Scheda rischio
Proiezione di schegge e materiali
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Il rischio in breve
La proiezione di schegge, trucioli, frammenti di utensile o parti di pezzo in lavorazione è uno dei rischi meccanici più insidiosi: colpisce spesso occhi e volto, con conseguenze che vanno dal corpo estraneo corneale alla perdita permanente della vista. È tipica di molatura, smerigliatura, tornitura, fresatura, taglio, saldatura, uso di chiodatrici e utensili a percussione, ma si presenta anche dove meno te lo aspetti: la rottura di un disco abrasivo, un utensile che si spezza, un pezzo mal serrato che parte dal mandrino.
Cosa dice la norma
Il rischio non ha un titolo dedicato come il rumore: si governa combinando gli obblighi generali con la disciplina delle attrezzature e dei DPI.
- Misure generali di tutela — l’art. 15 impone di eliminare i rischi alla fonte e, dove non possibile, di ridurli privilegiando le protezioni collettive rispetto a quelle individuali.
- Uso delle attrezzature — il Titolo III, in particolare l’art. 71, obbliga il datore di lavoro a mettere a disposizione attrezzature idonee e a mantenerle conformi ai requisiti dell’Allegato V, che richiede ripari e dispositivi contro la proiezione di elementi.
- DPI — gli artt. 74-79 disciplinano scelta, fornitura e uso dei dispositivi di protezione individuale, tra cui occhiali e schermi facciali, quando il rischio residuo non è eliminabile.
Le macchine immesse sul mercato devono già nascere sicure: la marcatura CE presuppone ripari e schermi contro l’espulsione di frammenti. Verificarli all’acquisto è la prima misura di prevenzione.
Come si valuta
La valutazione va integrata nel DVR analizzando ogni lavorazione a rischio:
- Identifica le sorgenti: quali macchine e utensili possono proiettare materiale, in quale direzione e con quale energia (una scheggia di molatura ha traiettoria e velocità diverse da un truciolo di tornitura).
- Considera i guasti prevedibili: rottura del disco, cedimento dell’utensile, espulsione del pezzo per serraggio insufficiente. Sono eventi rari ma ad alta gravità.
- Stima le persone esposte: non solo l’operatore, ma chi transita o lavora nelle vicinanze. Un frammento può percorrere diversi metri.
- Verifica i ripari esistenti: presenza, integrità ed efficacia di schermi, cuffie di protezione delle mole, cabinature.
Il risultato guida la scelta tra protezione collettiva e individuale e la definizione delle procedure operative.
Le misure, in ordine di priorità
- Alla fonte: utensili integri e correttamente montati, dischi abrasivi entro la data di scadenza e alla velocità nominale, corretto serraggio dei pezzi, scelta di processi meno espulsivi.
- Protezioni collettive: ripari fissi o mobili interbloccati, schermi trasparenti e paraschegge, cabinature delle postazioni di molatura, delimitazione delle aree dove altri lavoratori potrebbero essere colpiti. Sono la difesa che protegge chiunque, non solo chi ricorda di indossare l’occhiale.
- DPI: occhiali di sicurezza o schermi facciali con resistenza all’impatto adeguata all’energia prevista. La gestione dei DPI richiede consegna documentata, verifica della compatibilità con altri protettori (occhiali sotto lo schermo, con eventuali otoprotettori) e sostituzione dei protettori rigati, che riducono la visibilità e spingono a toglierli.
- Organizzazione e comportamenti: procedure di lavoro, divieto assoluto di manomettere i ripari, informazione e addestramento all’uso corretto degli utensili.
Un esempio concreto: in una carpenteria metalmeccanica la sbavatura manuale a smerigliatrice è la fonte più frequente di infortuni all’occhio. La combinazione vincente è cuffia paraschegge sulla mola, schermo facciale per l’operatore e uno schermo mobile che isola la postazione dal resto del reparto.
Errori comuni
- Affidare tutto all’occhiale: il DPI è l’ultima barriera, non la prima. Se manca il riparo sulla macchina, il rischio resta per chi passa vicino.
- Tollerare i ripari rimossi: lo schermo tolto “perché dà fastidio” e mai rimontato è una prescrizione ispettiva quasi certa e una causa diretta di infortunio.
- Occhiali sbagliati per la lavorazione: un occhiale a bassa resistenza contro una scheggia di molatura ad alta energia non protegge; la classe del protettore va scelta sull’energia reale.
- Dimenticare i terzi: la valutazione che considera solo l’operatore e non chi transita nell’area sottostima chi verrà davvero colpito.
Domande frequenti
Quando è obbligatorio l'uso degli occhiali di sicurezza?
Quando la valutazione dei rischi individua una possibile proiezione di schegge o particelle e il rischio non è eliminabile alla fonte con ripari o schermi. Il datore di lavoro fornisce i DPI adeguati e ne rende obbligatorio l'uso; il lavoratore ha l'obbligo di indossarli correttamente durante la lavorazione.
Bastano gli occhiali o serve la visiera?
Dipende dall'energia e dalla direzione dei frammenti. Per molatura, smerigliatura o operazioni con proiezione ad alta velocità servono protettori con marcatura di resistenza all'impatto adeguata e, spesso, uno schermo facciale che protegge anche il volto. La scelta va motivata nel documento di valutazione.
I ripari delle macchine possono essere rimossi?
No. Rimuovere o rendere inefficace un riparo o un dispositivo di sicurezza è vietato ed espone a responsabilità sia il lavoratore sia il datore di lavoro che lo tollera. I ripari vanno mantenuti efficienti e ripristinati dopo ogni intervento di manutenzione o regolazione.