Titolo IV · Capo II — Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota · Sezione VII — Costruzioni edilizie
Art. 144 — Resistenza delle armature
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Il testo della norma, in chiaro
L’articolo 144 detta due prescrizioni sintetiche ma tecnicamente pesanti sulle armature di sostegno delle costruzioni edilizie:
Co. 1 — Le armature devono sopportare con sicurezza, oltre il peso delle strutture, anche quello delle persone e dei sovraccarichi eventuali, nonché le sollecitazioni dinamiche che possano dar luogo a vibrazioni durante l’esecuzione dei lavori e quelle prodotte dalla spinta del vento e dell’acqua. Co. 2 — Il carico gravante al piede dei puntelli di sostegno deve essere opportunamente distribuito.
In sostanza: qualunque struttura provvisoria che regge una costruzione in corso d’opera deve essere dimensionata per tutti i carichi che dovrà davvero subire, e deve scaricare a terra quel carico senza sprofondare o punzonare il piano di appoggio.
Cosa significa in pratica
Il termine “armature” qui trae spesso in inganno: non parliamo dei ferri del cemento armato, ma delle opere provvisionali di sostegno — casseforme, centine, banchinaggi, puntelli, torri di carico — che tengono in piedi solai, travi, archi e volte finché il calcestruzzo non ha raggiunto la resistenza necessaria a reggersi da solo. È una delle fasi più pericolose del cantiere edile: se l’armatura cede, la struttura crolla mentre sotto e sopra ci sono lavoratori.
La norma impone di ragionare sui carichi reali, non solo sul peso teorico della struttura finita. Quando esegui il getto di un solaio in latero-cemento, sul banchinaggio gravano contemporaneamente il peso del calcestruzzo fresco (che pesa più di quello indurito), le pignatte e i travetti, gli operai che stendono e vibrano il getto, le carriole o la pompa, e le vibrazioni del vibratore stesso. Tutto questo è il “sovraccarico eventuale” e la “sollecitazione dinamica” di cui parla il comma 1. Un banchinaggio calcolato solo sul peso a maturazione avvenuta è sottodimensionato per il momento più critico.
Il richiamo alla spinta del vento e dell’acqua non è teorico. Casseforme verticali alte per pilastri o muri controterra, puntellazioni esposte, getti eseguiti in alvei o in presenza di falda subiscono spinte orizzontali che tendono a ribaltare o traslare l’intera armatura: vanno contrastate con controventature, tiranti e ancoraggi adeguati.
Il comma 2 aggredisce l’errore più banale e più frequente: il piede del puntello. Un puntello può essere calcolato alla perfezione, ma se appoggia su terreno cedevole, su un solaio sottostante non ancora maturo o su un tavolato insufficiente, il carico si concentra su pochi centimetri quadrati e punzona l’appoggio. La soluzione pratica è ripartire il carico con tavole o piastre ripartitrici (le “basette” e i tavoloni sotto i puntelli), verificando la portanza del piano su cui si scarica. Nei getti a più piani ravvicinati va valutato anche il ripuntellamento: il solaio appena gettato non può reggere da solo il peso di quello superiore in lavorazione.
Obblighi e soggetti coinvolti
- Datore di lavoro dell’impresa esecutrice: è il destinatario principale. Deve garantire armature idonee, montate secondo il progetto o le indicazioni del fornitore dei sistemi di casseratura, e verificate prima del getto. Le scelte tecniche di sostegno e disarmo confluiscono nel POS e, per i lavori in quota connessi, negli obblighi dell’art. 111.
- Preposto: vigila sul corretto montaggio, sul serraggio dei puntelli, sulla presenza delle ripartizioni al piede e sul rispetto dei tempi di disarmo.
- Progettista/direzione lavori: definisce, per le strutture complesse, il progetto del banchinaggio e i tempi minimi di maturazione prima del disarmo.
- Coordinatore per l’esecuzione: nei cantieri con più imprese coordina le fasi in cui le armature interferiscono con altre lavorazioni, coerentemente con la disciplina generale del Titolo IV.
Le opere provvisionali richiamate qui si integrano con le previsioni generali sulle armature e sulle aperture della stessa Sezione VII, in particolare la difesa delle aperture, e con la disciplina di ponteggi e opere provvisionali dell’art. 122.
Errori comuni
- Dimensionare sul peso a maturazione, non sul getto. Il momento critico è il getto fresco, con operai e mezzi in opera: è lì che il carico è massimo e dinamico.
- Trascurare l’appoggio a terra. Puntelli perfetti su un fondo cedevole o su tavole insufficienti punzonano l’appoggio: il comma 2 esiste proprio per questo.
- Disarmare troppo presto. Rimuovere casseforme e puntelli prima che il calcestruzzo abbia fatto presa è tra le cause più ricorrenti di crollo strutturale in cantiere.
- Ignorare il ripuntellamento tra piani. Nei getti consecutivi il solaio inferiore non maturo non regge quello superiore: servono puntelli passanti che riportino il carico ai piani già stagionati.
- Non contrastare le spinte orizzontali. Casseforme alte senza controventi o getti esposti al vento e all’acqua senza ancoraggi possono ribaltarsi anche a struttura verticale apparentemente stabile.
Domande frequenti sull’art. 144
Che cosa si intende per «armature» nell'art. 144?
Non si tratta delle armature in acciaio del cemento armato, ma delle opere provvisionali di sostegno che reggono la costruzione durante l'esecuzione: casseforme, centine, banchinaggi e puntelli che sorreggono getti, solai, archi e volte finché il calcestruzzo non ha fatto presa. Sono strutture temporanee, ma devono essere calcolate e verificate come qualsiasi elemento portante.
Chi risponde se un'armatura cede durante il getto?
La responsabilità è del datore di lavoro dell'impresa esecutrice, che deve garantire opere provvisionali idonee e correttamente montate; il preposto risponde della vigilanza sul corretto impiego. In cantieri con più imprese le scelte vanno coordinate nel POS e, dove previsto, con il coordinatore per l'esecuzione. Un cedimento con infortunio apre quasi sempre anche un profilo penale ex artt. 589 o 590 c.p.
Perché la norma cita la spinta del vento e dell'acqua?
Perché un'armatura non sopporta solo carichi verticali: casseforme alte, puntellazioni esposte e getti in presenza d'acqua subiscono spinte orizzontali che possono farle ribaltare o traslare. L'art. 144 chiede di considerare anche queste sollecitazioni dinamiche e ambientali nel dimensionamento, non solo il peso statico della struttura.
Approfondisci
- ArticoloArt. 146 — Difesa delle aperture
- ArticoloArt. 122 — Ponteggi ed opere provvisionali
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