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Settore · ATECO 24, 25, 28, 29, 30, 33

Metalmeccanica e carpenteria

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Un settore dove il rischio è nel gesto quotidiano

La metalmeccanica e la carpenteria non sono ambienti a rischio basso: qui il pericolo è nella lavorazione ordinaria, non nell’evento eccezionale. Torni, frese, presse, cesoie, seghe a nastro, saldatrici e smerigliatrici concentrano in pochi metri organi in movimento, superfici calde, proiezione di schegge e rumore. I dati INAIL sul comparto raccontano amputazioni e schiacciamenti agli arti superiori, ustioni, corpi estranei negli occhi e ipoacusie professionali tra le più frequenti dell’industria. La buona notizia è che si tratta di rischi noti e governabili: quasi sempre l’infortunio nasce da un riparo rimosso, da un DPI mancante o da una procedura saltata per fare in fretta.

I rischi tipici

  • Rischio meccanico: contatto con organi in movimento di torni, frese, presse e cesoie; è la prima causa di infortunio grave in officina. La protezione passa da ripari fissi, protezioni interbloccate e dispositivi di comando a due mani.
  • Fumi di saldatura: ossidi metallici e gas prodotti da MIG, MAG, TIG ed elettrodo; richiedono aspirazione localizzata alla fonte e, dove serve, protezione delle vie respiratorie.
  • Rumore: martellamento, molatura e taglio portano facilmente oltre i valori di azione del Titolo VIII; vanno misurati e gestiti con otoprotettori e bonifiche.
  • Vibrazioni mano-braccio: smerigliatrici, avvitatori a impulsi e martelli demolitori trasmettono vibrazioni che, nel tempo, danno sindrome del dito bianco.
  • Proiezione di schegge e materiali: molatura, tornitura e sbavatura scagliano trucioli e frammenti; occhiali e schermi facciali sono indispensabili (proiezione di materiali).
  • Ustioni e superfici calde: saldatura, taglio ossiacetilenico e pezzi appena lavorati causano ustioni da contatto e da scintille.
  • Bombole e gas compressi: acetilene, ossigeno e gas di protezione vanno stoccati, movimentati e collegati in sicurezza.
  • Movimentazione dei carichi: lamiere, profilati e semilavorati pesanti comportano movimentazione manuale e uso di gru e carrelli.

Gli adempimenti essenziali

  1. DVR completo dei rischi specifici: rischio meccanico, chimico da fumi di saldatura, rumore, vibrazioni e movimentazione. In questo comparto le procedure standardizzate raramente bastano: serve una valutazione che entri nel merito delle singole macchine.
  2. Conformità delle attrezzature: macchine con marcatura CE e libretto d’uso, oppure adeguamento all’Allegato V per le macchine antecedenti alla marcatura. Ripari, arresti di emergenza e interblocchi devono essere presenti ed efficienti (Titolo III, uso delle attrezzature).
  3. Verifiche periodiche: apparecchi di sollevamento come gru a ponte e paranchi rientrano nelle verifiche periodiche dell’Allegato VII, con prima verifica e controlli successivi da soggetto abilitato.
  4. Abilitazioni per le attrezzature: carrelli elevatori, gru e piattaforme richiedono patentini con addestramento e aggiornamento.
  5. Aspirazione e ventilazione: impianti di captazione dei fumi alla fonte, controllati e manutenuti.
  6. DPI adeguati al rischio: otoprotettori, occhiali e schermi, guanti antitaglio e anticalore, scarpe antinfortunistiche; per i DPI di terza categoria è obbligatorio l’addestramento.
  7. Sorveglianza sanitaria: obbligatoria per rumore, vibrazioni, agenti chimici da saldatura e movimentazione, secondo il protocollo del medico competente.
  8. Formazione e addestramento: formazione generale e specifica a rischio alto, più addestramento pratico tracciato su ogni macchina e su ogni DPI complesso.
  9. Gestione emergenze e antincendio: la presenza di gas tecnici, oli e scintille alza il rischio incendio; il livello dell’attività va valutato e presidiato con addetti e mezzi adeguati.

Checklist rapida di sopralluogo

  • Ripari e protezioni presenti su ogni organo in movimento, non manomessi
  • Arresti di emergenza raggiungibili e funzionanti su tutte le macchine
  • Aspirazione fumi attiva alle postazioni di saldatura
  • Otoprotettori disponibili e indossati nelle zone segnalate
  • Occhiali e schermi facciali usati in molatura, tornitura e sbavatura
  • Bombole di gas fissate, con valvole e cappellotti a posto, stoccate correttamente
  • Gru e carrelli con verifiche in corso di validità e operatori abilitati
  • Vie di transito libere da lamiere e profilati, aree di deposito delimitate
  • Attestati di formazione e addestramento aggiornati per ogni lavoratore

Domande frequenti

Una carpenteria con cinque operai deve fare la valutazione del rumore?

Sì: se in reparto ci sono smerigliatrici, seghe a nastro, martellamento o saldatura, il rumore va misurato con una fonometria e confrontato con i valori inferiori e superiori di azione previsti dal Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008. Superati i valori di azione scattano DPI uditivi, formazione e sorveglianza sanitaria. La verifica va sempre condotta da tecnico competente.

Il carrellista e il gruista devono avere un patentino?

Sì: per carrelli elevatori, gru a ponte con comando da terra e altre attrezzature dell'Accordo Stato-Regioni serve un'abilitazione specifica con addestramento pratico e aggiornamento periodico. Senza attestato valido l'uso non è consentito e l'azienda risponde in caso di controllo o infortunio.

Le macchine utensili vecchie senza marcatura CE si possono usare?

Le macchine antecedenti al 1996 non hanno la marcatura CE ma devono essere adeguate ai requisiti dell'Allegato V del Testo Unico: ripari sugli organi in movimento, arresti di emergenza, protezioni fisse e mobili interbloccate. La conformità va verificata e documentata prima di rimetterle in linea.

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