Scheda rischio
Radiazioni ottiche artificiali
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Il rischio in breve
Le radiazioni ottiche artificiali (ROA) sono la parte dello spettro elettromagnetico compresa tra l’ultravioletto e l’infrarosso prodotta da sorgenti create dall’uomo: archi di saldatura, forni fusori, lampade UV, luci pulsate, sistemi di polimerizzazione, proiettori e naturalmente i laser. Gli effetti sulla salute non sono generici: dipendono dalla lunghezza d’onda. L’ultravioletto danneggia la cornea (fotocheratite, il classico “colpo d’arco”) e la pelle, con rischio a lungo termine di tumori cutanei; la luce blu e il visibile possono danneggiare la retina; l’infrarosso provoca ustioni corneali e cataratta. Molti danni sono acuti e comparsi in poche ore, altri si accumulano nel tempo.
Cosa dice la norma
Le ROA sono disciplinate dal Titolo VIII, Capo V del D.Lgs. 81/2008 (artt. 213-220), all’interno della disciplina generale sugli agenti fisici. Il testo distingue due grandi famiglie di sorgenti:
- radiazioni coerenti, cioè i laser, trattati come rischio a sé per la loro capacità di concentrare energia;
- radiazioni incoerenti, cioè tutte le altre sorgenti (archi, lampade, forni).
I valori limite di esposizione sono fissati dall’Allegato XXXVII, che riporta le grandezze e i limiti distinti per fascia spettrale e per organo bersaglio (occhio, cute). L’articolo 216 impone la valutazione del rischio, l’articolo 217 le misure di eliminazione o riduzione, l’articolo 218 la sorveglianza sanitaria. Il datore di lavoro deve dimostrare non solo di aver “guardato” le sorgenti, ma di aver quantificato l’esposizione dove non è manifestamente trascurabile.
Come si valuta
- Censimento delle sorgenti: mappa dove ci sono archi, lampade UV, IR, luci pulsate, sistemi di cura UV, forni. Per ciascuna raccogli i dati del fabbricante e l’eventuale classificazione di prodotto.
- Uso delle norme tecniche e delle banche dati: per molte sorgenti la valutazione può basarsi sui dati di emissione dichiarati, sulle norme di prodotto (ad esempio la sicurezza fotobiologica di lampade e apparecchi a LED) e su strumenti di calcolo riconosciuti, senza misurazioni dirette.
- Misurazione quando serve: se i dati mancano o l’esposizione reale non è deducibile, servono rilievi con radiometri e spettroradiometri secondo le norme tecniche applicabili, eseguiti da personale competente.
- Confronto con i valori limite: l’esposizione stimata va confrontata con i limiti dell’Allegato XXXVII, tenendo conto della distanza, dei tempi e delle riflessioni. Ricorda che una sorgente può superare il limite per l’occhio ma non per la cute, o viceversa.
Un caso concreto: in una carpenteria dove si salda in postazioni aperte, il problema non è solo il saldatore protetto dalla maschera, ma il collega che passa a due metri e prende il riflesso dell’arco senza occhiali. La valutazione deve includere gli astanti, non solo l’operatore.
Le misure, in ordine di priorità
- Alla fonte e per via tecnica: scegliere apparecchi con emissione più bassa, chiudere l’arco in cabine schermate, usare tende e paraventi opachi alla radiazione, delimitare le zone di polimerizzazione UV, applicare interblocchi che spengono la sorgente all’apertura.
- Organizzative: ridurre i tempi di esposizione, allontanare le postazioni non protette, segnalare e delimitare le aree (art. 217), informare e formare i lavoratori sul perché di occhiali e schermi.
- DPI: occhiali, visiere e maschere con grado di protezione adeguato alla lunghezza d’onda e all’intensità — un filtro per saldatura non è un filtro per UV di polimerizzazione — oltre a indumenti che coprono la cute esposta. La gestione dei DPI richiede scelta motivata, consegna documentata e addestramento.
Le sorgenti laser meritano un percorso dedicato per classe e uso: vedi la scheda sorgenti laser.
Sorveglianza sanitaria
Prevista dall’art. 218, scatta quando la valutazione evidenzia che i lavoratori possono essere esposti oltre i valori limite o comunque a livelli che destano preoccupazione. Il protocollo, definito dal medico competente, è mirato agli organi bersaglio: occhio (cornea, cristallino, retina) e cute. Gli esiti collettivi anonimi tornano nella valutazione, che va riletta se emergono effetti attribuibili all’esposizione. Sono previste anche visite in caso di esposizione anomala, come un incidente con perdita del controllo della sorgente.
Errori comuni
- Confondere ROA solari e artificiali: il lavoro all’aperto sotto il sole è un rischio distinto, trattato nella scheda radiazione UV solare; qui parliamo solo di sorgenti artificiali.
- Fermarsi al saldatore: dimenticare gli astanti e i riflessi è l’errore più frequente e più contestato in sede ispettiva.
- Trattare tutte le lampade come innocue: alcune sorgenti UV e IR di processo superano i limiti a distanza ravvicinata anche se “sembrano” normali luci.
- Usare il filtro sbagliato: un grado di protezione tarato su una lunghezza d’onda non protegge da un’altra; l’iperprotezione, poi, riduce la visibilità e induce a togliere il DPI.
Domande frequenti
La saldatura rientra nelle radiazioni ottiche artificiali?
Sì. L'arco di saldatura è una delle sorgenti ROA più diffuse e intense negli ambienti di lavoro: emette ultravioletto, luce visibile e infrarosso a livelli che possono superare i valori limite in pochi secondi. Va sempre valutata e presidiata con schermi, maschere e protezione degli astanti.
Serve sempre misurare le radiazioni ottiche in azienda?
No. Per molte sorgenti il fabbricante fornisce già la classificazione e i dati di emissione, e per lampade e apparecchi si può ricorrere alle norme di prodotto e alle banche dati. La misurazione diretta serve quando queste informazioni mancano o quando l'esposizione reale non è deducibile dai dati disponibili.
Da cosa dipende l'obbligo di sorveglianza sanitaria per le ROA?
Dall'esito della valutazione del rischio: quando i lavoratori possono essere esposti oltre i valori limite, o comunque a livelli che destano preoccupazione per la salute, scatta la sorveglianza sanitaria mirata su occhi e cute, secondo il protocollo definito dal medico competente.
Approfondisci
- ArticoloArt. 216 — Identificazione dell'esposizione e valutazione dei rischi
- ArticoloArt. 217 — Disposizioni miranti ad eliminare o ridurre i rischi
- ArticoloArt. 218 — Sorveglianza sanitaria
- RischioSorgenti laser
- RischioFumi di saldatura
- RischioRadiazione UV solare (lavoro all’aperto)
- GuidaSorveglianza sanitaria: la guida completa