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Guida · Documenti · 9 min di lettura

L’organigramma della sicurezza aziendale

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

L’organigramma della sicurezza è la mappa di chi fa cosa nel sistema di prevenzione aziendale: datore di lavoro, dirigenti, preposti, servizio di prevenzione e protezione, medico competente, RLS, addetti alle emergenze. Il Testo Unico non lo nomina come documento a sé, ma ne pretende la sostanza — e in caso di infortunio è il primo documento su cui il giudice ricostruisce le responsabilità. Vediamo come costruirne uno che regga.

Passo 1 — Parti dall’organizzazione reale, non da quella ideale

Prima di disegnare caselle, fotografa come funziona davvero l’azienda: chi dirige, chi sovrintende ai reparti, chi dà istruzioni operative. Il punto è il principio di effettività (art. 299): le posizioni di garanzia gravano anche su chi esercita di fatto i poteri del datore di lavoro, del dirigente o del preposto, a prescindere da qualifiche e mansionari. Un capoturno che coordina la squadra è un preposto anche se nessuno lo ha mai scritto da nessuna parte — con tutti gli obblighi che ne derivano. L’organigramma serve proprio a far coincidere la carta con la realtà, non a costruire una realtà di comodo.

Passo 2 — Individua i ruoli di linea: datore di lavoro, dirigenti, preposti

La linea gerarchica della sicurezza ha tre livelli, definiti dall’art. 2:

  • il datore di lavoro: il soggetto titolare del rapporto di lavoro o chi ha la responsabilità dell’organizzazione con poteri decisionali e di spesa. Nelle società va identificato con precisione (spesso è il consiglio di amministrazione o un amministratore delegato con poteri specifici): è l’errore più frequente negli organigrammi delle PMI strutturate;
  • i dirigenti: chi attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività e vigilando su di essa, con gli obblighi dell’art. 18. Esempio tipico: il direttore di stabilimento, il responsabile di produzione;
  • i preposti: chi sovrintende e vigila sui lavoratori, con gli obblighi dell’art. 19. Dopo la L. 215/2021 la loro individuazione è un obbligo espresso: capireparto, capisquadra, capocantiere devono comparire nell’organigramma per nome.

Passo 3 — Aggiungi le figure di supporto e di rappresentanza

Accanto alla linea gerarchica ci sono i ruoli specialistici e di consultazione:

Attenzione a un punto concettuale che gli organigrammi sbagliano spesso: RSPP e medico competente sono consulenti, non anelli della catena gerarchica. Disegnali in posizione di staff rispetto al datore di lavoro, non sopra i preposti: un RSPP collocato “in linea” suggerisce poteri direttivi che non ha e confonde le responsabilità.

Passo 4 — Formalizza ogni casella con il suo atto

Un organigramma senza atti sottostanti è solo un disegno. Per ogni ruolo serve il documento che lo fonda:

  • lettere di nomina o designazione con accettazione firmata per RSPP, ASPP, medico competente, addetti alle emergenze;
  • individuazione scritta dei preposti, con la descrizione dell’ambito di vigilanza (reparto, turno, cantiere);
  • verbale di elezione e comunicazione all’INAIL per il RLS;
  • delega di funzioni ex art. 16 dove il datore di lavoro trasferisce obblighi delegabili a un dirigente: serve atto scritto con data certa, poteri di organizzazione e di spesa adeguati, accettazione per iscritto (art. 16). Ricorda che valutazione dei rischi e nomina del RSPP restano indelegabili.

Per ogni persona verifica anche che la formazione di ruolo sia stata svolta e sia in corso di validità: un preposto individuato ma mai formato è una casella che si ritorce contro chi l’ha disegnata.

Passo 5 — Metti l’organigramma su carta (bene) e tienilo allineato al DVR

La forma conta: uno schema grafico ad albero, una casella per persona con nome, ruolo ai fini della sicurezza, data dell’atto di nomina o individuazione, sede o reparto di competenza. Per aziende multi-sede conviene un organigramma generale più uno schema per unità produttiva. Data e firma del datore di lavoro, con cronologia delle revisioni.

L’organigramma deve poi coincidere con il DVR: l’art. 28 impone che il documento di valutazione indichi i nominativi di RSPP, RLS e medico competente, e le procedure devono citare gli stessi ruoli. Se nell’organigramma il preposto del magazzino è una persona e nel DVR un’altra, in ispezione hai un problema doppio. Aggiorna l’organigramma a ogni variazione — dimissioni, cambi di mansione, nuove sedi — e usalo come indice vivo del sistema: chi adotta un modello organizzativo ex art. 30 lo sa bene, perché lì l’articolazione di funzioni e responsabilità è un requisito esplicito.

Checklist dell’organigramma della sicurezza

  • Datore di lavoro identificato con precisione (delibera o statuto alla mano nelle società)
  • Dirigenti e preposti individuati per nome, con ambito di competenza
  • RSPP/ASPP, medico competente, RLS e addetti alle emergenze presenti nello schema
  • Ogni casella sostenuta dal suo atto: nomina accettata, individuazione scritta, verbale di elezione, delega ex art. 16
  • RSPP e medico competente rappresentati in staff, non nella linea gerarchica
  • Formazione di ruolo verificata e in corso di validità per ogni figura
  • Nominativi coerenti con quelli riportati nel DVR
  • Data, firma del datore di lavoro e cronologia delle revisioni

Domande frequenti

  • L'organigramma della sicurezza è obbligatorio per legge?

    Il D.Lgs. 81/2008 non cita un documento chiamato 'organigramma', ma ne impone di fatto i contenuti: il DVR deve indicare i nominativi di RSPP, RLS e medico competente (art. 28), i preposti vanno individuati espressamente dopo la L. 215/2021 e le nomine degli addetti alle emergenze devono risultare per iscritto. L'organigramma è il modo più pratico per tenere insieme tutto questo, ed è la prima cosa che un ispettore chiede per capire chi fa cosa.

  • Chi firma l'organigramma della sicurezza?

    Il datore di lavoro, perché l'assetto organizzativo discende dalle sue scelte. Le singole caselle sono però sostenute ciascuna dal proprio atto: lettera di nomina o designazione accettata, verbale di elezione per il RLS, delega di funzioni con i requisiti dell'art. 16 dove prevista.

  • Ogni quanto va aggiornato l'organigramma?

    Ogni volta che cambia qualcosa nell'assetto reale: dimissioni o cambio mansione di un preposto, nuovo RSPP, apertura di una sede, riorganizzazione dei reparti. Un organigramma con nomi di persone che non lavorano più in azienda è peggio di nessun organigramma, perché documenta che il sistema non è presidiato.