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Guida · Formazione · 11 min di lettura

Aggiornamenti formativi: tutte le scadenze in una tabella

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Le sanzioni per la formazione non arrivano quasi mai per un corso mai fatto: arrivano per un aggiornamento dimenticato. La formazione della sicurezza non è un adempimento “una tantum”, ma un ciclo che si ripete nel tempo, con periodicità diverse per ogni profilo. Senza uno strumento che le tenga tutte insieme, le scadenze si accavallano e qualcuna sfugge. Vediamo come costruire quella tabella e come tenerla viva.

Passo 1 — Mappa tutti i profili formativi presenti in azienda

Prima di parlare di date, serve l’elenco completo di chi deve essere formato e a che titolo. La formazione è un obbligo del datore di lavoro verso ogni lavoratore, ma ciascuno può cumulare più profili. Censisci per ogni persona:

  • la formazione generale e specifica da lavoratore, con il livello di rischio della mansione;
  • gli eventuali ruoli aggiuntivi: preposto, dirigente, addetto antincendio, addetto primo soccorso, RLS, RSPP o ASPP;
  • il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di RSPP, soggetto a formazione e aggiornamento propri (art. 34);
  • le abilitazioni all’uso di attrezzature (carrelli, PLE, gru), che seguono un binario di aggiornamento autonomo.

Un capoturno di magazzino può essere contemporaneamente lavoratore, preposto e carrellista: tre scadenze distinte da tracciare per la stessa persona.

Passo 2 — Assegna a ogni profilo la sua periodicità

Ogni voce dello scadenzario nasce da una periodicità di aggiornamento fissata dall’art. 37 e, nel dettaglio, dagli Accordi Stato-Regioni. Lo schema generale è questo:

  • lavoratori, preposti, dirigenti, datore di lavoro-RSPP, RSPP/ASPP: aggiornamento con cadenza quinquennale;
  • RLS: aggiornamento annuale, con durata modulata sulla dimensione aziendale;
  • addetti antincendio e primo soccorso: aggiornamento periodico secondo le rispettive normative di settore;
  • abilitazioni attrezzature: aggiornamento pluriennale disciplinato dall’Accordo dedicato.

Le durate in ore e le eventuali novità introdotte dall’ultimo Accordo cambiano da profilo a profilo: per i valori puntuali rinvia sempre al testo dell’Accordo vigente e alle guide specifiche, senza fidarti di tabelle “a memoria”. La regola operativa è annotare, accanto a ogni profilo, sia la periodicità sia il monte ore previsto.

Passo 3 — Fissa la data di partenza di ogni conteggio

È il punto in cui si sbaglia più spesso. Il ciclo di aggiornamento non parte dall’assunzione, ma dalla data di completamento dell’ultima formazione valida dello stesso profilo: la formazione iniziale se è il primo ciclo, l’ultimo aggiornamento se ce ne sono stati. Fa fede la data dell’attestato.

Per ogni riga della tabella registra quindi: data dell’attestato, periodicità, e data di scadenza calcolata (data attestato + durata del ciclo). Conserva copia degli attestati: senza il documento, la data è indimostrabile e la posizione, in un controllo, è di fatto scoperta.

Passo 4 — Costruisci la tabella unica

La tabella è lo strumento che trasforma decine di date sparse in un colpo d’occhio. Una struttura minima, per riga, comprende:

PersonaProfiloData attestatoPeriodicitàScadenzaStato

Ordina la tabella per data di scadenza crescente: le prime righe sono le urgenze. Aggiungi una colonna “Stato” con un semaforo (in regola / in scadenza / scaduto) e definisci una soglia di preavviso — per esempio 90 giorni — entro cui una riga passa da verde a giallo. Questo scadenzario formativo è parte naturale dello scadenzario generale della sicurezza: tienili collegati, non su fogli diversi che nessuno riapre.

Passo 5 — Programma con anticipo, non alla scadenza

Un aggiornamento va completato entro la data di scadenza, non iniziato in quel giorno. Fra reperire il corso, aggregare un’aula e conciliare i turni passano settimane. Usa la soglia di preavviso del Passo 4 per far scattare l’azione: quando una riga diventa gialla, prenoti. Accorpare più persone con scadenze vicine nella stessa edizione riduce costi e disagi organizzativi.

Attenzione a non confondere l’aggiornamento con la formazione per un nuovo rischio: l’arrivo di una nuova attrezzatura, di una sostanza o il cambio di mansione impone una formazione aggiuntiva immediata (art. 37, co. 4), che non attende la scadenza del ciclo in corso e va tracciata come voce a sé.

Passo 6 — Aggiorna la tabella a ogni corso concluso

Lo scadenzario vive solo se lo chiudi il giorno stesso in cui un attestato entra in azienda: registri la nuova data, la scadenza si sposta in avanti, la riga torna verde. Assegna la responsabilità a una persona precisa — ufficio del personale o RSPP — e fissa una revisione periodica del quadro complessivo. Una tabella ferma da un anno è pericolosa quanto non averla: dà l’illusione di essere in regola mentre le date, silenziosamente, sono passate.

Checklist dello scadenzario formativo

  • Elenco completo delle persone con tutti i profili di ciascuna
  • Periodicità di aggiornamento assegnata a ogni profilo
  • Data dell’attestato registrata come punto di partenza del conteggio
  • Copia di ogni attestato archiviata e reperibile
  • Tabella unica ordinata per scadenza, con stato a semaforo
  • Soglia di preavviso definita e collegata a un’azione di prenotazione
  • Responsabile dell’aggiornamento della tabella individuato
  • Revisione periodica del quadro calendarizzata

Domande frequenti

Da quale data parte il conteggio dell'aggiornamento?

Dalla data di completamento dell'ultimo corso valido dello stesso profilo (formazione iniziale o aggiornamento precedente), non dalla data di assunzione né dall'inizio del corso. Fa fede la data riportata sull'attestato: è quella che devi inserire nello scadenzario.

Se un aggiornamento scade, la formazione pregressa si perde?

No: la formazione iniziale resta valida, ma il lavoratore o la figura non è più in regola finché non completa l'aggiornamento. In caso di controllo la posizione è considerata scoperta, quindi conviene recuperare l'ora di ritardo il prima possibile e ripartire con il nuovo ciclo dalla data del recupero.

L'aggiornamento sostituisce la formazione specifica per un nuovo rischio?

No. L'aggiornamento periodico mantiene aggiornate le competenze esistenti; l'introduzione di nuove attrezzature, sostanze o rischi impone una formazione aggiuntiva a sé (art. 37, co. 4), da erogare prima o al momento del cambiamento, indipendentemente dalla scadenza dell'aggiornamento in corso.

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