Scheda rischio
Ultrasuoni e infrasuoni
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Il rischio in breve
Ultrasuoni e infrasuoni sono energia acustica che sta oltre i confini dell’udito umano: gli ultrasuoni sopra i 20 kHz, gli infrasuoni sotto i 20 Hz. Non li senti come un rumore fastidioso, e proprio per questo tendono a passare inosservati nella valutazione dei rischi.
Gli ultrasuoni di potenza (vasche di lavaggio, saldatura di materie plastiche, controlli non distruttivi, alcune lavorazioni di taglio) generano quasi sempre anche componenti udibili ad alta frequenza, che sono la vera fonte di disturbo uditivo; l’esposizione al mezzo aereo può inoltre dare sensazione di calore e fastidio. Gli infrasuoni, tipici di grandi ventilatori, compressori, motori, impianti di condizionamento e cabine di mezzi pesanti, sono legati soprattutto a effetti extra-uditivi: pressione alle orecchie, affaticamento, cefalea, nausea, disturbi dell’equilibrio e del sonno.
Cosa dice la norma
Ultrasuoni e infrasuoni sono espressamente elencati tra gli agenti fisici dall’art. 180 del D.Lgs. 81/2008, all’interno del Titolo VIII. A differenza del rumore, delle vibrazioni, dei campi elettromagnetici e delle radiazioni ottiche, però, non hanno un Capo dedicato con valori di azione e valori limite specifici.
La conseguenza pratica è netta: si applicano le disposizioni generali del Capo I del Titolo VIII. In particolare:
- art. 181 — obbligo di valutare tutti i rischi derivanti dagli agenti fisici, ultrasuoni e infrasuoni compresi;
- art. 182 — obbligo di eliminare o ridurre al minimo i rischi alla fonte;
- art. 184 — informazione e formazione dei lavoratori esposti;
- art. 185 — sorveglianza sanitaria quando la valutazione ne evidenzia la necessità.
L’assenza di soglie di legge non è un’esenzione: è una responsabilità in più. Spetta a te, con il supporto di RSPP e medico competente, individuare i criteri di riferimento (norme tecniche, linee guida internazionali, valori indicati dai costruttori) su cui basare il giudizio.
Come si valuta
- Censimento delle sorgenti: individua attrezzature e impianti che emettono energia oltre la banda udibile — vasche a ultrasuoni, saldatrici e sonotrodi, apparecchi di pulizia industriale, grandi ventilatori, torri di raffreddamento, compressori, gruppi elettrogeni, cabine di macchine operatrici.
- Screening documentale: parti dai dati di emissione del libretto della macchina e dalla letteratura tecnica. Se l’esposizione è palesemente trascurabile, la valutazione può chiudersi con una giustificazione motivata nel DVR.
- Rilievi mirati: dove la sorgente è significativa, servono misure orientate alle alte frequenze (bande di terzi d’ottava fino agli ultrasuoni) o alle basse frequenze (infrasuoni), non la sola misura del livello globale in dB(A), che maschera proprio queste componenti.
- Analisi degli effetti: distingui il possibile danno uditivo (legato alle componenti udibili ad alta frequenza degli impianti a ultrasuoni) dagli effetti extra-uditivi e di comfort tipici degli infrasuoni.
Per le sorgenti convenzionali di rumore udibile continua a valere la logica fonometrica descritta nella scheda rumore; qui il punto è non fermarsi alla banda udibile quando la sorgente lavora oltre.
Le misure, in ordine di priorità
- Alla fonte: scegli in acquisto attrezzature con emissione dichiarata più bassa, cabina le vasche e le saldatrici a ultrasuoni, coperchia i bagni durante il ciclo, equilibra e manuteni ventilatori e compressori per abbattere le componenti infrasonore.
- Organizzative: allontana le postazioni fisse dalle sorgenti, limita i tempi di permanenza nelle aree critiche, evita che i lavoratori sostino accanto alla vasca a coperchio aperto.
- DPI: gli otoprotettori attenuano bene le alte frequenze e vanno usati vicino agli impianti a ultrasuoni; sugli infrasuoni, invece, l’efficacia è modesta, perciò la priorità resta la bonifica della sorgente. La gestione dei DPI richiede sempre consegna documentata e addestramento all’uso corretto.
Sorveglianza sanitaria
La sorveglianza sanitaria non è automatica come per il rumore sopra i valori di azione: scatta quando la valutazione dei rischi ne evidenzia la necessità, secondo l’art. 185. Coinvolgi il medico competente già in fase di valutazione, così che possa definire un protocollo adeguato — controllo audiometrico dove esistono componenti udibili ad alta frequenza, attenzione ai disturbi extra-uditivi riferiti dai lavoratori esposti a infrasuoni. Gli esiti anonimi collettivi devono rientrare nella valutazione, come descritto nella guida alla sorveglianza sanitaria.
Errori comuni
- Confondere ultrasuoni e rumore: applicare i valori del Capo II del rumore a ultrasuoni e infrasuoni è un errore di inquadramento; questi agenti seguono le disposizioni generali del Titolo VIII.
- Fidarsi del dB(A): la ponderazione A abbatte proprio le componenti a bassissima e altissima frequenza, facendo sembrare “silenziosa” una sorgente che tale non è.
- Dimenticare gli infrasuoni: cabine di mezzi, sale compressori e grandi impianti di ventilazione producono infrasuoni raramente censiti nel DVR.
- Non giustificare l’assenza di rischio: scrivere “non presente” senza motivare le sorgenti verificate lascia scoperta la valutazione in caso di ispezione.
Domande frequenti
Gli ultrasuoni rientrano nel Capo del rumore del D.Lgs. 81/2008?
No. Il rumore udibile ha un proprio Capo con valori di azione e limite; ultrasuoni e infrasuoni sono nominati tra gli agenti fisici dall'art. 180 ma non hanno un Capo dedicato, quindi si applicano le disposizioni generali del Titolo VIII (valutazione, riduzione del rischio, informazione, sorveglianza sanitaria).
Serve una misurazione strumentale per ultrasuoni e infrasuoni?
Dipende dalla sorgente. Se dai dati del costruttore e dalla letteratura l'esposizione è chiaramente trascurabile, la valutazione può concludersi con una giustificazione motivata nel DVR. Dove ci sono sorgenti significative (vasche, saldatrici, grandi ventilatori o compressori) è opportuno un rilievo tecnico mirato alle alte o basse frequenze.
Che disturbi possono dare gli infrasuoni?
Gli infrasuoni ad alta intensità sono associati soprattutto a effetti extra-uditivi: senso di pressione, affaticamento, mal di testa, nausea, disturbi dell'equilibrio e del sonno. Vanno gestiti come fattore di comfort e di salute, non solo come rumore.