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Guida · Emergenze · 9 min di lettura

Cassetta di primo soccorso: contenuto minimo per gruppo

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

La cassetta di primo soccorso non è un accessorio da appendere e dimenticare: è un presidio obbligatorio il cui contenuto dipende dalla classificazione dell’azienda. Sbagliare gruppo significa dotarsi del presidio errato — troppo scarno o non conforme — e trovarsi scoperti proprio nel momento dell’infortunio. Vediamo come classificare correttamente l’azienda e cosa deve esserci davvero.

Passo 1 — Parti dall’obbligo e dalla fonte

L’organizzazione del primo soccorso è un obbligo del datore di lavoro previsto dall’art. 45 del Testo Unico, che rinvia al decreto attuativo per contenuti e modalità. Quel decreto è il DM 388/2003, che stabilisce sia la classificazione delle aziende in tre gruppi sia il contenuto minimo dei presìdi. Tutto quello che segue — quale presidio scegliere, cosa metterci dentro — discende da questa cornice, non da abitudini o da “come si è sempre fatto”.

Passo 2 — Classifica l’azienda nel gruppo A, B o C

La classificazione è il passaggio che determina tutto il resto. I criteri del DM 388/2003 sono, in sintesi:

  • Gruppo A: aziende con attività a rischio elevato — impianti a rischio di incidente rilevante, centrali termoelettriche, attività estrattive, fabbricazione di esplosivi — oppure aziende con più di cinque lavoratori appartenenti a gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a quattro, oppure aziende agricole con più di cinque lavoratori a tempo indeterminato.
  • Gruppo B: aziende con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A.
  • Gruppo C: aziende con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A.

Qualche esempio concreto. Un’officina metalmeccanica con otto addetti, senza attività a rischio elevato, è in gruppo B. Uno studio professionale con due dipendenti è in gruppo C. Un’azienda chimica soggetta alla disciplina Seveso finisce in gruppo A a prescindere dal numero di lavoratori. Il conteggio segue la nozione di lavoratore dell’art. 2: valuta con attenzione soci lavoratori, apprendisti e collaboratori equiparati.

Passo 3 — Scegli il presidio: cassetta o pacchetto

Individuato il gruppo, il presidio è determinato:

  • le aziende dei gruppi A e B devono tenere la cassetta di pronto soccorso (contenuto minimo dell’Allegato 1 del DM 388/2003);
  • le aziende del gruppo C devono tenere il pacchetto di medicazione (contenuto minimo dell’Allegato 2), più snello perché pensato per realtà molto piccole.

In entrambi i casi il presidio va tenuto presso ciascun luogo di lavoro, custodito in modo idoneo, adeguatamente segnalato e facilmente accessibile. Il gruppo A ha in più l’obbligo di raccordarsi con il sistema di emergenza sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale.

Passo 4 — Verifica il contenuto minimo

Il contenuto minimo è elencato in modo puntuale, con quantità, negli allegati del decreto: quando devi comporre o controllare la cassetta, fai riferimento diretto all’Allegato 1 (cassetta) o all’Allegato 2 (pacchetto) del DM 388/2003, senza affidarti a liste “di massima” trovate altrove.

Le categorie di materiale che compongono la cassetta di pronto soccorso sono, in linea generale:

  • guanti sterili monouso e visiera paraschizzi;
  • flaconi di soluzione fisiologica sterile per lavaggio e materiale per disinfezione delle mani;
  • garze sterili, teli sterili, bende, cerotti di varie misure e rete elastica di fissaggio;
  • cotone idrofilo, forbici, pinzette, laccio emostatico e ghiaccio “pronto uso”;
  • confezioni per il lavaggio oculare, telo isotermico monouso e sacchetti per rifiuti sanitari;
  • le istruzioni sul modo di prestare i primi soccorsi in attesa dell’emergenza sanitaria.

Il pacchetto di medicazione del gruppo C contiene un sottoinsieme ridotto degli stessi presìdi. In tutti i casi la regola d’oro è che questi presìdi servono a prestare i primi interventi, non a curare: nessun farmaco, nessuna somministrazione. Il compito dell’addetto è stabilizzare e allertare il 118.

Passo 5 — Colloca, segnala e adatta i presìdi

Il contenuto minimo è un punto di partenza, non un traguardo. Il datore di lavoro deve dislocare i presìdi in relazione ai rischi specifici e all’organizzazione del lavoro, sentito il medico competente ove nominato. Un cantiere con squadre distribuite, un magazzino esteso o un’azienda su più piani richiedono più presìdi, ciascuno raggiungibile rapidamente e segnalato con l’apposita segnaletica (croce bianca su fondo verde). Dove la valutazione dei rischi lo richiede — ad esempio esposizione a specifici agenti chimici — la dotazione va integrata con i presìdi indicati dal medico competente, coordinandola con il DVR e con il piano di emergenza.

Passo 6 — Reintegra, controlla e collega alla formazione

Una cassetta con presìdi scaduti o mancanti vale quanto una cassetta assente. Il DM 388/2003 impone di assicurare il costante rifornimento del materiale: definisci un controllo periodico programmato — verifica presenza, integrità e scadenze — e reintegra immediatamente dopo ogni utilizzo. Assegna la responsabilità del controllo a una persona precisa (spesso l’addetto al primo soccorso) e registra le verifiche, così da poterle dimostrare in caso di ispezione. Ricorda infine che il presidio è solo un tassello: senza addetti formati al primo soccorso e, dove serve, senza defibrillatore e raccordo con la sorveglianza sanitaria, la cassetta resta un oggetto inerte.

Checklist operativa

  • Gruppo di appartenenza (A, B o C) determinato secondo i criteri del DM 388/2003
  • Presidio corretto individuato: cassetta di pronto soccorso (A e B) o pacchetto di medicazione (C)
  • Contenuto minimo verificato sull’Allegato 1 o sull’Allegato 2 del decreto
  • Presìdi dislocati in base ai rischi e all’organizzazione, sentito il medico competente
  • Cassette segnalate, accessibili e facilmente raggiungibili in ogni luogo di lavoro
  • Controllo periodico programmato di presenza, integrità e scadenze
  • Reintegro immediato dopo ogni utilizzo e verifiche registrate
  • Addetti al primo soccorso designati e formati

Domande frequenti

Basta una cassetta per tutta l'azienda?

Non necessariamente. Il numero e la dislocazione dei presìdi vanno tarati sull'organizzazione del lavoro: se hai reparti distanti, più piani o squadre in mobilità, servono più cassette, ciascuna raggiungibile in tempi rapidi. La regola pratica è che un addetto al primo soccorso deve poter recuperare il presidio e tornare dall'infortunato senza perdere minuti preziosi.

La cassetta di pronto soccorso può contenere farmaci?

No. La cassetta contiene presìdi e materiale di medicazione, non farmaci. La somministrazione di medicinali non rientra nei compiti dell'addetto al primo soccorso, che presta i primi interventi e allerta il sistema di emergenza sanitaria. Integrare la cassetta con antidolorifici o altri farmaci è un errore ricorrente da evitare.

Ogni quanto va controllata la cassetta?

Il DM 388/2003 non fissa una cadenza rigida ma impone di garantire il costante rifornimento dei materiali. In pratica serve un controllo periodico programmato (per esempio mensile o trimestrale) che verifichi presenza, integrità e scadenza dei presìdi, con reintegro immediato dopo ogni utilizzo.

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