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TUS

Scheda rischio

Rumore

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Il rischio in breve

L’esposizione prolungata al rumore danneggia l’udito in modo progressivo e irreversibile: l’ipoacusia da rumore non si cura, si previene. Oltre al danno uditivo, il rumore elevato aumenta gli errori, maschera gli allarmi e contribuisce a stress e affaticamento.

Cosa dice la norma

Il rumore è disciplinato dal Titolo VIII, Capo II (artt. 187-198). I tre riferimenti da conoscere:

SogliaValoreCosa scatta
Valori inferiori di azione80 dB(A) / 135 dB(C) piccoOtoprotettori a disposizione, informazione e formazione, sorveglianza sanitaria su richiesta
Valori superiori di azione85 dB(A) / 137 dB(C) piccoUso obbligatorio degli otoprotettori, segnalazione e delimitazione delle aree, sorveglianza sanitaria
Valori limite di esposizione87 dB(A) / 140 dB(C) piccoNon superabili tenendo conto dell’attenuazione dei DPI; se superati, misure immediate

Come si valuta

  1. Screening preliminare: se l’attività è a emissione trascurabile (uffici, commercio non rumoroso), la valutazione può concludersi con una giustificazione motivata nel DVR.
  2. Misurazioni fonometriche: negli altri casi servono rilievi secondo la norma tecnica (UNI EN ISO 9612), svolti da personale qualificato, con calcolo dell’esposizione giornaliera o settimanale per mansione.
  3. Attenzione ai picchi: la pressione di picco (dB(C)) va misurata dove ci sono urti, scoppi, aria compressa.
  4. Effetto DPI: la verifica del rispetto del valore limite considera l’attenuazione reale dell’otoprotettore scelto (metodi HML, SNR o per bande d’ottava).

Le misure, in ordine di priorità

  1. Alla fonte: macchine più silenziose in acquisto (il dato di emissione è nel libretto), manutenzione, cabinature e schermature.
  2. Organizzative: rotazione del personale, distanziamento delle lavorazioni rumorose, limitazione dei tempi di esposizione.
  3. DPI: otoprotettori scelti in base all’attenuazione necessaria — proteggere troppo isola dagli allarmi, proteggere poco non serve. La gestione dei DPI richiede consegna documentata e addestramento all’uso corretto.

Sorveglianza sanitaria

Obbligatoria sopra i valori superiori di azione, su richiesta del lavoratore (o valutazione del medico) sopra quelli inferiori. Il protocollo tipico prevede l’audiometria periodica: i suoi esiti anonimi collettivi devono tornare nella valutazione del rischio, chiudendo il cerchio.

Errori comuni

  1. Giustificare senza motivare: scrivere “rischio rumore non presente” in un’officina meccanica non è una giustificazione, è un autogol ispettivo.
  2. Misurare una volta e dimenticare: nuove macchine e nuovi layout invalidano la fonometria in archivio.
  3. Comprare i tappi “più potenti”: l’iperprotezione è un rischio, non una prudenza.
  4. Ignorare i picchi: l’esposizione media può essere bassa anche dove un singolo scoppio supera i 140 dB(C).

Domande frequenti

Ogni quanto va ripetuta la valutazione del rumore?

La valutazione va aggiornata almeno ogni quattro anni se sono superati i valori inferiori di azione, e comunque a ogni modifica rilevante di macchine, layout o cicli di lavoro. Sotto i valori di azione è sufficiente la giustificazione nel DVR, da rivedere se cambiano le condizioni.

Da quale livello sono obbligatori i tappi o le cuffie?

Il datore di lavoro mette a disposizione gli otoprotettori dal superamento dei valori inferiori di azione (80 dB(A) di esposizione giornaliera); il loro uso diventa obbligatorio per i lavoratori dal superamento dei valori superiori di azione (85 dB(A)).

L'ipoacusia da rumore è una malattia professionale?

Sì, è storicamente una delle malattie professionali più denunciate all'INAIL. In caso di riconoscimento, il datore di lavoro che non aveva valutato il rischio o non aveva fornito protezioni adeguate si espone a conseguenze civili e penali oltre che assicurative.

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