Scheda rischio
Ustioni e superfici calde
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Il rischio in breve
L’ustione è un danno ai tessuti provocato dal calore. Sul lavoro arriva da più sorgenti: contatto con superfici calde (stampi, forni, tubazioni del vapore, marmitte, resistenze), fiamme libere (saldatura, taglio, bruciatori), liquidi e vapori bollenti (acqua, olio, autoclavi) e proiezione di materiale incandescente (schizzi di metallo fuso, scintille di molatura). A differenza di altri rischi, il danno è immediato e spesso permanente: una frazione di secondo di contatto con una piastra a temperatura elevata basta per una lesione profonda. Colpisce soprattutto mani, avambracci, viso e occhi.
Cosa dice la norma
Il D.Lgs. 81/2008 non dedica un Titolo specifico alle ustioni, ma il rischio è coperto da più fronti che vanno letti insieme.
- Obbligo di valutazione: l’art. 28 impone di valutare tutti i rischi, compreso quello termico da contatto, e l’art. 15 fissa la priorità delle misure (eliminazione alla fonte, protezione collettiva prima di quella individuale).
- Attrezzature di lavoro: il Titolo III, Capo I (art. 70 e art. 71) richiede che le attrezzature siano conformi ai requisiti di sicurezza. L’Allegato V prevede espressamente che le parti a temperatura elevata o molto bassa siano protette contro il rischio di contatti o di vicinanza.
- Luoghi di lavoro: l’Allegato IV contiene i requisiti degli ambienti, comprese le protezioni di elementi caldi come tubazioni e superfici radianti.
- DPI: il Titolo III, Capo II (art. 74 e seguenti) disciplina la fornitura dei dispositivi di protezione individuale quando il rischio non è eliminabile con altre misure.
- Segnaletica: il Titolo V impone di segnalare i pericoli residui, tra cui le superfici calde non altrimenti isolabili.
Per il dettaglio degli obblighi conviene sempre rinviare al testo ufficiale degli articoli e degli allegati citati.
Come si valuta
La valutazione parte dalla mappatura delle sorgenti presenti in azienda, mansione per mansione:
- Individua le fonti: superfici che superano la temperatura di contatto sicuro, fiamme, fluidi caldi in pressione, lavorazioni che generano schizzi o scintille. In un panificio sono forni e teglie; in una carpenteria sono cordoni di saldatura e pezzi appena tagliati; in una cucina di ristorante sono friggitrici, piastre e pentole.
- Stima probabilità e gravità del contatto: conta la posizione della fonte rispetto ai percorsi e ai gesti abituali, la frequenza dell’operazione, la temperatura e la durata possibile del contatto. Una tubazione bollente a livello del braccio lungo un corridoio stretto pesa più di una superficie calda posta in alto e schermata.
- Fai riferimento alle norme tecniche: le temperature-limite delle superfici accessibili e i criteri per valutare le ustioni da contatto sono definiti da norme tecniche dedicate. Sono queste, insieme al libretto del costruttore, a dire quando una superficie è “troppo calda”, non una soglia scelta a occhio.
- Considera gli scenari anomali: guasti, fuoriuscite di vapore, sversamenti di olio caldo, proiezioni durante la manutenzione. Molte ustioni gravi avvengono fuori dal ciclo normale.
L’esito confluisce nel DVR con le misure adottate e i DPI assegnati.
Le misure, in ordine di priorità
- Alla fonte: preferire processi e attrezzature che riducano le temperature accessibili, chiudere i circuiti caldi, ridurre gli schizzi con schermi e ripari alla macchina già in fase di acquisto.
- Protezioni collettive: coibentazione di tubazioni e serbatoi, carter e barriere fisse sulle parti calde, schermi paraspruzzi, distanziamento delle postazioni dalle fonti di calore, raffreddamento controllato dei pezzi prima della movimentazione. Dove il calore resta, segnalare la superficie con il cartello dedicato.
- Organizzative: procedure per la manipolazione dei pezzi caldi, tempi di raffreddamento definiti, divieto di rimuovere i ripari, informazione e formazione mirate al rischio termico.
- DPI: guanti e indumenti con le pittogrammi di protezione dal calore da contatto, dal calore radiante e dagli spruzzi di metallo fuso, schermi facciali e ghette per la saldatura e la fonderia. La gestione dei DPI richiede scelta coerente con la fonte, consegna documentata e addestramento: un guanto adatto al forno da cucina non protegge dal metallo fuso.
Primo soccorso e sorveglianza sanitaria
Le ustioni non fanno scattare una sorveglianza sanitaria specifica come rumore o vibrazioni, ma la gestione dell’emergenza è parte integrante della prevenzione. Servono addetti al primo soccorso formati sul trattamento delle ustioni (raffreddamento con acqua, no rimozione di indumenti adesi, no unguenti), una dotazione adeguata nella cassetta di primo soccorso e, dove il rischio è rilevante, punti acqua o docce di emergenza raggiungibili. Ogni evento, anche lieve, va registrato e riletto per correggere le cause.
Errori comuni
- Dare per scontato il rischio “ovvio”: proprio perché “tutti sanno che scotta”, le protezioni e la segnaletica delle superfici calde vengono spesso trascurate.
- Fermarsi al guanto: assegnare un DPI generico senza verificare che protegga dalla fonte reale (contatto, radiante o metallo fuso) è un falso rischio coperto.
- Rimuovere i ripari per fare prima: carter e schermi tolti “solo un attimo” durante la produzione o la manutenzione sono all’origine di molte ustioni.
- Ignorare i tempi di raffreddamento: movimentare pezzi ancora caldi perché “sembravano freddi” è un classico, aggravato dall’assenza di una procedura scritta.
Domande frequenti
Le ustioni sono un rischio da valutare a parte nel DVR?
Non esiste un titolo dedicato del D.Lgs. 81/2008, ma il rischio termico da contatto rientra a pieno titolo nell'obbligo generale di valutazione dell'art. 28. Va analizzato per ogni mansione che lavori vicino a superfici, fiamme o materiali caldi, con misure documentate nel DVR.
Da che temperatura una superficie diventa pericolosa al contatto?
Non c'è un unico valore di legge: la soglia di dolore e di danno dipende dal materiale e dalla durata del contatto. Le norme tecniche di riferimento fissano temperature-limite delle superfici accessibili molto più basse per i metalli che per plastiche o legno. In sede di valutazione ci si affida a queste norme e alle indicazioni del costruttore, non a una soglia inventata.
Quali DPI proteggono dalle ustioni?
Guanti e indumenti con protezione dal calore da contatto, dal calore radiante e dagli spruzzi di metallo fuso, oltre a schermi facciali e ghette per specifiche lavorazioni. Sono DPI scelti in base al tipo e all'intensità della fonte termica e vanno consegnati con addestramento all'uso.