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Guida · Infortuni e INAIL · 9 min di lettura

Infortunio sul lavoro: cosa fare nelle prime 48 ore

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Nelle ore successive a un infortunio si decide molto: la salute dell’infortunato, la tenuta legale dell’azienda e la possibilità di capire davvero cosa è andato storto. La reazione istintiva — chiamare il commercialista, cercare colpevoli, rimettere in moto la produzione — è quasi sempre l’ordine sbagliato. Ecco la sequenza corretta, passo per passo.

Passo 1 — Presta il primo soccorso, subito

La prima cosa non è un documento: è la persona. Gli addetti al primo soccorso designati intervengono secondo la formazione ricevuta e le procedure aziendali, attivando il servizio di primo soccorso e, se la situazione lo richiede, il 118. Non spostare l’infortunato se non per allontanarlo da un pericolo imminente, e usa la cassetta o il pacchetto di primo soccorso tenuti in azienda. In caso di dubbio sulla gravità, si chiama sempre il soccorso pubblico: sottovalutare è l’errore che pesa di più.

Passo 2 — Metti in sicurezza l’area

Appena l’infortunato è affidato ai soccorsi, blocca la fonte del pericolo: ferma la macchina, interrompi l’alimentazione, delimita la zona. Questo protegge chi resta e, allo stesso tempo, preserva lo stato dei luoghi. Se l’infortunio è grave o mortale, l’area non va ripristinata né “sistemata”: gli organi di vigilanza potrebbero doverla esaminare, e alterare la scena espone a conseguenze serie. Scatta qualche fotografia dello stato dei luoghi prima che tutto venga rimosso.

Passo 3 — Raccogli le informazioni essenziali

Finché i fatti sono freschi, annota: chi si è infortunato e con quale mansione, ora e luogo esatti, attività in corso, attrezzatura o sostanza coinvolta, presenza di testimoni. Non è un verbale di colpa, è la base per ogni adempimento successivo e per l’inchiesta interna. Un modulo di segnalazione interna dell’infortunio, compilato a caldo dal preposto, vale più di dieci ricostruzioni fatte una settimana dopo.

Passo 4 — Procurati il certificato medico

Il certificato medico di infortunio è il documento che fa partire i termini. Oggi viene trasmesso in via telematica all’INAIL direttamente dal medico o dal pronto soccorso che presta le cure: il datore di lavoro ne recupera gli estremi — numero identificativo e giorni di prognosi — accedendo ai servizi online INAIL. È la prognosi indicata dal medico a stabilire quali obblighi scattano e con quali tempi, quindi verifica subito questo dato.

Passo 5 — Valuta gli obblighi verso l’INAIL

In base alla prognosi si aprono due strade distinte, entrambe disciplinate dalla normativa INAIL (il Testo Unico dell’assicurazione obbligatoria e i suoi aggiornamenti):

  • denuncia di infortunio, dovuta quando la prognosi supera i tre giorni (escluso il giorno dell’evento), da trasmettere in via telematica all’INAIL entro il termine di legge;
  • comunicazione ai fini statistici e informativi, prevista per gli infortuni che comportano almeno un giorno di assenza oltre quello dell’evento, ai sensi dell’art. 18 del Testo Unico.

Per il caso mortale o con pericolo di morte è prevista una comunicazione immediata (anche telefonica) e la denuncia all’autorità di pubblica sicurezza. I termini puntuali e la modulistica cambiano nel tempo: prima di trasmettere, controlla sempre le istruzioni aggiornate sul portale ufficiale INAIL, senza affidarti a memoria o a fac-simile datati. La guida dedicata a termini e sanzioni della denuncia entra nel dettaglio.

Passo 6 — Non dimenticare l’infortunio in itinere

Se l’evento è avvenuto nel tragitto casa-lavoro o durante uno spostamento di servizio, gli obblighi verso l’INAIL sono i medesimi, ma cambiano le condizioni di riconoscimento della copertura (mezzo utilizzato, percorso, orari). Trattalo come un infortunio a tutti gli effetti dal punto di vista degli adempimenti e approfondisci i requisiti nella guida sull’infortunio in itinere: l’errore tipico è archiviarlo come “cosa privata del dipendente”.

Passo 7 — Avvia l’analisi e aggiorna la prevenzione

Chiuso il fronte degli adempimenti, resta la parte che evita il prossimo infortunio. Ricostruisci la dinamica con il RSPP, coinvolgi il RLS e individua le cause reali, non quella comoda del “gesto inconsulto del lavoratore”. Se l’evento rivela un rischio non valutato o sottostimato, il DVR va rivisto: un infortunio significativo è tra i casi che impongono di aggiornare la valutazione dei rischi. Lo stesso metodo, applicato ai mancati infortuni, permette di intervenire prima che l’incidente diventi lesione.

Un esempio concreto: in un magazzino un operatore si ferisce a una mano usando un cutter per aprire i colli. La reazione superficiale è “stia più attento”. L’analisi seria porta invece a introdurre taglierini a lama retrattile, a rivedere la procedura di apertura e ad aggiornare l’addestramento: la differenza tra subire gli infortuni e ridurli sta tutta qui.

Checklist delle prime 48 ore

  • Primo soccorso prestato e 118 attivato quando necessario
  • Area messa in sicurezza; stato dei luoghi preservato se l’evento è grave
  • Informazioni essenziali e testimoni annotati a caldo
  • Estremi del certificato medico e prognosi recuperati dai servizi INAIL
  • Verificata la prognosi per stabilire denuncia e/o comunicazione dovute
  • Adempimenti INAIL trasmessi entro i termini indicati dal portale ufficiale
  • Comunicazione immediata e denuncia all’autorità in caso mortale o con pericolo di morte
  • Avviata l’analisi delle cause e valutato l’aggiornamento del DVR

Domande frequenti

  • Devo denunciare all'INAIL anche un infortunio lieve?

    Dipende dalla prognosi. Per gli infortuni con inabilità superiore a tre giorni (escluso quello dell'evento) scatta l'obbligo di denuncia all'INAIL; per quelli con almeno un giorno di assenza oltre l'evento è prevista la comunicazione ai fini statistici e informativi. I termini esatti sono fissati dalla normativa INAIL: verifica sempre sul portale ufficiale prima di decidere di non trasmettere nulla.

  • Cosa succede se il lavoratore non mi consegna il certificato medico?

    Dal 2017 il certificato medico di infortunio viene trasmesso telematicamente all'INAIL direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria. Il datore di lavoro recupera i dati (numero identificativo, prognosi) accedendo ai servizi online INAIL: non devi più attendere la copia cartacea dal lavoratore per avviare la denuncia.

  • L'infortunio va sempre segnalato alle forze dell'ordine?

    No. La denuncia all'autorità di pubblica sicurezza è prevista dalla normativa INAIL solo per i casi mortali o con pericolo di morte. Per gli altri infortuni l'adempimento verso lo Stato passa dalla denuncia e dalla comunicazione all'INAIL, non da una segnalazione ai carabinieri.