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TUS

Settore · ATECO 01, 02, 03

Agricoltura

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Non “sempre fatto così”: l’agricoltura è uno dei settori più pericolosi

L’agricoltura è tra i comparti con la più alta incidenza di infortuni mortali in rapporto agli occupati. Il quadro che emerge dai dati INAIL è netto: il ribaltamento del trattore resta la prima causa di morte, seguito dal contatto con organi lavoratori di macchine e attrezzi, dalle cadute e dallo schiacciamento. A questo si aggiunge una popolazione lavorativa spesso anziana, stagionale o familiare, dove la consuetudine — “si è sempre fatto così” — pesa più delle procedure. Il fatto che molte aziende siano piccole non riduce i rischi: li rende solo meno presidiati.

I rischi tipici

  • Ribaltamento di trattori e macchine operatrici: su pendenze, fossi, terreni cedevoli o durante manovre con attrezzature portate. La protezione dipende da arco o cabina di sicurezza e dall’uso effettivo della cintura.
  • Rischio meccanico: presa di forza, alberi cardanici non protetti, rotoimballatrici, trince, coclee. Il contatto con organi in movimento provoca amputazioni e lesioni gravi.
  • Movimentazione manuale dei carichi: sacchi di sementi e mangime, cassette di raccolta, balle di fieno; posture incongrue nella raccolta e nella potatura.
  • Rischio chimico da fitosanitari: miscelazione, distribuzione e rientro in campo dopo il trattamento; esposizione per via cutanea e inalatoria.
  • Zoonosi e agenti biologici: nelle aziende con animali, contatto con bestiame, deiezioni, punture di zecche e insetti.
  • Radiazione UV solare e caldo estremo: il lavoro all’aperto espone a colpi di calore e, nel lungo periodo, a tumori cutanei professionali.
  • Cadute e altri rischi: da scale, rimorchi, silos e fienili; rumore e vibrazioni al corpo intero dei mezzi; polveri organiche e stoccaggio di combustibili.

Gli adempimenti essenziali

  1. DVR — obbligatorio dal primo lavoratore, anche stagionale. Deve trattare in modo specifico trattori, macchine, MMC, chimico e — se presenti animali — il rischio biologico. Le aziende agricole di piccole dimensioni possono valutare le procedure standardizzate, purché aderenti alla realtà del fondo.
  2. Nomina RSPP — nelle aziende agricole rientranti nei limiti di legge il datore di lavoro può assumere direttamente il ruolo di RSPP, previo corso.
  3. Adeguamento e verifica delle attrezzature — trattori, macchine e attrezzi devono rispettare i requisiti di sicurezza (Titolo III, art. 71); alcune attrezzature di sollevamento sono soggette a verifiche periodiche (Allegato VII).
  4. Formazione e abilitazioni — formazione generale e specifica a rischio alto, più le abilitazioni per trattori e macchine agricole previste dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025; informazione e addestramento su ogni attrezzatura (art. 73).
  5. Sorveglianza sanitaria — attivabile in funzione dei rischi valutati: movimentazione carichi, esposizione a fitofarmaci, rumore, vibrazioni, agenti biologici. Va nominato il medico competente quando la valutazione lo richiede.
  6. DPI adeguati — guanti, tute e maschere per i trattamenti (con addestramento per i DPI di terza categoria), otoprotettori, calzature e protezione solare per il lavoro all’aperto.
  7. Gestione dei fitosanitari — abilitazione all’acquisto e all’uso (“patentino”), stoccaggio in locale dedicato, schede di sicurezza disponibili, rispetto dei tempi di rientro.
  8. Emergenze e primo soccorso — addetti designati e presidi adeguati, tenendo conto dell’isolamento e della distanza dai soccorsi tipici del lavoro in campo.

Checklist rapida di sopralluogo

  • Trattori dotati di arco o cabina di protezione e cintura, effettivamente usata
  • Alberi cardanici e prese di forza integralmente protetti
  • Ripari e dispositivi di arresto delle macchine presenti e funzionanti
  • Deposito fitosanitari chiuso, areato e segnalato, con schede di sicurezza
  • DPI per i trattamenti disponibili, integri e con addestramento tracciato
  • Abilitazioni trattori/macchine e patentino fitosanitari in corso di validità
  • Silos, fienili e vasche con accessi protetti e procedure per gli spazi confinati
  • Acqua, ombra e pause organizzate nelle giornate di caldo intenso
  • Presidi di primo soccorso raggiungibili anche dai lavoratori isolati in campo

Domande frequenti

  • Un'azienda agricola con soli familiari deve fare la valutazione dei rischi?

    Dipende da chi lavora. Il coltivatore diretto e i componenti dell'impresa familiare sono equiparati ai lavoratori autonomi (art. 21) e hanno obblighi ridotti. Non appena c'è anche un solo dipendente, un socio-lavoratore o un salariato stagionale, scattano tutti gli obblighi del datore di lavoro: DVR, formazione, nomine ed eventuale sorveglianza sanitaria.

  • Chi guida il trattore deve avere un patentino?

    Per l'uso di trattori agricoli e forestali serve l'abilitazione specifica prevista dall'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, con parte teorica e prova pratica e aggiornamento quinquennale. È distinta dalla patente di guida su strada e va garantita a chiunque conduca il mezzo in azienda.

  • Il vecchio trattore senza cabina va messo a norma?

    Sì. Le attrezzature in uso devono essere adeguate ai requisiti dell'Allegato V del D.Lgs. 81/2008: sui trattori questo significa dispositivo di protezione in caso di ribaltamento (arco o cabina) e cintura di sicurezza. L'adeguamento del parco macchine datato è uno degli interventi prioritari in azienda.