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TUS

Titolo IV · Capo II — Norme per la prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota · Sezione VIII — Demolizioni

Art. 155 — Demolizione per rovesciamento

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Il testo della norma, in chiaro

L’articolo 155 disciplina una delle tecniche di demolizione più insidiose: l’abbattimento di una struttura facendola cadere per rovesciamento, anziché smontandola dall’alto verso il basso. In sintesi:

Rovesciamento per trazione o per spinta — Oltre che con l’impiego di apposite macchine, la demolizione di parti di strutture di limitata altezza (entro il limite di 5 metri) può essere effettuata facendo rovinare l’elemento mediante trazione con funi e mezzi meccanici, oppure mediante spinta. Sorveglianza — L’operazione è eseguita sotto la sorveglianza continua di un preposto, che ne dirige lo svolgimento. Distanza di sicurezza — Quando si opera per trazione, la lunghezza delle funi deve essere tale da consentire ai lavoratori di restare fuori dalla traiettoria di caduta, a distanza di sicurezza dall’elemento che rovina. Zona di pericolo — Prima del rovesciamento la zona interessata dalla caduta deve essere sgomberata da persone e delimitata, così da impedire l’accesso mentre la struttura precipita.

La norma va letta dentro la Sezione VIII, dedicata alle demolizioni: il rovesciamento è ammesso come eccezione controllata al principio generale — fissato dall’art. 151 — secondo cui le demolizioni procedono con ordine dall’alto verso il basso e senza provocare crolli incontrollati.

Cosa significa in pratica

Il rovesciamento è veloce ed economico, e proprio per questo tenta molte imprese oltre i limiti in cui è lecito. L’art. 155 fissa un perimetro stretto: si applica a elementi di modesta altezza — un muretto, una recinzione in muratura, una piccola struttura accessoria — non a un edificio o a una porzione consistente di fabbricato. Sopra i cinque metri o per volumi importanti la strada obbligata resta la demolizione meccanica con escavatore dotato di pinza o la demolizione a mano piano per piano.

Il cuore della disposizione è la gestione della traiettoria di caduta. Quando fai rovinare una struttura, il punto dove cadrà — e fin dove rimbalzeranno i detriti — non è mai perfettamente prevedibile. Per questo la norma impone due cose complementari: tenere le persone lontane (funi lunghe a sufficienza per la trazione, uomini fuori tiro) e delimitare fisicamente l’area, così che nessuno vi entri nel momento sbagliato. Un cantiere che rovescia un muro tirandolo con un trattore, ma con l’operatore a due metri dalla base e senza transenne intorno, sta violando frontalmente l’articolo — anche se “è sempre andata bene”.

La figura del preposto qui non è decorativa. La sorveglianza continua significa una persona che presidia la manovra dall’inizio alla fine, con l’autorità e il compito di fermare tutto se un lavoratore rientra nella zona, se la struttura reagisce in modo anomalo o se le condizioni cambiano. È l’applicazione concreta, sul singolo gesto di demolizione, del ruolo di controllo che il Testo Unico assegna al preposto in tutto il cantiere.

Nel POS dell’impresa esecutrice la scelta di demolire per rovesciamento va descritta e giustificata: quali elementi, con quale metodo (trazione o spinta), con quali mezzi, chi sorveglia, come si delimita l’area. Non basta annotare “demolizione”; la modalità di rovesciamento è una procedura a sé, con rischi specifici di crollo e proiezione di materiali da valutare a monte.

Obblighi e soggetti coinvolti

  • Datore di lavoro dell’impresa esecutrice: sceglie il metodo di demolizione compatibile con l’altezza e la consistenza della struttura, mette a disposizione mezzi idonei (funi, macchine per la trazione o la spinta) e assicura la delimitazione della zona di pericolo. I suoi obblighi generali in cantiere discendono dall’art. 96.
  • Dirigente: organizza le lavorazioni e vigila sull’attuazione delle procedure di demolizione.
  • Preposto: esercita la sorveglianza continua richiesta dalla norma, verifica lo sgombero dell’area e ha il dovere di interrompere l’operazione in caso di pericolo.
  • Lavoratori: rispettano le distanze di sicurezza, non rientrano nella zona delimitata e usano i DPI previsti (elmetto, calzature, protezione degli occhi contro la proiezione di detriti).
  • Coordinatore per l’esecuzione: verifica la coerenza tra il metodo adottato e le previsioni del PSC, soprattutto quando la demolizione interferisce con altre lavorazioni o con aree accessibili a terzi.

Errori comuni

  1. Rovesciare strutture troppo alte o troppo consistenti. Applicare la trazione a un fabbricato o a una porzione oltre il limite di altezza esce dal campo dell’art. 155: serve demolizione meccanica o a mano nell’ordine di piano dell’art. 151.
  2. Funi troppo corte. Se la lunghezza non permette all’operatore di restare fuori dalla traiettoria di caduta, la distanza di sicurezza è violata a prescindere dall’esito. È uno degli scenari più ricorrenti negli infortuni gravi da demolizione.
  3. Zona non delimitata. Sgomberare “a voce” non basta: la zona di pericolo va chiusa fisicamente e presidiata, perché la caduta di oggetti e detriti proietta materiale ben oltre il punto di impatto.
  4. Sorveglianza assente o affidata a chi non può fermare i lavori. La presenza di un preposto con effettivo potere di intervento è parte integrante della misura di sicurezza, non un adempimento delegabile all’operatore stesso della manovra.
  5. Metodo non previsto nel POS. Decidere sul momento di rovesciare un elemento, senza che la procedura sia stata valutata e descritta, priva il cantiere della programmazione che il Titolo IV richiede proprio per le lavorazioni più pericolose.

Domande frequenti sull’art. 155

Quando è ammessa la demolizione per rovesciamento?

Solo per strutture di limitata altezza, entro il limite di 5 metri fissato dalla norma, e in alternativa o a integrazione dell'impiego di apposite macchine. Per opere più alte o di maggiore consistenza si deve procedere con demolizione meccanica o a mano secondo l'ordine di piano previsto dall'art. 151.

Chi deve sorvegliare il rovesciamento?

L'operazione deve svolgersi sotto la sorveglianza continua di un preposto. Non è un adempimento formale: qualcuno con potere di fermare i lavori deve presidiare la manovra, verificare che la zona sia sgombra e interrompere l'attività se qualcosa non procede come previsto.

Che distanza devono tenere i lavoratori durante il rovesciamento per trazione?

Le funi impiegate per la trazione devono avere lunghezza tale da consentire ai lavoratori di operare fuori dalla traiettoria di caduta, a distanza di sicurezza dalla struttura che rovina. La zona di pericolo va inoltre sgomberata da persone e delimitata prima di iniziare la manovra.

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