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Guida · Nomine e figure · 11 min di lettura

Nomina dell’RSPP: requisiti, lettera e responsabilità

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è la figura tecnica su cui poggia l’intero sistema di gestione della sicurezza: coordina la valutazione dei rischi, propone le misure, tiene insieme formazione, sorveglianza sanitaria ed emergenze. Designarlo bene — con i requisiti giusti e una lettera che regga a un controllo — è uno dei primi adempimenti di ogni azienda con lavoratori. Vediamo come si fa davvero.

Passo 1 — Verifica che la designazione sia obbligatoria (e chi la fa)

La designazione dell’RSPP è un obbligo non delegabile del datore di lavoro: non può essere trasferita a un dirigente tramite delega di funzioni. L’obbligo scatta con la presenza di lavoratori, perché il servizio di prevenzione e protezione deve essere organizzato in ogni azienda.

La prima scelta è tra tre strade:

  • RSPP esterno: un consulente o una società di consulenza, opzione tipica delle piccole e medie imprese;
  • RSPP interno: un dipendente dedicato, frequente nelle realtà strutturate;
  • datore di lavoro RSPP: il datore svolge direttamente il ruolo, ma solo nei casi e nei limiti dell’art. 34. Se rientri in questa ipotesi, approfondisci con la guida datore di lavoro RSPP.

Passo 2 — Controlla i requisiti dell’art. 32

Chi ricopre il ruolo di RSPP deve possedere le capacità e i requisiti professionali richiesti dall’art. 32. In sintesi servono:

  1. un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore;
  2. gli attestati dei moduli A e B di formazione specifica, dove il modulo B è declinato per settore (ATECO) dell’azienda;
  3. per il ruolo di responsabile, anche l’attestato del modulo C su organizzazione, gestione e relazioni sindacali.

Sono previste ipotesi in cui alcune classi di laurea esonerano dal modulo A, e obblighi di aggiornamento periodico con crediti formativi da maturare nel quinquennio. Per il quadro completo dei percorsi vedi diventare RSPP: moduli A, B e C. Prima di firmare la nomina, chiedi sempre copia degli attestati e verifica che il modulo B corrisponda al tuo settore: un RSPP formato per gli uffici non è idoneo, di per sé, per un cantiere o una fonderia.

Passo 3 — Consulta preventivamente il RLS

La designazione dell’RSPP è uno dei casi in cui il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza va consultato preventivamente (art. 50). La consultazione non è un potere di veto, ma deve avvenire prima della nomina e va verbalizzata: il verbale, con data e firma, dimostra che l’iter è stato rispettato. In azienda senza RLS eletto, il riferimento è il RLS territoriale.

Passo 4 — Redigi la lettera di designazione

La nomina si formalizza con una lettera di designazione firmata dal datore di lavoro e controfirmata per accettazione dalla persona incaricata. Non esiste un modello imposto per legge, ma una lettera solida contiene:

  • i dati dell’azienda e del datore di lavoro che designa;
  • i dati dell’incaricato e il possesso dei requisiti dell’art. 32, con richiamo agli attestati allegati;
  • il conferimento dell’incarico di RSPP con decorrenza;
  • il richiamo ai compiti del servizio previsti dall’art. 33 (individuazione dei fattori di rischio, elaborazione delle misure, proposte di programmi di formazione, partecipazione alla riunione periodica);
  • l’impegno dell’azienda a fornire informazioni, mezzi e tempo necessari allo svolgimento dell’incarico;
  • data, luogo, firma del datore e firma di accettazione dell’RSPP.

Esempio concreto: una carpenteria metallica con 18 dipendenti nomina un consulente esterno come RSPP. La lettera indica il modulo B per il settore metalmeccanico, allega gli attestati A, B e C, fissa la decorrenza dal 1° del mese e prevede che l’RSPP partecipi alla riunione periodica annuale. Copia va inserita nell’organigramma della sicurezza.

Passo 5 — Aggiorna DVR, organigramma e riunione periodica

Il nominativo dell’RSPP è un contenuto obbligatorio del Documento di Valutazione dei Rischi (art. 28): dopo la nomina, aggiorna il DVR — vedi come redigerlo — e l’organigramma aziendale. Nelle aziende sopra la soglia dimensionale prevista, ricorda che l’RSPP partecipa alla riunione periodica annuale sulla sicurezza (art. 35).

Passo 6 — Inquadra bene la responsabilità

Punto delicato e spesso frainteso: l’RSPP ha una funzione di consulenza tecnica e di supporto, non un potere decisionale o di spesa. Gli obblighi di garanzia — a partire dalla valutazione dei rischi e dalle misure attuative — restano in capo al datore di lavoro. L’RSPP non è sanzionato per gli inadempimenti tipici del datore di lavoro. Tuttavia, la giurisprudenza riconosce che una consulenza tecnica inadeguata, colpevole e con nesso causale rispetto a un evento può fondare una responsabilità penale concorrente dell’RSPP in caso di infortunio. Tradotto: la firma sulla nomina non è un formalismo, e il ruolo va svolto con competenza reale.

Checklist della nomina dell’RSPP

  • Verificata l’obbligatorietà e scelta la modalità (interno / esterno / datore di lavoro)
  • Requisiti art. 32 controllati: titolo di studio e moduli A, B (di settore) e C
  • Attestati e aggiornamento periodico verificati e archiviati
  • RLS (o RLST) consultato preventivamente, con verbale
  • Lettera di designazione firmata dal datore e accettata dall’incaricato
  • Compiti (art. 33) e mezzi per svolgerli richiamati nella lettera
  • Nominativo inserito nel DVR e nell’organigramma della sicurezza
  • Documentazione conservata in azienda per l’esibizione ai controlli

Domande frequenti

  • L'RSPP può essere un consulente esterno?

    Sì. Il datore di lavoro può designare un professionista esterno all'azienda, purché in possesso dei requisiti dell'art. 32 e in numero sufficiente rispetto alle caratteristiche dell'impresa. L'incarico esterno non solleva però il datore di lavoro dai suoi obblighi non delegabili: la valutazione dei rischi resta sua, l'RSPP la supporta.

  • La nomina dell'RSPP va comunicata a qualche ente?

    Il nominativo dell'RSPP non si deposita presso enti esterni, ma va indicato nel DVR (art. 28) e comunicato al RLS, che sulla designazione va consultato preventivamente. Il nominativo rientra inoltre tra i dati che l'azienda comunica all'INAIL nei casi previsti. Si conserva la lettera di designazione con accettazione per esibirla in caso di controllo.

  • Il datore di lavoro può fare lui stesso da RSPP?

    Sì, nei casi e nei limiti previsti dall'art. 34 (in funzione del settore e del numero di lavoratori), previa frequenza di uno specifico corso e con obbligo di aggiornamento. Fuori da quei casi la designazione di un RSPP con i requisiti dell'art. 32 è obbligatoria.