Guida · DPI · 11 min di lettura
Facciali filtranti e respiratori: quale protezione scegliere
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
La protezione delle vie respiratorie è tra i DPI più fraintesi: si consegna una “mascherina” e ci si sente in regola, senza chiedersi da cosa protegge davvero. Ma un facciale antipolvere davanti a vapori di solvente non serve a nulla, e un dispositivo scelto male dà una falsa sicurezza peggiore dell’assenza di protezione. Vediamo come scegliere con metodo.
Passo 1 — Parti dal rischio, non dal catalogo
La scelta di un DPI è l’ultimo anello della prevenzione, non il primo (art. 75): si adotta quando il rischio non può essere eliminato o ridotto alla fonte. Prima di ordinare qualsiasi dispositivo devi sapere cosa stai respirando. La fonte è la valutazione del rischio chimico o biologico, incrociata con la scheda di sicurezza delle sostanze usate.
Le domande da porti:
- l’inquinante è particellare (polveri, fibre, fumi, nebbie) o è un gas/vapore?
- c’è abbastanza ossigeno nell’ambiente, o si tratta di uno spazio confinato o sotto-ossigenato?
- quali sono le concentrazioni e i tempi di esposizione?
Da queste risposte discende tutto il resto: un filtro sbagliato sul rischio sbagliato è carta straccia.
Passo 2 — Distingui filtranti e isolanti
Esistono due famiglie che non vanno confuse.
I respiratori a filtro depurano l’aria dell’ambiente e funzionano solo dove l’ossigeno è sufficiente e l’inquinante è noto e sotto una certa soglia. Si dividono in:
- facciali filtranti antipolvere (serie FFP), i più diffusi, monouso, che trattengono particelle con efficienza crescente da FFP1 a FFP3;
- semimaschere e maschere intere su cui si montano filtri intercambiabili: antipolvere (tipo P, con livelli crescenti), antigas (tipi A, B, E, K e altri, ciascuno per una classe chimica) o combinati.
I respiratori isolanti (autorespiratori, apparecchi a presa d’aria esterna) forniscono aria indipendente dall’ambiente e sono obbligatori dove l’atmosfera è carente di ossigeno, in caso di inquinante ignoto o in concentrazioni molto elevate, e negli spazi confinati.
Regola pratica: davanti a un gas non identificato o a un ambiente in cui non sai quanto ossigeno c’è, il facciale FFP non è un’opzione.
Passo 3 — Scegli il tipo e la classe corretti
Per il particellare, i livelli FFP (o le classi P dei filtri) esprimono un’efficienza di filtrazione crescente: sali di classe quanto più l’agente è pericoloso — fumi di saldatura, polveri di legno duro, silice, agenti biologici. Per gas e vapori, il tipo di filtro va scelto in base alla famiglia chimica indicata dalla scheda di sicurezza e riconoscibile dal codice colore normalizzato sulla ghiera. I valori esatti di efficienza, i fattori di protezione e la durata dei filtri sono definiti dalle norme tecniche di prodotto (serie EN sui facciali e sui filtri): fai riferimento a quelle e alla scheda tecnica del fabbricante, non a stime.
Esempio concreto: in una carpenteria che salda acciaio inox, i fumi contengono particolato fine; qui serve almeno una protezione particellare di classe elevata, spesso integrata con aspirazione localizzata. In una cabina di verniciatura a spruzzo, invece, oltre alle nebbie di prodotto ci sono vapori di solvente: qui il facciale antipolvere non basta, serve una maschera con filtro combinato del tipo adeguato.
Passo 4 — Verifica marcatura e tenuta
Ogni dispositivo deve riportare la marcatura CE e rispondere al Regolamento (UE) 2016/425 sui DPI immessi sul mercato, con nota informativa in italiano. Ma un DPI conforme mal indossato protegge poco: la tenuta al viso è decisiva. Barba, occhiali con astine ingombranti e taglie sbagliate creano vie di fuga per l’aria contaminata. Insegna e fai eseguire il controllo di tenuta a ogni indossamento e valuta, per i rischi più severi, prove di tenuta strutturate.
Passo 5 — Consegna, addestra, verbalizza
Qui sta l’errore più frequente. I dispositivi di protezione delle vie respiratorie contro atmosfere pericolose sono DPI di terza categoria: oltre a informazione e formazione, l’art. 77 impone l’addestramento pratico obbligatorio prima dell’uso, con tracciamento. Il datore di lavoro mantiene i DPI in efficienza, ne assicura igiene e sostituzione, e il lavoratore è tenuto a usarli e segnalarne i difetti (art. 78, art. 79 e Allegato VIII). Formalizza tutto in un verbale di consegna e nel percorso di gestione dei DPI, con il richiamo esplicito all’addestramento di terza categoria.
Passo 6 — Gestisci uso, manutenzione e fine vita
Definisci per iscritto quando un facciale monouso va gettato (fine turno, dopo contatto con contaminanti, quando la respirazione diventa faticosa) e come si conservano semimaschere e filtri riutilizzabili: pulizia, stoccaggio in luogo asciutto, registro delle sostituzioni dei filtri in base a saturazione o scadenza. Un filtro antigas esausto non “avvisa” sempre: la programmazione della sostituzione è parte della protezione.
Checklist di selezione della protezione respiratoria
- Inquinante identificato dalla valutazione dei rischi e dalla scheda di sicurezza
- Verificata la presenza di ossigeno sufficiente (altrimenti dispositivo isolante)
- Distinto rischio particellare da gas/vapori e scelto il tipo/classe adeguato
- Dispositivo marcato CE con nota informativa in italiano
- Taglia adatta e controllo di tenuta al viso eseguito
- Formazione e addestramento di terza categoria erogati e tracciati
- Verbale di consegna redatto
- Regole di sostituzione, igiene e smaltimento definite e comunicate
Domande frequenti
La protezione delle vie respiratorie è un DPI di terza categoria?
Sì. I DPI di protezione delle vie respiratorie che difendono da atmosfere pericolose rientrano nella terza categoria del Regolamento (UE) 2016/425. Ne consegue l'obbligo di addestramento specifico prima dell'uso (art. 77, co. 4 e 5), non solo di informazione e formazione.
Un facciale FFP protegge dai gas e dai vapori?
No. I facciali filtranti antipolvere (serie FFP secondo la EN 149) trattengono particelle solide e aerosol liquidi, non gas né vapori. Contro gas e vapori serve un filtro specifico (di tipo A, B, E, K…) montato su semimaschera o maschera intera. Verifica sempre la natura dell'inquinante sulla scheda di sicurezza.
Basta consegnare la mascherina al lavoratore?
No. Vanno verificate la scelta corretta rispetto al rischio, la formazione, l'addestramento pratico, il controllo di tenuta e le condizioni di riutilizzo o smaltimento. La sola consegna, senza verbale e senza addestramento, non assolve gli obblighi dell'art. 77.
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- NormaRegolamento (UE) 2016/425 — I DPI immessi sul mercato