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Guida · Cantieri · 11 min di lettura

POS: il Piano Operativo di Sicurezza in pratica

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Il Piano Operativo di Sicurezza è il documento con cui la singola impresa dichiara, cantiere per cantiere, come intende lavorare in sicurezza. Non è un modulo da compilare una volta e riciclare: è la fotografia delle tue lavorazioni in quello specifico cantiere. Vediamo come costruirlo in modo che regga sia il confronto con il coordinatore sia un controllo in opera.

Passo 1 — Verifica se e chi deve redigerlo

Il POS è un obbligo di ogni impresa esecutrice che opera in un cantiere temporaneo o mobile ai sensi del Titolo IV: lo prevede l’art. 96, co. 1, lett. g), che rinvia ai contenuti dell’Allegato XV. Va redatto prima dell’inizio delle lavorazioni, esiste anche senza PSC e anche quando in cantiere opera una sola impresa. Chi non ha lavoratori dipendenti ed è lavoratore autonomo non redige il POS, ma è tenuto comunque agli obblighi che lo riguardano.

Passo 2 — Raccogli i dati del cantiere

Prima di scrivere serve il contesto reale: dati anagrafici dell’impresa e dei suoi referenti (datore di lavoro, RSPP, medico competente, RLS o RLST), l’opera da realizzare, l’indirizzo e la durata prevista dei lavori, l’organico effettivo previsto in cantiere. Se esiste un PSC, procuratelo e leggilo: il POS deve dialogare con quel piano, non ignorarlo. Recupera anche l’esito della verifica dell’idoneità tecnico-professionale e i dati utili alla notifica preliminare.

Passo 3 — Descrivi le lavorazioni, una per una

È il cuore del documento. Per ciascuna fase di lavoro che la tua impresa esegue in quel cantiere descrivi: attività, attrezzature e macchine impiegate, sostanze utilizzate, modalità operative. Non “montaggio ponteggio” e basta, ma la sequenza reale: chi fa cosa, con quali mezzi, in quale ordine. Se usi un ponteggio, il POS richiama il relativo Pi.M.U.S.; se ci sono lavorazioni in quota, scavi o demolizioni, vanno descritte con il loro specifico approccio.

Passo 4 — Valuta i rischi e definisci le misure

Per ogni lavorazione individua i rischi e le misure di prevenzione e protezione adottate, coerentemente con il Titolo IV e con l’Allegato XV. Il criterio è concreto: a ogni rischio deve corrispondere una misura verificabile. Esempio: per la posa di guaine a caldo in copertura non scrivere “attenzione al rischio caduta”, ma “installazione di linee vita provvisorie ancorate ai punti X, uso di imbracatura con doppio cordino, accesso da trabattello certificato”. Indica i DPI per mansione, la formazione e l’addestramento del personale, le procedure di emergenza specifiche del cantiere.

Passo 5 — Coordina il POS con il PSC

Il POS è un piano complementare di dettaglio del PSC: dove il PSC pone una prescrizione (orari, aree comuni, sequenze per evitare interferenze), il tuo POS deve mostrare come la rispetti. Le misure previste dal PSC non si possono ridurre. Se rilevi criticità o proponi soluzioni alternative, il canale è la trasmissione al coordinatore per l’esecuzione, non la modifica unilaterale. La gestione delle sovrapposizioni tra imprese resta governata dal cronoprogramma dei lavori.

Passo 6 — Trasmetti, aggiorna e conserva

L’impresa affidataria verifica la congruenza dei POS delle imprese esecutrici e li trasmette al coordinatore per l’esecuzione, che ne valuta l’idoneità rispetto al PSC prima dell’ingresso in cantiere. Il POS non è statico: aggiornalo ogni volta che cambiano le lavorazioni, le attrezzature, l’organico o le condizioni del cantiere. Tienilo a disposizione degli organi di vigilanza in cantiere. Per gli importi delle sanzioni collegate all’assenza o all’inidoneità del piano fai riferimento all’apparato sanzionatorio del Titolo IV e alle fonti ufficiali aggiornate, senza affidarti a cifre di memoria.

Checklist dei contenuti minimi (Allegato XV)

  • Dati identificativi dell’impresa esecutrice e dei suoi referenti (DL, RSPP, medico competente, RLS/RLST)
  • Specifica attività e singole lavorazioni svolte in cantiere dall’impresa
  • Nominativi degli addetti alle emergenze (antincendio, primo soccorso, evacuazione)
  • Descrizione dell’organizzazione del cantiere e delle modalità operative
  • Elenco di macchine, attrezzature e impianti utilizzati
  • Sostanze e preparati pericolosi impiegati, con le relative schede di sicurezza
  • Esito della valutazione del rumore e degli altri rischi specifici
  • Misure di prevenzione e protezione integrative rispetto al PSC
  • Procedure complementari e di dettaglio richieste dal PSC
  • DPI adottati per ciascuna lavorazione e documentazione di formazione e addestramento

Domande frequenti

Il POS è sempre obbligatorio in cantiere?

Sì. Ogni impresa esecutrice deve redigere il proprio POS prima di iniziare i lavori (art. 96, co. 1, lett. g), indipendentemente dalla presenza del PSC e anche nei cantieri con un'unica impresa. Il POS riguarda la singola impresa e le sue lavorazioni; non è sostituibile con il PSC, che ha finalità di coordinamento diverse.

Che differenza c'è tra POS e PSC?

Il PSC è redatto dal coordinatore per la progettazione per conto del committente e governa il cantiere nel suo insieme, comprese le interferenze tra imprese. Il POS lo redige ciascuna impresa esecutrice e descrive come quella impresa esegue in sicurezza le proprie lavorazioni. Il POS è un piano complementare e di dettaglio del PSC (Allegato XV).

Chi controlla il POS delle imprese?

L'impresa affidataria verifica la congruenza dei POS delle imprese esecutrici prima di trasmetterli al coordinatore per l'esecuzione, che ne valuta l'idoneità rispetto al PSC. In cantiere il POS va tenuto a disposizione degli organi di vigilanza (ASL/INL).

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