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Guida · Formazione · 10 min di lettura

Formazione del RLS: le 32 ore e l’aggiornamento annuale

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza è l’unica figura del sistema di prevenzione eletta dai lavoratori, e la sua efficacia dipende quasi tutta dalla formazione: un RLS che conosce il DVR, sa leggere un verbale ispettivo e presidia la riunione periodica cambia il clima della sicurezza in azienda. Vediamo come costruire un percorso formativo corretto e difendibile in caso di controllo.

Passo 1 — Colloca la formazione dopo l’elezione

La formazione scatta come conseguenza della designazione o elezione del RLS. Una volta individuato il rappresentante, il datore di lavoro deve garantirgli il corso: è un suo obbligo, non una facoltà del lavoratore. Il diritto alla formazione specifica è previsto dall’art. 50 tra le attribuzioni del RLS e disciplinato, quanto a durata e contenuti, dall’art. 37. Programma il corso nei primi mesi di mandato: rinviarlo è il primo rilievo che un ispettore muove.

Passo 2 — Rispetta le 32 ore iniziali

La durata minima della formazione iniziale del RLS è di 32 ore, di cui almeno una parte dedicata ai rischi specifici presenti in azienda e alle misure di prevenzione e protezione conseguenti. È una durata fissata dalla legge come minimo: la contrattazione collettiva può prevedere modalità e contenuti aggiuntivi, mai in riduzione. Diffida dei corsi “compressi” che promettono l’attestato in una giornata: non sono conformi.

Passo 3 — Verifica i contenuti minimi

L’art. 37 individua i contenuti minimi del percorso. In pratica il programma deve coprire almeno:

  • i principi giuridici comunitari e nazionali e la legislazione generale e speciale in materia;
  • i principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi (datore di lavoro, dirigenti, preposti, RSPP, medico competente);
  • la definizione e l’individuazione dei fattori di rischio e la valutazione dei rischi;
  • l’individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione;
  • gli aspetti normativi dell’attività di rappresentanza dei lavoratori;
  • nozioni di tecnica della comunicazione.

Su questi contenuti va costruito il programma d’aula: pretendilo dal formatore prima di firmare il preventivo.

Passo 4 — Gestisci l’aggiornamento annuale

A differenza di altre figure, il RLS ha un aggiornamento annuale, non quinquennale. La durata minima dell’aggiornamento è graduata in funzione delle dimensioni: cambia a seconda che l’azienda o l’unità produttiva occupi un numero di lavoratori sotto o sopra le soglie indicate dall’art. 37. Esempio pratico: un RLS di un’officina con 20 addetti e un RLS di uno stabilimento con 200 addetti hanno un monte-ore di aggiornamento diverso. Verifica la soglia applicabile alla tua realtà sul testo dell’art. 37 e negli accordi collettivi di settore, e mettila a scadenzario ogni anno.

Passo 5 — Cura la modalità e chi eroga

La formazione del RLS si svolge in orario di lavoro e senza oneri per il rappresentante (art. 37, co. 12). Sui soggetti formatori e sulle modalità didattiche ammesse — aula, e-learning dove consentito — fai riferimento alla disciplina vigente e all’Accordo Stato-Regioni sulla formazione, che ha ridefinito requisiti dei docenti e regole di erogazione. La parte sui rischi specifici e sulla loro percezione rende preferibile l’aula o la videoconferenza sincrona rispetto all’e-learning asincrono.

Passo 6 — Conserva attestato e documentazione

Al termine del corso il RLS riceve un attestato con l’indicazione dei contenuti, della durata e del soggetto formatore. Conserva in azienda l’attestato iniziale e quelli di ogni aggiornamento annuale, insieme ai registri di presenza: sono la prova dell’adempimento in sede di ispezione. Collega la scadenza dell’aggiornamento allo stesso scadenzario che usi per la formazione dei lavoratori e delle altre figure.

Passo 7 — Metti la formazione a frutto

Un RLS formato va coinvolto davvero: convocalo alla riunione periodica, rispetta i casi di consultazione obbligatoria e dagli accesso al DVR come previsto dall’art. 50. La formazione non è un adempimento a sé: è ciò che rende sostanziale la rappresentanza definita dall’art. 47.

Checklist della formazione del RLS

  • RLS eletto o designato e comunicato secondo procedura
  • Corso iniziale di almeno 32 ore programmato nei primi mesi di mandato
  • Programma d’aula coerente con i contenuti minimi dell’art. 37
  • Parte dedicata ai rischi specifici dell’azienda
  • Aggiornamento annuale calendarizzato secondo la soglia dimensionale
  • Corso svolto in orario di lavoro e senza costi per il RLS
  • Attestati e registri di presenza conservati in azienda
  • Scadenza dell’aggiornamento inserita nello scadenzario della sicurezza

Domande frequenti

Chi paga il corso del RLS?

Il datore di lavoro. La formazione del RLS si svolge in orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico del rappresentante (art. 37, co. 12): il costo del corso, del docente e delle ore è a carico dell'azienda.

Un RLS non formato può svolgere il ruolo?

È eletto e resta tale, ma il datore di lavoro ha l'obbligo di garantirgli la formazione: far operare un RLS senza avergli assicurato il corso espone l'azienda a sanzione. La formazione va erogata prima possibile dopo l'elezione, non rimandata a fine mandato.

L'aggiornamento annuale è sempre di 4 ore?

No: dipende dalle dimensioni aziendali. La durata minima dell'aggiornamento annuale è fissata dall'art. 37 in funzione del numero di lavoratori dell'azienda o dell'unità produttiva; verifica la soglia applicabile alla tua realtà sul testo dell'articolo e negli accordi di riferimento.

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