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TUS

Scheda rischio

Vibrazioni mano-braccio

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Il rischio in breve

L’uso prolungato di utensili portatili vibranti trasmette energia meccanica al sistema mano-braccio, provocando nel tempo danni vascolari, neurologici e osteoarticolari. Il quadro più noto è la sindrome da vibrazioni mano-braccio, di cui il “dito bianco” è il segno vascolare: episodi di pallore e formicolio delle dita scatenati dal freddo. Come per il rumore, il danno è progressivo e in larga parte irreversibile: si previene riducendo l’esposizione, non curandola dopo.

Cosa dice la norma

Le vibrazioni sono disciplinate dal Titolo VIII, Capo III del D.Lgs. 81/2008 (artt. 199-205), che tratta insieme le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio (HAV) e quelle trasmesse al corpo intero (vibrazioni corpo intero).

I riferimenti da conoscere per il rischio mano-braccio:

SogliaCosa scatta
Valore d’azione giornaliero A(8)Programma di misure tecniche e organizzative, informazione e formazione, sorveglianza sanitaria
Valore limite giornaliero A(8)Non superabile; se superato, azione immediata per riportare l’esposizione sotto il limite e individuazione delle cause

I valori numerici sono fissati dall’art. 201 e nell’Allegato XXXV: per evitare imprecisioni conviene sempre verificarli sulla fonte ufficiale. Il parametro di riferimento è l’esposizione giornaliera A(8), cioè l’accelerazione ponderata in frequenza normalizzata su un periodo di otto ore.

Come si valuta

La valutazione del rischio vibrazioni è obbligatoria e va documentata nel DVR. Il percorso tipico, dettagliato nell’art. 202:

  1. Inventario delle sorgenti: individua utensili e lavorazioni che trasmettono vibrazioni alla mano (demolitori, smerigliatrici, avvitatori a impulsi, motoseghe, levigatrici).
  2. Stima o misura dell’esposizione: per ciascuna mansione si calcola l’A(8) combinando il valore di emissione dell’utensile con il tempo di effettivo utilizzo (“tempo di contatto”). Il valore di emissione dichiarato dal fabbricante nel libretto è utilizzabile, ma spesso va corretto perché ottenuto in condizioni ideali: banche dati validate e misure sul campo secondo la norma tecnica di riferimento aumentano l’attendibilità.
  3. Attenzione al tempo di contatto: è la variabile più sottovalutata. Un demolitore ad alta emissione usato pochi minuti può pesare meno di una smerigliatrice a emissione media usata per ore.
  4. Aggiornamento: la valutazione va rivista quando cambiano utensili, cicli o organizzazione del lavoro, e comunque a intervalli coerenti con l’evoluzione del rischio.

Per il metodo di calcolo e la costruzione del profilo espositivo per mansione vedi la valutazione delle vibrazioni.

Le misure, in ordine di priorità

L’art. 203 impone di eliminare o ridurre al minimo il rischio alla fonte:

  1. Alla fonte: scegliere in acquisto utensili a bassa emissione (il dato è sul libretto), con impugnature ergonomiche; mantenere gli utensili in efficienza, perché usura, dischi sbilanciati e lame non affilate aumentano le vibrazioni.
  2. Organizzative: limitare il tempo di contatto con rotazione delle mansioni e pause; pianificare il lavoro per non concentrare le lavorazioni più vibranti sullo stesso operatore; tenere calde le mani, perché il freddo aggrava il danno vascolare.
  3. DPI: i guanti antivibranti offrono una protezione limitata e non garantita su tutte le frequenze, per cui non sostituiscono le misure alla fonte; possono comunque contribuire a tenere calde le mani. La gestione dei DPI richiede consegna documentata e addestramento.

Sorveglianza sanitaria

Prevista dall’art. 204: è obbligatoria per i lavoratori esposti oltre il valore d’azione e può essere estesa dal medico competente anche sotto tale soglia in presenza di condizioni particolari. Il protocollo mira a individuare precocemente i segni vascolari, neurologici e osteoarticolari. Gli esiti collettivi anonimi devono rientrare nella valutazione del rischio, orientando l’aggiornamento delle misure. La sindrome da vibrazioni mano-braccio è una malattia professionale tabellata: la sua denuncia all’INAIL è dovuta.

Errori comuni

  1. Fidarsi solo del dato di catalogo: il valore di emissione del fabbricante va calato nelle condizioni reali d’uso, altrimenti sottostima l’esposizione.
  2. Dimenticare il tempo di contatto: senza una stima realistica dei minuti di effettivo utilizzo, l’A(8) non ha senso.
  3. Affidarsi ai guanti antivibranti come soluzione: sono un supporto, non la misura principale.
  4. Trascurare la manutenzione: un utensile trascurato vibra molto più di uno nuovo a parità di modello.

Domande frequenti

Da quale livello scattano gli obblighi per le vibrazioni mano-braccio?

Gli obblighi principali scattano al superamento del valore d'azione giornaliero riferito a un periodo di otto ore (A(8)): informazione e formazione, misure tecniche e organizzative di riduzione e sorveglianza sanitaria. Il valore limite giornaliero, più elevato, non può mai essere superato. I valori numerici precisi sono fissati dall'art. 201 del D.Lgs. 81/2008 e nell'Allegato XXXV.

Quali attività espongono di più a vibrazioni mano-braccio?

Le lavorazioni con utensili portatili vibranti: martelli demolitori e perforatori, smerigliatrici e flessibili, avvitatori a impulsi, motoseghe e decespugliatori, levigatrici, chiodatrici. Anche impugnare pezzi lavorati contro mole fisse trasmette vibrazioni alla mano.

Cos'è la sindrome del dito bianco?

È la manifestazione vascolare della patologia da vibrazioni mano-braccio: episodi di pallore e intorpidimento delle dita indotti dal freddo, dovuti al danno progressivo dei vasi. Si accompagna a disturbi neurologici e osteoarticolari ed è una malattia professionale tabellata.

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