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Guida · DPI · 10 min di lettura

DPI di terza categoria: l’addestramento obbligatorio

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

I DPI di terza categoria proteggono da rischi che, se il dispositivo fallisce, portano a lesioni gravi o alla morte: caduta dall’alto, esposizione ad agenti chimici o biologici pericolosi, atmosfere povere di ossigeno, ustioni severe, folgorazione. Proprio perché il margine di errore è zero, consegnare il dispositivo non basta: la legge impone un addestramento pratico, documentato. Vediamo come farlo davvero.

Passo 1 — Individua i DPI di terza categoria in azienda

La categoria non la decidi tu: è attribuita dal fabbricante secondo il Regolamento (UE) 2016/425, che classifica i DPI in tre categorie in funzione della gravità del rischio. La terza raccoglie i dispositivi contro i pericoli che possono avere conseguenze molto gravi o irreversibili.

Rientrano tipicamente in terza categoria: i sistemi anticaduta e le imbracature, i respiratori isolanti e i facciali per atmosfere pericolose, i DPI contro agenti chimici e biologici, i dispositivi contro il calore elevato o l’arco elettrico. Per ogni articolo, verifica la dichiarazione di conformità UE e la nota informativa del fabbricante: è lì che leggi la categoria, non nelle brochure commerciali.

Passo 2 — Distingui informazione, formazione e addestramento

Sono tre obblighi che spesso vengono confusi. Sul tema DPI, l’art. 77 chiede al datore di lavoro di fornire informazione e formazione sull’uso corretto per qualunque dispositivo. Ma al comma 5 aggiunge una regola più stringente: l’addestramento è indispensabile per ogni DPI di terza categoria e per i dispositivi di protezione dell’udito.

L’addestramento è la prova d’uso guidata sul dispositivo reale: il lavoratore lo indossa, lo regola, lo verifica e lo usa sotto la supervisione di una persona competente. Una lezione in aula o un modulo e-learning, da soli, non soddisfano questo obbligo. Per il tracciamento della parte pratica vale quanto già visto per l’addestramento in generale.

Passo 3 — Prepara la sessione

Un addestramento efficace si prepara. Prima di convocare le persone:

  • procurati la nota informativa del fabbricante di ciascun DPI e usala come traccia dei contenuti;
  • individua chi conduce la sessione: deve conoscere il dispositivo (RSPP, preposto formato, tecnico del fornitore o formatore qualificato);
  • prepara i dispositivi effettivamente in uso, nelle taglie corrette, non un campione generico;
  • definisci il luogo: per gli anticaduta serve una postazione dove simulare in sicurezza l’ancoraggio e la trattenuta.

Passo 4 — Conduci l’addestramento pratico

La sessione deve far fare, non solo spiegare. Struttura tipica per un dispositivo anticaduta:

  1. lettura ragionata della nota informativa e dei limiti d’uso;
  2. verifica pre-uso: controllo di cinghie, cuciture, moschettoni, dispositivo retrattile;
  3. vestizione e regolazione dell’imbracatura sul singolo lavoratore;
  4. scelta e realizzazione corretta del punto di ancoraggio;
  5. gestione del dispositivo dopo un arresto caduta e criteri di messa fuori uso;
  6. prova pratica individuale con correzione degli errori.

Lo stesso schema, adattato, vale per i respiratori (prova di tenuta del facciale, sostituzione dei filtri) trattati nella guida sulla protezione delle vie respiratorie e per gli altri anticaduta descritti nella guida su imbracature e anticaduta.

Passo 5 — Traccia e conserva la documentazione

Ciò che non è documentato, in caso di controllo o infortunio, si considera non fatto. Al termine redigi un verbale di addestramento che riporti: data e luogo, dispositivo con marca e modello, nominativo del conduttore e sua qualifica, elenco dei partecipanti con firma, contenuti pratici svolti. Conserva copia della nota informativa e collega il verbale al verbale di consegna del DPI, così da avere una catena documentale completa.

Registra l’avvenuto addestramento anche sul fascicolo formativo del lavoratore, insieme alla formazione generale e specifica: sono adempimenti diversi, ma un ispettore li verifica insieme.

Passo 6 — Ripeti quando serve

L’addestramento non è un evento una tantum. Va ripetuto quando cambia il dispositivo, quando il lavoratore passa a una mansione con DPI diversi, quando emergono usi scorretti durante la vigilanza del preposto e quando lo prevedono le indicazioni del fabbricante. Fissare nel DVR una cadenza di richiamo, anche in assenza di un termine di legge esplicito, è la scelta più solida: dimostra un sistema che governa il rischio, non che lo rincorre.

Ricorda infine che l’obbligo del datore di lavoro trova il suo specchio nei doveri del lavoratore: usare i DPI conformemente all’addestramento ricevuto, averne cura e segnalare i difetti sono comportamenti che vanno pretesi e vigilati.

Checklist dell’addestramento sui DPI di terza categoria

  • Censiti tutti i DPI di terza categoria dalla dichiarazione di conformità UE
  • Verificato per ciascuno l’obbligo di addestramento (art. 77, co. 5)
  • Individuato un conduttore competente per ogni dispositivo
  • Nota informativa del fabbricante disponibile e usata come traccia
  • Prova d’uso pratica individuale, non solo spiegazione teorica
  • Verbale con dispositivo, contenuti, conduttore e firme dei partecipanti
  • Addestramento registrato nel fascicolo formativo del lavoratore
  • Cadenza di richiamo e casi di ripetizione definiti nel DVR

Domande frequenti

L’informazione sui DPI basta, o serve anche l’addestramento?

Sono due obblighi distinti. L’informazione e la formazione sull’uso corretto spettano per qualsiasi DPI; l’addestramento pratico, cioè la prova d’uso guidata, è obbligatorio in ogni caso per i DPI di terza categoria e per i dispositivi di protezione dell’udito (art. 77, co. 5).

Come faccio a sapere se un DPI è di terza categoria?

La categoria è definita dal Regolamento (UE) 2016/425 in base al rischio da cui il DPI protegge: la terza categoria copre i rischi che possono causare conseguenze molto gravi o mortali. Il dato è riportato nella dichiarazione di conformità UE e nella nota informativa del fabbricante che accompagna il dispositivo.

Ogni quanto va ripetuto l’addestramento?

La legge non fissa una cadenza numerica fissa. L’addestramento va ripetuto quando cambiano il dispositivo, la mansione o le condizioni d’uso, e ogni volta che emergono utilizzi scorretti. Una periodicità di richiamo definita nel DVR è la prassi più difendibile in caso di controllo.

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