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Guida · Formazione · 11 min di lettura

Corso di primo soccorso: gruppi A, B e C

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Il primo soccorso aziendale non è la cassetta appesa al muro: è un sistema fatto di persone formate, presidi adeguati e procedure note a tutti. Il punto di partenza è capire in quale gruppo — A, B o C — rientra la tua azienda, perché da quella classificazione discendono ore di corso, contenuti e attrezzature. Vediamo come metterlo in piedi correttamente.

Passo 1 — Inquadra l’obbligo

L’organizzazione del primo soccorso è un obbligo del datore di lavoro previsto dall’art. 45 del Testo Unico, che rinvia per i dettagli tecnici al DM 388/2003. Insieme alla lotta antincendio e alla gestione dell’emergenza, rientra tra le misure che non si possono rimandare: l’obbligo scatta con il primo lavoratore, indipendentemente dalle dimensioni. Anche la microimpresa con due dipendenti deve avere un addetto formato e i presidi minimi.

Passo 2 — Classifica l’azienda nel gruppo giusto

Il DM 388/2003 divide le aziende in tre gruppi in base al rischio e al numero di lavoratori:

  • Gruppo A — le realtà a rischio più elevato: aziende dell’industria estrattiva, cantieri e attività con esposizioni particolari, aziende soggette alla normativa Seveso, e più in generale le imprese con indici infortunistici e tariffari alti individuate dal decreto. Rientrano qui anche le aziende agricole oltre una certa soglia di addetti.
  • Gruppo B — aziende o unità produttive che non rientrano nel gruppo A e occupano tre o più lavoratori.
  • Gruppo C — aziende o unità produttive che non rientrano nel gruppo A e occupano meno di tre lavoratori.

La classificazione va motivata nel DVR. Un esempio concreto: un’officina metalmeccanica con dieci addetti è tipicamente gruppo B; uno studio professionale con due dipendenti è gruppo C; un’impresa edile o un’azienda chimica soggetta a Seveso è gruppo A. Se hai dubbi sull’inquadramento del tuo codice ATECO, verifica gli elenchi allegati al DM e confrontati con il medico competente.

Passo 3 — Designa gli addetti

Individuato il gruppo, il datore di lavoro designa gli addetti al primo soccorso, che salvo giustificato motivo non possono rifiutare l’incarico (art. 43, co. 3). La designazione è un atto scritto e va coordinata con la designazione degli altri addetti alle emergenze. Ragiona per copertura, non per numero minimo: servono abbastanza addetti da garantire la presenza in ogni turno e in ogni sede, tenendo conto di ferie, assenze e lavoro su più piani o reparti. Un unico addetto formato che va in ferie ad agosto lascia l’azienda scoperta — e scoperta significa inadempiente.

Passo 4 — Fai il corso della durata corretta

La formazione è erogata secondo i contenuti e le durate del DM 388/2003:

  • Gruppo A: corso di 16 ore;
  • Gruppi B e C: corso di 12 ore.

Il programma comprende una parte teorica (allertamento del sistema di soccorso, riconoscimento di un’emergenza sanitaria, rischi specifici dell’attività) e una parte pratica insostituibile: tecniche di rianimazione, gestione dell’emorragia, immobilizzazione e trattamento delle lesioni. La docenza della parte pratica deve essere svolta da personale medico o infermieristico, eventualmente con il supporto di operatori formati. Verifica sempre che l’attestato riporti gruppo di appartenenza, contenuti, ore e nominativo del docente sanitario: è quello che gli organi di vigilanza controllano.

Passo 5 — Programma l’aggiornamento

La capacità di intervento si deteriora se non si esercita. Per questo il DM 388/2003 prevede l’aggiornamento periodico della formazione, con periodicità triennale almeno per la parte pratica. Inserisci le scadenze nello scadenzario formativo e programma il rinnovo con anticipo: un attestato scaduto equivale, in sede ispettiva, a un addetto non formato. Aggiorna anche quando cambiano la lavorazione, i rischi o l’organizzazione del soccorso.

Passo 6 — Dota l’azienda di presidi e procedure

La formazione senza attrezzatura è inutile. In base al gruppo, l’azienda deve disporre della cassetta di primo soccorso (gruppi A e B) o del pacchetto di medicazione (gruppo C), con i contenuti minimi indicati negli allegati al DM: verifica cosa serve nella guida sul contenuto della cassetta per gruppo. I presidi vanno collocati in punti noti e segnalati, controllati periodicamente nelle scorte e nelle scadenze, e integrati con i mezzi di comunicazione per attivare rapidamente il 118. Tutto questo deve incastrarsi con il piano di emergenza ed evacuazione: chi chiama, chi presta il primo soccorso, chi accoglie l’ambulanza.

Checklist degli adempimenti di primo soccorso

  • Gruppo A/B/C individuato e motivato nel DVR
  • Addetti designati per iscritto, in numero sufficiente a coprire turni e sedi
  • Corso svolto (16 ore gruppo A, 12 ore gruppi B e C) con attestati archiviati
  • Aggiornamento programmato con periodicità triennale per la parte pratica
  • Cassetta o pacchetto di medicazione presente, completo e controllato
  • Procedure di allertamento del 118 note a tutti i lavoratori
  • Coordinamento con piano di emergenza ed eventuale corso BLSD per il defibrillatore

Domande frequenti

Quanti addetti al primo soccorso devo nominare?

La norma non fissa un numero fisso: il datore di lavoro individua un numero di addetti sufficiente a garantire la copertura in ogni turno, reparto e sede, tenendo conto di ferie, malattie e lavoro isolato. In pratica un solo addetto non basta quasi mai, perché in sua assenza l'azienda resterebbe scoperta.

L'addetto al primo soccorso può rifiutare l'incarico?

No. Salvo giustificato motivo, il lavoratore designato non può rifiutare la nomina (art. 43, co. 3, D.Lgs. 81/2008). Il datore di lavoro deve però formarlo, aggiornarlo e mettergli a disposizione i presidi necessari.

Il corso di primo soccorso comprende anche l'uso del defibrillatore?

Non automaticamente. L'abilitazione all'uso del DAE (BLSD) è una formazione aggiuntiva e specifica: se l'azienda dispone di un defibrillatore, occorre prevedere un corso BLSD dedicato oltre al corso di primo soccorso previsto dal DM 388/2003.

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