Glossario
Vibrazioni mano-braccio
Le vibrazioni mano-braccio sono l'agente fisico, disciplinato dal Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008, trasmesso al sistema mano-braccio dagli utensili vibranti: il datore di lavoro ne valuta l'esposizione con il parametro A(8) e la confronta con valori d'azione e limite.
Le vibrazioni mano-braccio (in inglese hand-arm vibration, HAV) sono le vibrazioni meccaniche che, trasmesse al sistema mano-braccio, comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici e muscolari. Sono uno degli agenti fisici disciplinati dal Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008.
Dove si incontrano
L’esposizione è tipica di chi impugna utensili vibranti: martelli demolitori, trapani a percussione, smerigliatrici, motoseghe, decespugliatori, chiodatrici, levigatrici. Il danno più noto è la sindrome da vibrazioni mano-braccio, di cui il “dito bianco” da vibrazioni è la manifestazione vascolare più conosciuta.
Come si valuta
Il parametro di riferimento è l’esposizione giornaliera normalizzata a otto ore, indicata come A(8), che tiene conto dell’accelerazione dell’utensile e del tempo effettivo d’uso. Il valore si confronta con il valore d’azione e il valore limite fissati dall’art. 201; i criteri di misura e valutazione seguono l’art. 202 e l’Allegato XXXV, parte A. Al superamento delle soglie scattano misure tecniche e organizzative e la sorveglianza sanitaria.
In pratica
La priorità è ridurre l’esposizione alla fonte: utensili a bassa vibrazione, manutenzione, rotazione degli addetti, limitazione dei tempi di lavoro continuativo e guanti antivibranti come misura complementare. In un cantiere di demolizione, per esempio, alterni gli operatori al martello e registri i tempi d’uso. Per il metodo completo vedi la guida alla valutazione delle vibrazioni.