salute, utilizzando di volta in volta un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale. Segnale di divieto — vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo. Segnale di avvertimento — avverte di un rischio o di un pericolo. Segnale di prescrizione — prescrive un determinato comportamento. Segnale di salvataggio o di soccorso — dà indicazioni su uscite di sicurezza, mezzi di soccorso o di salvataggio. Segnale di informazione — fornisce indicazioni diverse da quelle di divieto, avvertimento, prescrizione e salvataggio. Cartello — combinando forma geometrica, colori e un simbolo o pittogramma, fornisce un’indicazione determinata, resa visibile da un’illuminazione sufficiente. Cartello supplementare — usato insieme a un cartello, ne integra le indicazioni. Colore di sicurezza — un colore al quale è assegnato un significato determinato. Simbolo o pittogramma — un’immagine che rappresenta una situazione o prescrive un comportamento, impiegata su un cartello o su una superficie luminosa. Segnale luminoso — emesso da un dispositivo di materiali trasparenti o semitrasparenti illuminato dall’interno o dal retro, così da apparire come una superficie luminosa. Segnale acustico — un segnale sonoro in codice, diffuso da un apposito dispositivo, senza voce umana né sintesi vocale. Comunicazione verbale — un messaggio verbale predeterminato, con voce umana o sintesi vocale. Segnale gestuale — un movimento o una posizione convenzionale di braccia e mani per guidare chi effettua manovre che implicano un rischio per i lavoratori.

Cosa significa in pratica

Queste definizioni non sono un esercizio accademico: sono la griglia con cui progettare la segnaletica aziendale e con cui un ispettore la legge. Ogni segnale che affiggi rientra in una di queste categorie, e ogni categoria ha regole grafiche e cromatiche precise fissate negli allegati tecnici del Titolo V, a partire dall’Allegato XXIV.

La prima cosa che l’articolo chiarisce è che la segnaletica non è solo il cartello appeso al muro. Un colore di sicurezza (il rosso dell’antincendio, il giallo dell’avvertimento, il verde delle vie di esodo), una sirena di evacuazione, un lampeggiante, l’annuncio vocale registrato che intima di abbandonare l’edificio, il gesto del preposto che guida la retromarcia di un autocarro: sono tutti segnaletica di sicurezza, ciascuno con la propria definizione. Ridurre il Titolo V ai soli cartelli, errore molto comune, significa ignorare interi obblighi.

La seconda utilità è distinguere le categorie di significato, che si traducono direttamente in forme e colori standard:

  • Divieto (lettera b): rotondo, bordo e banda rossi su fondo bianco. Esempi: divieto di fumo, divieto di spegnere con acqua, vietato ai pedoni.
  • Avvertimento (lettera c): triangolare, pittogramma nero su fondo giallo con bordo nero. Esempi: pericolo di caduta, materiale infiammabile, tensione elettrica.
  • Prescrizione (lettera d): rotondo, pittogramma bianco su fondo azzurro. Esempi: obbligo di casco, di guanti, di protezione dell’udito.
  • Salvataggio (lettera e): rettangolare o quadrato, pittogramma bianco su fondo verde. Esempi: uscita di emergenza, cassetta di primo soccorso, direzione da seguire.
  • Antincendio: pittogramma bianco su fondo rosso per estintori, idranti, allarme.

Sapere in quale categoria ricade un rischio permette di scegliere il segnale giusto. Se in reparto è obbligatorio il casco, serve un segnale di prescrizione azzurro, non un triangolo giallo di avvertimento: sono messaggi diversi. La coerenza tra rischio, categoria e forma è ciò che rende la segnaletica immediatamente comprensibile, anche a chi non parla italiano.

C’è poi una gerarchia implicita tra le forme di segnalazione. Cartelli e colori sono statici e permanenti; segnali luminosi, acustici e comunicazioni verbali servono a comunicare in tempo reale un evento che si sta verificando (un’emergenza, l’avvio di una macchina); il segnale gestuale è la forma più diretta, usata quando una persona deve guidarne un’altra in una manovra pericolosa. Ognuna ha un campo d’impiego proprio, definito qui e dettagliato negli allegati richiamati dall’art. 163.

Errori comuni

  1. Trattare tutti i segnali come “cartelli”. Colori di sicurezza, sirene, lampeggianti, annunci vocali e gesti sono categorie autonome con obblighi propri: la valutazione della segnaletica deve considerarle tutte, non solo la cartellonistica affissa.
  2. Confondere avvertimento e prescrizione. Un triangolo giallo avverte di un pericolo, un tondo azzurro impone un comportamento. Usare il segnale della categoria sbagliata rende il messaggio scorretto e, in sede ispettiva, la segnaletica inefficace.
  3. Improvvisare i segnali gestuali. I gesti per guidare le manovre non sono liberi: devono seguire il codice convenzionale previsto dal Titolo V, così che segnalatore e operatore si capiscano senza margini di equivoco.
  4. Usare cartelli fai-da-te. Un pittogramma inventato o un colore fuori standard non rispetta la definizione di cartello: forme, colori e simboli sono normati e vanno rispettati perché il segnale sia riconoscibile e conforme.

Domande frequenti sull’art. 162

Che differenza c'è tra segnale di prescrizione e segnale di divieto?

Il segnale di divieto vieta un comportamento che potrebbe causare un pericolo, come il divieto di fumo o di accesso; ha forma rotonda con bordo e banda rossi su fondo bianco. Il segnale di prescrizione impone invece un comportamento attivo, tipicamente l'uso di un DPI, ed è rotondo con pittogramma bianco su fondo azzurro. Sono due categorie distinte definite dalle lettere d) ed e) dell'art. 162.

La comunicazione verbale può sostituire un cartello?

La comunicazione verbale è un messaggio predeterminato a voce umana o sintesi vocale ed è una delle forme di segnaletica riconosciute dall'art. 162. Può integrare o, in alcune situazioni, sostituire altri segnali, ma la scelta va fatta nell'ambito della valutazione dei rischi secondo i criteri dell'art. 163 e degli allegati tecnici, non in modo arbitrario.

I segnali gestuali per guidare le manovre sono disciplinati dall'art. 162?

Sì. La lettera p) definisce il segnale gestuale come un movimento o una posizione convenzionale di braccia e mani per guidare chi effettua manovre che comportano un rischio per i lavoratori, ad esempio il segnalatore che assiste una gru o un carrello. I gesti codificati da usare sono specificati nel relativo allegato tecnico del Titolo V.

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