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TUS

Scheda rischio

Campi elettromagnetici

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Il rischio in breve

I campi elettromagnetici (CEM) sono un agente fisico invisibile: non si vedono e non si sentono, ma agiscono sui tessuti e sui dispositivi presenti nel loro raggio. A differenza del rumore, gli effetti riconosciuti dalla normativa sono immediati (biofisici e indiretti), non da accumulo a lungo termine. Il rischio si concentra vicino alle sorgenti intense: saldatura a resistenza, forni a induzione, riscaldatori a radiofrequenza, elettrolisi, antenne di trasmissione, apparati per risonanza magnetica.

Cosa dice la norma

I CEM sono disciplinati dal Titolo VIII, Capo IV del D.Lgs. 81/2008 (artt. 206-212), che recepisce la direttiva europea di settore. La logica è quella dei limiti a due livelli, comune agli altri agenti fisici:

  • Valori limite di esposizione (VLE): riferiti agli effetti sanitari o agli effetti sensoriali, non devono mai essere superati perché rappresentano la soglia di danno. Sono grandezze interne al corpo, difficili da misurare direttamente.
  • Valori di azione (VA): grandezze misurabili sul campo (intensità di campo elettrico e magnetico, densità di potenza) che, se rispettate, garantiscono automaticamente il rispetto dei VLE corrispondenti.

L’articolo 208 fissa questi valori, mentre l’articolo 209 impone la valutazione e l’articolo 210 elenca le misure. I valori numerici e le tabelle di riferimento sono riportati negli allegati tecnici richiamati dalla norma: per i limiti puntuali va sempre consultata la fonte ufficiale, perché dipendono dalla frequenza della sorgente.

Come si valuta

La valutazione dei campi elettromagnetici segue un percorso graduato:

  1. Censimento delle sorgenti: si mappano gli apparati che generano campi, con frequenza, potenza e modalità d’uso. Le attrezzature di uso comune conformi, elencate dalla norma, non richiedono approfondimenti.
  2. Giustificazione o approfondimento: in un ufficio o in un negozio la valutazione può concludersi con una giustificazione motivata nel DVR. In presenza di sorgenti significative servono dati.
  3. Dati di campo: si usano le informazioni del costruttore, banche dati accreditate, calcoli o misurazioni strumentali eseguite da personale qualificato secondo le norme tecniche di riferimento.
  4. Confronto con i limiti: l’esposizione va confrontata con i valori di azione, distinguendo effetti diretti ed effetti indiretti.
  5. Individuazione delle distanze di sicurezza: spesso l’esito pratico è la definizione delle zone in cui il campo supera i valori di azione e da cui tenere lontani i lavoratori.

Le misure, in ordine di priorità

  1. Alla fonte: scelta di apparecchiature a minore emissione, schermature, confinamento della sorgente, corretta manutenzione degli involucri.
  2. Organizzative e di layout: delimitazione e segnalazione delle zone ad accesso controllato, aumento della distanza tra operatore e sorgente, limitazione dei tempi di permanenza, procedure di lavoro dedicate.
  3. Informazione e formazione: i lavoratori esposti devono conoscere le sorgenti, il significato della segnaletica e i comportamenti che riducono l’esposizione, in particolare la gestione degli oggetti ferromagnetici vicino ai campi statici intensi.
  4. Attenzione ai lavoratori particolarmente sensibili: portatori di dispositivi medici attivi o passivi, lavoratrici in gravidanza e persone con specifiche condizioni vanno tutelati con criteri più cautelativi, perché per loro contano soprattutto gli effetti indiretti.

Sorveglianza sanitaria

La sorveglianza sanitaria è disciplinata dall’articolo 211: è attivata quando la valutazione evidenzia un rischio per la salute e, in ogni caso, il lavoratore che segnala un effetto indesiderato o inatteso ha diritto a una visita medica. Un esempio concreto: un saldatore che riferisce percezioni sensoriali anomale durante la lavorazione va inviato al medico competente, i cui esiti collettivi rientrano poi nella revisione della valutazione. La gestione dei lavoratori con dispositivi medici impiantati è il caso in cui il raccordo tra valutazione tecnica e giudizio sanitario diventa decisivo.

Errori comuni

  1. Confondere i CEM con le radiazioni ionizzanti: sono agenti diversi, con normative diverse; i CEM non provocano ionizzazione e vanno tenuti distinti anche dalle radiazioni ottiche artificiali.
  2. Fermarsi alla media: vicino alle sorgenti il campo cala rapidamente con la distanza, per cui l’esposizione va valutata nella posizione reale dell’operatore, non a metri di distanza.
  3. Dimenticare gli effetti indiretti: un valore di campo accettabile per il corpo può comunque interferire con un pacemaker o innescare una scintilla in atmosfera a rischio.
  4. Ignorare i portatori di dispositivi medici: non chiedere e non gestire questa informazione è l’errore che espone di più, perché il danno può manifestarsi anche sotto i limiti ordinari.

Domande frequenti

Ogni azienda deve valutare il rischio da campi elettromagnetici?

La valutazione è obbligatoria per tutti, ma il livello di approfondimento cambia. Dove sono presenti solo apparecchiature di uso comune conformi (PC, illuminazione, piccoli utensili), la valutazione può concludersi con una giustificazione motivata nel DVR. Servono misure o calcoli quando ci sono sorgenti significative come saldatrici, forni a induzione, elettrolisi, apparati RF o risonanza magnetica.

Cosa cambia per i lavoratori con pacemaker o altri dispositivi medici?

I portatori di dispositivi medici attivi o passivi e le lavoratrici in gravidanza rientrano tra i lavoratori particolarmente sensibili. Per loro i valori di azione e i valori limite ordinari possono non essere protettivi, perché il rischio non è l'effetto sul corpo ma l'interferenza con il dispositivo: vanno gestiti con una valutazione dedicata e il coinvolgimento del medico competente.

Quali sono gli effetti da tenere sotto controllo?

La normativa distingue gli effetti diretti sul corpo (stimolazione di nervi e muscoli alle basse frequenze, riscaldamento dei tessuti alle alte frequenze) dagli effetti indiretti, come l'interferenza con dispositivi medici, l'innesco di scintille o la proiezione di oggetti ferromagnetici verso una sorgente intensa.

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