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Glossario

Rumore

Il rumore è un agente fisico del Titolo VIII, Capo II del D.Lgs. 81/2008: grandezze dell'art. 188, mappa degli artt. 187-198, rumore ambientale.

Nel D.Lgs. 81/2008 il rumore è uno degli agenti fisici elencati dall’art. 180 e disciplinati dal Capo II del Titolo VIII, artt. 187-198. Indica l’energia sonora presente nei luoghi di lavoro che può causare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare per l’udito, come precisa l’art. 187 sul campo di applicazione.

Dal punto di vista fisico il rumore è una variazione di pressione dell’aria percepita dall’orecchio. Si misura in decibel (dB), una scala logaritmica: un aumento di 3 dB corrisponde a un raddoppio dell’energia sonora.

Le grandezze con cui la legge lo misura

L’art. 188 fissa il vocabolario tecnico di tutto il Capo II. Senza queste definizioni i valori di legge non si possono leggere.

  1. Pressione acustica di picco (ppeak): il valore massimo della pressione acustica istantanea ponderata in frequenza C. Misura il singolo evento impulsivo.
  2. Livello di esposizione giornaliera (LEX,8h): la media ponderata nel tempo dei livelli di esposizione su una giornata nominale di otto ore, secondo la norma ISO 1999. Misura la dose accumulata.
  3. Livello di esposizione settimanale (LEX,w): la media dei livelli giornalieri su una settimana nominale di cinque giornate di otto ore, usata quando l’esposizione varia molto da un giorno all’altro.

Con queste grandezze l’art. 189 costruisce i valori di azione inferiori e superiori e i valori limite di esposizione, a partire da 80 dB(A) di LEX,8h. Cosa scatta a ciascuna soglia è riassunto nella scheda sul rischio rumore.

Dove trovare cosa nel Capo II

ArticoloContenutoPer approfondire
187-188Campo di applicazione e definizioniQuesta voce
189Valori limite e valori di azioneScheda rischio rumore
190-191Valutazione del rischio, anche per esposizioni molto variabiliGuida alla valutazione
192-194Misure di prevenzione, otoprotettori, limitazione dell’esposizioneScheda rischio rumore
195-196Informazione, formazione e sorveglianza sanitariaScheda rischio rumore
197-198Deroghe e linee guida per musica, attività ricreative e call centerGuida ai locali di intrattenimento

Rumore sul lavoro e rumore ambientale

Lo stesso fenomeno è regolato da discipline diverse a seconda di chi si vuole tutelare. Il Titolo VIII protegge il lavoratore esposto durante l’attività. La legge quadro sull’inquinamento acustico (L. 447/1995) protegge invece l’ambiente esterno e chi abita vicino alle sorgenti, con limiti di immissione ed emissione misurati con criteri diversi.

Esempio: una carpenteria metallica può rispettare i limiti di zona verso il vicinato, perché il capannone è insonorizzato verso l’esterno, e avere al suo interno addetti alla smerigliatura sopra i valori superiori di azione. Le due verifiche si fanno con misure, punti di rilievo e documenti diversi: la fonometria per il DVR non sostituisce la valutazione di impatto acustico, e viceversa.

Il metodo per misurare e classificare le mansioni è nella guida alla valutazione del rumore; per i settori della musica vedi la guida sul rumore nei locali di intrattenimento. Il testo del Capo II è su Normattiva.

Domande frequenti

  • Un ufficio open space rumoroso rientra nel rischio rumore del D.Lgs. 81/2008?

    Rientra nella valutazione, che deve considerare tutte le attività in cui il rumore è presente, ma di solito si chiude con una giustificazione motivata perché i livelli sono lontani dai valori di azione. Il disturbo alla concentrazione non è ipoacusia: va affrontato con l'acustica dei locali e l'organizzazione degli spazi, e può pesare nella valutazione dello stress lavoro-correlato.

  • Che differenza c'è tra dB(A) e dB(C) nella valutazione del rumore?

    Sono due ponderazioni in frequenza. La ponderazione A approssima la sensibilità dell'orecchio ai livelli medi e si usa per l'esposizione giornaliera e settimanale. La ponderazione C pesa di più le basse frequenze e si usa per la pressione acustica di picco, cioè i singoli eventi impulsivi come colpi di pressa o di martello.

  • Gli ultrasuoni e gli infrasuoni sono disciplinati come il rumore?

    No. Il Capo II del Titolo VIII riguarda il rumore udibile, misurato con le grandezze dell'art. 188. Ultrasuoni e infrasuoni restano agenti fisici soggetti alla valutazione generale dell'art. 181, ma senza valori di azione e limiti numerici propri nel decreto: si valutano con norme tecniche e buone prassi specifiche.