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TUS

Figura della sicurezza

Dirigente per la sicurezza

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Chi è, in una frase

Il dirigente per la sicurezza è chi attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività e vigilando su di essa, esercitando poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico (art. 2, co. 1, lett. d): non decide la politica di sicurezza, ma la traduce in organizzazione concreta dei reparti e delle risorse.

Dirigente per la funzione, non per il titolo

Il punto più frainteso è questo: la qualifica di dirigente nella sicurezza non coincide con il livello contrattuale né con la targhetta sulla porta. Conta il ruolo effettivamente svolto. Chi organizza il lavoro altrui, decide come impiegare uomini e mezzi e dispone di autonomia di spesa nel proprio ambito è dirigente ai sensi del Testo Unico, anche se in azienda lo chiamano “capo stabilimento” o “responsabile di produzione”.

È la logica del dirigente di fatto: la responsabilità segue il potere reale, non l’atto formale. Per questo un organigramma della sicurezza ben costruito è decisivo — serve a far coincidere ruoli formali e poteri reali, così che non emergano dirigenti “a sorpresa” solo dopo un infortunio.

Cosa fa davvero: gli obblighi dell’art. 18

Il cuore del ruolo è l’art. 18, che pone gli stessi obblighi in capo al datore di lavoro e al dirigente, ciascuno nell’ambito delle proprie attribuzioni. Nella pratica il dirigente:

  • nomina il medico competente e designa gli addetti alle emergenze, quando questo rientra nella sua sfera organizzativa;
  • affida i compiti ai lavoratori tenendo conto delle loro capacità e condizioni in rapporto alla salute e alla sicurezza;
  • fornisce i DPI idonei e vigila sul loro effettivo utilizzo;
  • richiede l’osservanza delle norme e delle procedure aziendali da parte dei singoli lavoratori;
  • informa i lavoratori sui rischi e sulle misure adottate, e ne cura la formazione e l’addestramento;
  • adempie agli obblighi di informazione verso RSPP e medico competente;
  • si astiene dal richiedere ai lavoratori di riprendere l’attività in una situazione di pericolo grave e immediato.

La differenza rispetto al datore di lavoro sta in ciò che l’art. 18 non delega mai al dirigente: la valutazione dei rischi e la redazione del DVR, insieme alla designazione del RSPP, restano obblighi propri e non trasferibili del datore di lavoro (art. 17). Il dirigente attua, non sostituisce.

Dirigente, datore di lavoro e delega di funzioni

Il dirigente risponde per la posizione di garanzia che occupa, a prescindere da qualsiasi atto formale. Ciò lo distingue dal soggetto delegato ex art. 16: la delega di funzioni è lo strumento con cui il datore di lavoro trasferisce specifici poteri e responsabilità, con i requisiti di forma, autonomia di spesa e accettazione richiesti dalla norma. Un dirigente può anche ricevere una delega, ma non ne ha bisogno per essere titolare degli obblighi dell’art. 18: quelli lo seguono in quanto organizza e sovrintende.

Attenzione a un equivoco frequente: la delega non spezza il legame con il vertice. Anche in presenza di delega valida resta in capo al datore di lavoro l’obbligo di vigilanza sull’operato del delegato. E il dirigente, a sua volta, sovrintende i preposti, che sorvegliano sul campo l’esecuzione concreta.

Formazione e aggiornamento

L’art. 37 impone una formazione adeguata e specifica per chi svolge funzioni dirigenziali, sostitutiva di quella base del lavoratore. Durata, articolazione e periodicità dell’aggiornamento sono fissate dagli accordi Stato-Regioni; la guida alla formazione dei dirigenti riporta il quadro operativo aggiornato. Il principio da tenere a mente: un dirigente formato solo come lavoratore generico non è formato per il ruolo che ricopre.

Responsabilità e sanzioni

Il dirigente è un garante penalmente responsabile per gli obblighi dell’art. 18 rientranti nella sua sfera. In caso di infortunio o malattia professionale può rispondere di lesioni o omicidio colposo quando l’evento è riconducibile a una violazione a lui imputabile. Sul piano contravvenzionale, il Testo Unico prevede sanzioni a carico del dirigente per l’inosservanza degli obblighi che gli competono: importi e fattispecie precise sono quelli indicati agli artt. 55 e 56 del D.Lgs. 81/2008, che restano il riferimento da consultare caso per caso. Il quadro completo delle conseguenze economiche è nella scheda sulle sanzioni.

Errori comuni

  1. Confondere il livello contrattuale con la funzione: un impiegato di alto livello che non organizza il lavoro altrui non è dirigente per la sicurezza; un capo reparto senza qualifica dirigenziale spesso lo è.
  2. Credere che senza nomina non ci sia responsabilità: il dirigente di fatto risponde comunque, perché la legge guarda ai poteri esercitati.
  3. Scambiare dirigente e preposto: il dirigente organizza e decide, il preposto sorveglia l’esecuzione. Attribuire al preposto compiti da dirigente (o viceversa) crea vuoti di garanzia.
  4. Nominare dirigenti senza poteri: designare un dirigente e poi negargli autonomia di spesa e accesso alle risorse produce una responsabilità di facciata, fragile davanti a un giudice.
  5. Dimenticare la formazione specifica: molti dirigenti hanno solo la formazione da lavoratore, in violazione dell’art. 37.

Domande frequenti

Un responsabile di reparto è automaticamente dirigente per la sicurezza?

Dipende dai poteri, non dal titolo sulla busta paga. Se organizza il lavoro del reparto, gestisce un budget e sovrintende le risorse attuando le direttive del datore di lavoro, è dirigente ai sensi dell'[art. 2](/testo-unico/articolo-2/) anche senza una nomina formale: è il cosiddetto dirigente 'di fatto'. Se invece si limita a sorvegliare l'esecuzione, è un [preposto](/ruoli/preposto/).

Il dirigente ha bisogno di una delega di funzioni per rispondere?

No. Il dirigente risponde degli obblighi dell'[art. 18](/testo-unico/articolo-18/) per la posizione che ricopre, indipendentemente da una [delega ex art. 16](/guide/delega-di-funzioni-art-16/). La delega serve a trasferire poteri del datore di lavoro; la responsabilità del dirigente nasce invece dalla funzione organizzativa effettivamente esercitata.

Quale formazione deve avere il dirigente?

L'[art. 37](/testo-unico/articolo-37/) prevede una formazione specifica per chi svolge funzioni dirigenziali, distinta da quella dei lavoratori, con aggiornamento periodico. Contenuti e durata sono definiti dagli accordi Stato-Regioni: i dettagli operativi nella [guida alla formazione dei dirigenti](/guide/formazione-dirigenti/).

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