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TUS

Scheda rischio

Ribaltamento di mezzi e macchine operatrici

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Il rischio in breve

Il ribaltamento è tra le prime cause di infortunio mortale quando si lavora con mezzi semoventi: trattori, escavatori, terne, pale, carrelli elevatori, dumper, autobetoniere. Il mezzo perde stabilità e si rovescia, lateralmente o all’indietro, schiacciando il conducente o proiettandolo fuori dalla cabina. A differenza di molti altri rischi, qui la dinamica è spesso questione di secondi e l’esito, in assenza di protezioni, è tipicamente grave o fatale. La prevenzione si gioca su tre fronti: la macchina (struttura di protezione e ritenzione), l’ambiente (pendenze, cedimenti, spazi) e il comportamento (velocità, carichi, manovre).

Cosa dice la norma

Le macchine operatrici e i mezzi semoventi sono attrezzature di lavoro e ricadono nel Titolo III, Capo I del D.Lgs. 81/2008 (artt. 69-73). I riferimenti chiave:

  • Art. 70 — Le attrezzature messe a disposizione devono essere conformi alle direttive di prodotto (marcatura CE) oppure, se antecedenti, ai requisiti dell’Allegato V. Per le macchine con conducente, l’Allegato prevede espressamente la protezione contro il ribaltamento e il rischio di schiacciamento (strutture ROPS e sistemi di ritenzione).
  • Art. 71 — Obbligo di scelta idonea alla mansione e al luogo, di manutenzione, e di sottoporre le attrezzature indicate alle verifiche periodiche. Le condizioni d’uso vanno adeguate al contesto (fondo, pendenze, presenza di terzi).
  • Art. 73 — Informazione, formazione e, per le macchine, addestramento. Per le attrezzature dell’apposito elenco (carrelli, escavatori, terne, gru per autocarro, PLE, trattori) è richiesta una specifica abilitazione secondo l’Accordo Stato-Regioni.

L’Allegato VI integra le disposizioni sull’uso delle attrezzature semoventi: divieto di trasporto persone non previste, adeguamento della velocità, delimitazione delle aree di manovra.

Come si valuta

La valutazione del ribaltamento entra nel DVR come rischio specifico per ogni mezzo e per ogni contesto d’impiego:

  1. Censimento del parco macchine: per ciascun mezzo si verifica presenza e integrità della struttura di protezione (ROPS/FOPS), del sistema di ritenzione (cintura, portiere, maniglie) e della documentazione (libretto, dichiarazione CE, registro).
  2. Analisi dei percorsi e delle superfici: pendenze trasversali e longitudinali, fossi, banchine di scavo, terreni cedevoli o gelati, buche e dislivelli sono i fattori che innescano la perdita di stabilità.
  3. Condizioni operative: carichi sospesi o disassati, forche sollevate in traslazione, curve strette a velocità elevata, traino di rimorchi, uso di accessori non previsti.
  4. Fattore umano: livello di abilitazione e addestramento, presenza di terzi nell’area, manovre in retromarcia, lavoro in solitario.

Sul rovesciamento del carrello elevatore e sulla sua stabilità dedicata rimandiamo alla guida carrelli elevatori: uso sicuro.

Le misure, in ordine di priorità

  1. Struttura di protezione e ritenzione: nessun mezzo con conducente a bordo deve circolare senza ROPS adeguata e cintura di sicurezza indossata. Sui trattori datati privi di arco, l’adeguamento (retrofit) è un obbligo, non un’opzione.
  2. Adeguamento del contesto: limitazione delle pendenze percorribili, arretramento dai cigli di scavo e dalle banchine, consolidamento e livellamento dei percorsi, illuminazione, segnaletica e delimitazione delle aree di manovra.
  3. Misure organizzative: separazione tra mezzi e pedoni, piano di viabilità di cantiere, limiti di velocità, divieto di traslare con forche alte o carichi disassati, procedure per il traino e per l’uso degli accessori. Il tema della compresenza con le persone è trattato nella scheda investimento da mezzi in movimento.
  4. Competenza degli operatori: abilitazione ex art. 73 dove prevista, addestramento pratico tracciato, aggiornamento periodico. L’idoneità delle attrezzature va mantenuta con le verifiche periodiche e la manutenzione programmata; per gli obblighi formativi si veda patentini e abilitazioni.

Settori come agricoltura ed edilizia concentrano gran parte degli eventi mortali da ribaltamento e meritano una valutazione dedicata mezzo per mezzo.

Errori comuni

  1. Cintura slacciata “tanto vado piano”: la maggior parte dei ribaltamenti mortali avviene a velocità ridotta, in manovra; l’arco protegge solo chi resta in cabina.
  2. Arco reclinato in permanenza: gli archi abbattibili vanno riportati in posizione di lavoro dopo il passaggio sotto ostacoli, non lasciati giù per comodità.
  3. Confondere abilitazione e addestramento: il patentino non sostituisce l’addestramento sulla specifica macchina aziendale né l’informazione sui rischi del sito.
  4. Ignorare il ciglio dello scavo: transitare o stazionare troppo vicino a una banchina non consolidata provoca cedimenti improvvisi e ribaltamenti laterali.
  5. Trasformare la macchina senza verifiche: montare accessori o modificare il mezzo altera baricentro e stabilità e fa decadere la conformità dichiarata dal costruttore.

Domande frequenti

Il trattore agricolo deve avere per forza l'arco di sicurezza?

Sì. Le macchine con conducente a bordo devono essere dotate di struttura di protezione contro il ribaltamento (ROPS) adeguata, arco o telaio, e di sistema di ritenzione del conducente. Sui trattori più vecchi privi di protezione originaria il datore di lavoro deve provvedere all'adeguamento, documentando l'intervento nel registro delle attrezzature.

Basta l'arco di protezione per essere a posto?

No. L'arco o la cabina protegge solo se il conducente resta all'interno del volume di sopravvivenza: per questo la cintura di sicurezza va indossata sempre. Un ribaltamento con operatore sbalzato fuori dalla cabina è quasi sempre mortale anche a bassa velocità.

Chi guida un escavatore o un carrello deve avere un'abilitazione specifica?

Sì, per le attrezzature indicate dall'Accordo Stato-Regioni (carrelli elevatori, escavatori, terne, gru per autocarro, PLE e altre) è richiesta un'abilitazione con corso teorico-pratico e aggiornamento periodico, oltre alla formazione e all'addestramento generali sull'uso della macchina.

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