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Guida · DPI · 10 min di lettura

DPI: scelta, consegna, verbale e gestione

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

I dispositivi di protezione individuale sono l’ultima barriera, non la prima: intervengono sul rischio residuo, cioè su ciò che rimane dopo aver fatto tutto il possibile con misure tecniche e organizzative. Per questo un DPI “consegnato e firmato” non basta: conta come lo hai scelto, come lo hai spiegato e come lo tieni in efficienza nel tempo. Vediamo il ciclo completo.

Il DPI va usato quando i rischi non possono essere evitati o ridotti a sufficienza da misure di prevenzione collettiva, procedure o organizzazione (art. 75). Prima di ordinare qualsiasi cosa, quindi, torna al DVR: per ogni mansione devono emergere il rischio residuo, la parte del corpo esposta e l’entità dell’esposizione. Solo così la scelta è difendibile. Ordinare guanti “generici” per tutti è il modo più rapido per avere DPI inadatti in reparto e un verbale inutile in cartellina.

Passo 2 — Scegli il DPI adeguato e compatibile

La scelta è un obbligo tecnico del datore di lavoro (art. 77): il DPI deve essere adeguato al rischio, alle condizioni di lavoro e alle esigenze ergonomiche del lavoratore, e in caso di rischi multipli i dispositivi devono essere compatibili tra loro. Un esempio classico in officina: occhiali di protezione che non interferiscano con gli otoprotettori e con il facciale filtrante indossati contemporaneamente.

Verifica sempre che il dispositivo sia conforme al Regolamento (UE) 2016/425, con marcatura CE e nota informativa del fabbricante in italiano. È utile ragionare per categorie di rischio:

  • prima categoria — rischi minimi (es. guanti da giardinaggio leggero);
  • seconda categoria — tutto ciò che non è prima né terza (es. occhiali, elmetti);
  • terza categoria — rischi che possono causare conseguenze gravissime o mortali (anticaduta, respiratori isolanti, protezione da agenti chimici o dall’elettricità).

La categoria non è un dettaglio burocratico: cambia gli obblighi a valle, in particolare l’addestramento.

Passo 3 — Coinvolgi lavoratore, RLS e medico competente

La conformità non garantisce l’accettazione. Prima di standardizzare una fornitura, fai provare i dispositivi ai lavoratori: una taglia di guanto sbagliata o una mezza maschera che non tiene sul viso portano al non utilizzo, che è il vero fallimento del sistema. Aggiorna la scelta ogni volta che cambiano rischi, mansioni o esiti della sorveglianza sanitaria, e consulta il RLS quando definisci i criteri di dotazione. Per alcune protezioni — otoprotettori tarati sui livelli di rumore, mascherine per lavoratori con patologie respiratorie — il parere del medico competente è determinante.

Passo 4 — Informa, forma e addestra

Consegnare senza spiegare è un errore ricorrente. Il datore di lavoro deve informare sui rischi da cui il DPI protegge, formare all’uso corretto e, dove serve, addestrare (art. 77). L’addestramento è obbligatorio in ogni caso per i DPI di terza categoria e per i dispositivi di protezione dell’udito: significa far indossare e usare il dispositivo in una sessione pratica documentata, non consegnare un foglietto. Su questo punto vedi le guide dedicate all’addestramento sui DPI di terza categoria e agli anticaduta. L’addestramento va tracciato come attività a sé, distinta dalla formazione d’aula.

Passo 5 — Consegna con un verbale che prova davvero

Il verbale di consegna serve a dimostrare che quel lavoratore ha ricevuto quel dispositivo, con le istruzioni per usarlo. Perché sia probante deve contenere:

  • dati del lavoratore e della mansione;
  • descrizione del DPI (tipo, modello, categoria, taglia) e riferimento al rischio;
  • data di consegna;
  • richiamo all’avvenuta informazione/formazione e, se dovuto, all’addestramento;
  • impegno del lavoratore a usarlo, conservarlo e segnalare i difetti;
  • firma del lavoratore e del consegnatario.

Tieni un registro per lavoratore, così alla scadenza o alla sostituzione sai cosa riconsegnare. Ricorda che i DPI sono forniti gratuitamente (art. 18): nessun addebito al dipendente.

Passo 6 — Gestisci obblighi d’uso, manutenzione e scadenze

Il lavoratore ha l’obbligo di utilizzare i DPI secondo le istruzioni, averne cura, non modificarli e segnalare guasti o carenze. Il datore di lavoro, a sua volta, deve mantenerli in efficienza, provvedere alle riparazioni e alle sostituzioni e assicurare condizioni igieniche adeguate (art. 77). Nella pratica quotidiana:

  • segui la vita utile indicata dal fabbricante e le ispezioni periodiche (per gli anticaduta l’ispezione è obbligatoria e va registrata);
  • sostituisci subito i dispositivi danneggiati, saturi o scaduti, senza aspettare la data teorica;
  • inserisci i DPI nello scadenzario aziendale, insieme a filtri e ricambi (utile per i respiratori: vedi la protezione delle vie respiratorie);
  • vigila sull’effettivo utilizzo tramite i preposti: un DPI corretto ma appeso al chiodo non protegge nessuno.

Checklist della gestione DPI

  • Rischio residuo per mansione individuato nel DVR
  • DPI scelto adeguato, compatibile e conforme al Reg. (UE) 2016/425
  • Categoria del dispositivo verificata (I, II o III)
  • Prova d’uso con i lavoratori e consultazione del RLS
  • Informazione e formazione erogate
  • Addestramento fatto e documentato per III categoria e otoprotettori
  • Verbale di consegna firmato e archiviato per lavoratore
  • Manutenzione, ispezioni e sostituzioni pianificate nello scadenzario
  • Vigilanza dei preposti sull’effettivo utilizzo

Domande frequenti

Basta consegnare il DPI e farlo firmare al lavoratore?

No. La firma sul verbale prova la consegna, ma l'obbligo del datore di lavoro non si esaurisce lì: deve aver scelto il DPI adeguato in base alla valutazione dei rischi, aver informato e formato il lavoratore e, per i DPI di terza categoria e per gli otoprotettori, aver organizzato un addestramento. Un verbale firmato senza questi passaggi non regge a un controllo.

Chi paga i DPI?

Sempre il datore di lavoro. I DPI sono forniti gratuitamente ai lavoratori (art. 18); non possono essere addebitati né trattenuti dallo stipendio, nemmeno in caso di deterioramento per uso normale. Restano di proprietà dell'azienda e vanno restituiti a fine rapporto o a fine vita utile.

Ogni quanto si sostituisce un DPI?

Non esiste una scadenza unica: si segue la data di fine vita o di scadenza indicata dal fabbricante nella nota informativa, l'esito delle ispezioni periodiche (obbligatorie per gli anticaduta) e le condizioni reali d'uso. Un guanto tagliato o un facciale filtrante saturo vanno sostituiti subito, a prescindere dalla data.

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