Guida · Nomine e figure · 11 min di lettura
Nomina dell’RSPP: requisiti, lettera e responsabilità
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è la figura tecnica su cui poggia l’intero sistema di gestione della sicurezza: coordina la valutazione dei rischi, propone le misure, tiene insieme formazione, sorveglianza sanitaria ed emergenze. Designarlo bene — con i requisiti giusti e una lettera che regga a un controllo — è uno dei primi adempimenti di ogni azienda con lavoratori. Vediamo come si fa davvero.
Passo 1 — Verifica che la designazione sia obbligatoria (e chi la fa)
La designazione dell’RSPP è un obbligo non delegabile del datore di lavoro: non può essere trasferita a un dirigente tramite delega di funzioni. L’obbligo scatta con la presenza di lavoratori, perché il servizio di prevenzione e protezione deve essere organizzato in ogni azienda.
La prima scelta è tra tre strade:
- RSPP esterno: un consulente o una società di consulenza, opzione tipica delle piccole e medie imprese;
- RSPP interno: un dipendente dedicato, frequente nelle realtà strutturate;
- datore di lavoro RSPP: il datore svolge direttamente il ruolo, ma solo nei casi e nei limiti dell’art. 34. Se rientri in questa ipotesi, approfondisci con la guida datore di lavoro RSPP.
Passo 2 — Controlla i requisiti dell’art. 32
Chi ricopre il ruolo di RSPP deve possedere le capacità e i requisiti professionali richiesti dall’art. 32. In sintesi servono:
- un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore;
- gli attestati dei moduli A e B di formazione specifica, dove il modulo B è declinato per settore (ATECO) dell’azienda;
- per il ruolo di responsabile, anche l’attestato del modulo C su organizzazione, gestione e relazioni sindacali.
Sono previste ipotesi in cui alcune classi di laurea esonerano dal modulo A, e obblighi di aggiornamento periodico con crediti formativi da maturare nel quinquennio. Per il quadro completo dei percorsi vedi diventare RSPP: moduli A, B e C. Prima di firmare la nomina, chiedi sempre copia degli attestati e verifica che il modulo B corrisponda al tuo settore: un RSPP formato per gli uffici non è idoneo, di per sé, per un cantiere o una fonderia.
Passo 3 — Consulta preventivamente il RLS
La designazione dell’RSPP è uno dei casi in cui il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza va consultato preventivamente (art. 50). La consultazione non è un potere di veto, ma deve avvenire prima della nomina e va verbalizzata: il verbale, con data e firma, dimostra che l’iter è stato rispettato. In azienda senza RLS eletto, il riferimento è il RLS territoriale.
Passo 4 — Redigi la lettera di designazione
La nomina si formalizza con una lettera di designazione firmata dal datore di lavoro e controfirmata per accettazione dalla persona incaricata. Non esiste un modello imposto per legge, ma una lettera solida contiene:
- i dati dell’azienda e del datore di lavoro che designa;
- i dati dell’incaricato e il possesso dei requisiti dell’art. 32, con richiamo agli attestati allegati;
- il conferimento dell’incarico di RSPP con decorrenza;
- il richiamo ai compiti del servizio previsti dall’art. 33 (individuazione dei fattori di rischio, elaborazione delle misure, proposte di programmi di formazione, partecipazione alla riunione periodica);
- l’impegno dell’azienda a fornire informazioni, mezzi e tempo necessari allo svolgimento dell’incarico;
- data, luogo, firma del datore e firma di accettazione dell’RSPP.
Esempio concreto: una carpenteria metallica con 18 dipendenti nomina un consulente esterno come RSPP. La lettera indica il modulo B per il settore metalmeccanico, allega gli attestati A, B e C, fissa la decorrenza dal 1° del mese e prevede che l’RSPP partecipi alla riunione periodica annuale. Copia va inserita nell’organigramma della sicurezza.
Passo 5 — Aggiorna DVR, organigramma e riunione periodica
Il nominativo dell’RSPP è un contenuto obbligatorio del Documento di Valutazione dei Rischi (art. 28): dopo la nomina, aggiorna il DVR — vedi come redigerlo — e l’organigramma aziendale. Nelle aziende sopra la soglia dimensionale prevista, ricorda che l’RSPP partecipa alla riunione periodica annuale sulla sicurezza (art. 35).
Passo 6 — Inquadra bene la responsabilità
Punto delicato e spesso frainteso: l’RSPP ha una funzione di consulenza tecnica e di supporto, non un potere decisionale o di spesa. Gli obblighi di garanzia — a partire dalla valutazione dei rischi e dalle misure attuative — restano in capo al datore di lavoro. L’RSPP non è sanzionato per gli inadempimenti tipici del datore di lavoro. Tuttavia, la giurisprudenza riconosce che una consulenza tecnica inadeguata, colpevole e con nesso causale rispetto a un evento può fondare una responsabilità penale concorrente dell’RSPP in caso di infortunio. Tradotto: la firma sulla nomina non è un formalismo, e il ruolo va svolto con competenza reale.
Checklist della nomina dell’RSPP
- Verificata l’obbligatorietà e scelta la modalità (interno / esterno / datore di lavoro)
- Requisiti art. 32 controllati: titolo di studio e moduli A, B (di settore) e C
- Attestati e aggiornamento periodico verificati e archiviati
- RLS (o RLST) consultato preventivamente, con verbale
- Lettera di designazione firmata dal datore e accettata dall’incaricato
- Compiti (art. 33) e mezzi per svolgerli richiamati nella lettera
- Nominativo inserito nel DVR e nell’organigramma della sicurezza
- Documentazione conservata in azienda per l’esibizione ai controlli
Domande frequenti
L'RSPP può essere un consulente esterno?
Sì. Il datore di lavoro può designare un professionista esterno all'azienda, purché in possesso dei requisiti dell'art. 32 e in numero sufficiente rispetto alle caratteristiche dell'impresa. L'incarico esterno non solleva però il datore di lavoro dai suoi obblighi non delegabili: la valutazione dei rischi resta sua, l'RSPP la supporta.
La nomina dell'RSPP va comunicata a qualche ente?
Il nominativo dell'RSPP non si deposita presso enti esterni, ma va indicato nel DVR (art. 28) e comunicato al RLS, che sulla designazione va consultato preventivamente. Il nominativo rientra inoltre tra i dati che l'azienda comunica all'INAIL nei casi previsti. Si conserva la lettera di designazione con accettazione per esibirla in caso di controllo.
Il datore di lavoro può fare lui stesso da RSPP?
Sì, nei casi e nei limiti previsti dall'art. 34 (in funzione del settore e del numero di lavoratori), previa frequenza di uno specifico corso e con obbligo di aggiornamento. Fuori da quei casi la designazione di un RSPP con i requisiti dell'art. 32 è obbligatoria.
Approfondisci
- ArticoloArt. 17 — Obblighi del datore di lavoro non delegabili
- ArticoloArt. 31 — Servizio di prevenzione e protezione
- ArticoloArt. 32 — Capacità e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni
- GuidaDatore di lavoro RSPP: quando puoi fare da te
- GuidaDiventare RSPP: moduli A, B e C e requisiti
- GuidaL’organigramma della sicurezza aziendale
- GuidaCome redigere il DVR passo dopo passo