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Settore · ATECO 01.4, 01.5, 01.6, 10.1, 10.5

Zootecnia e allevamenti

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Non è “solo lavorare con le bestie”

L’allevamento è uno dei comparti a più alta incidenza infortunistica, spesso sottovalutato perché svolto in contesti familiari e con ritmi consuetudinari. I dati INAIL raccontano schiacciamenti e calci da animali, ribaltamenti di trattori, cadute, e una quota rilevante di malattie professionali legate al rischio biologico e ai carichi ripetuti. La convivenza tra persone, animali di grossa taglia, macchine e sostanze biologiche rende la stalla un ambiente tutt’altro che tranquillo. E gli obblighi del D.Lgs. 81/2008 valgono dal primo lavoratore, anche nella cascina con un solo dipendente o con familiari equiparati.

I rischi tipici

  • Zoonosi e agenti biologici: brucellosi, leptospirosi, tubercolosi bovina, febbre Q, salmonellosi, dermatofitosi si trasmettono per contatto, morso, inalazione o via oro-fecale. È il rischio-simbolo del settore e ricade nel Titolo X sugli agenti biologici.
  • Contatto con gli animali: calci, morsi, schiacciamenti contro pareti e cancelli, colpi da bovini o suini spaventati. Le operazioni di mungitura, contenzione, carico e trattamento veterinario sono i momenti più critici.
  • Ribaltamento di trattori e macchine: la prima causa di infortunio mortale in agricoltura e zootecnia, su terreni sconnessi, rampe e in retromarcia. Fondamentali telaio di protezione (ROPS) e cintura.
  • Investimento da mezzi in movimento nei corridoi di alimentazione e nei piazzali, dove convivono carri miscelatori, telescopici e persone a piedi.
  • Gas nelle fosse liquami e nei silos: idrogeno solforato e metano da fermentazione, anidride carbonica nei silos di insilato. Sono spazi confinati e ambienti sospetti di inquinamento con rischio di asfissia.
  • Movimentazione manuale dei carichi: sacchi di mangime, balle, secchi, spostamento manuale di animali; movimenti ripetuti in mungitura.
  • Rumore di suinai, ventilatori e trattori, e polveri organiche di mangimi, lettiere e stoccaggi, con rischi respiratori e allergeni professionali.
  • Chimico: prodotti per la pulizia e la disinfezione, farmaci veterinari, gasolio, presidi per la lotta agli infestanti.
  • Lavoro isolato e turni: attività all’alba, in solitudine e a contatto con animali pericolosi, dove un infortunio può restare a lungo senza soccorso.

Gli adempimenti essenziali

  1. DVR che affronti in modo specifico il rischio biologico e le zoonosi, la movimentazione, macchine e trattori, i gas di fermentazione e la gestione degli spazi confinati.
  2. Nomina RSPP: nelle realtà minori è frequente il datore di lavoro RSPP, con l’obbligo di frequentare il relativo corso.
  3. Nomina del medico competente e sorveglianza sanitaria per l’esposizione ad agenti biologici, con valutazione delle vaccinazioni raccomandate (es. antitetanica) e degli accertamenti mirati.
  4. Formazione e addestramento dei lavoratori: generale e specifica a rischio alto per le mansioni di stalla, più i patentini per trattori e macchine agricole previsti dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025.
  5. DPI: guanti, tute, stivali, protezione respiratoria per polveri e gas, cuffie; procedure di igiene, spogliatoi separati e lavaggio degli indumenti da lavoro.
  6. Procedura per gli spazi confinati secondo il DPR 177/2011 per fosse liquami, vasche e silos, con permesso di lavoro, presidio esterno e attrezzature di soccorso.
  7. Verifiche di macchine e impianti: marcatura CE e manutenzione delle attrezzature, telaio ROPS sui trattori, verifica quinquennale dell’impianto di terra (DPR 462/2001).
  8. Gestione delle emergenze e primo soccorso commisurata alla lontananza dai presidi sanitari, spesso decisiva in aziende isolate.

Sul contatto quotidiano con gli animali e le colture vale la pena leggere anche la scheda dedicata all’agricoltura, con cui la zootecnia condivide molte macchine e adempimenti. Per gli importi delle sanzioni e le procedure ispettive, fai sempre riferimento al testo vigente del decreto e alle indicazioni dell’organo di vigilanza, senza affidarti a cifre di memoria.

Checklist rapida di sopralluogo

  • Recinti, cancelli e corsie di contenzione integri, con vie di fuga per l’operatore
  • Trattori dotati di telaio ROPS e cintura, con manutenzione documentata
  • Separazione fisica tra percorsi dei mezzi e passaggi pedonali
  • Fosse liquami e silos segnalati, con divieto di accesso e procedura per spazi confinati
  • DPI disponibili, spogliatoi e lavabi separati dalle zone di stabulazione
  • Programma vaccinale e sorveglianza sanitaria attivati per il rischio biologico
  • Farmaci veterinari e prodotti chimici stoccati e chiusi correttamente
  • Attestati di formazione e abilitazioni alle macchine in corso di validità

Domande frequenti

  • In un allevamento a conduzione familiare con un dipendente servono DVR e sorveglianza sanitaria?

    Sì. Dal primo lavoratore subordinato o equiparato scattano DVR, formazione, nomina RSPP e gestione delle emergenze. In zootecnia la presenza di animali rende quasi sempre necessaria anche la sorveglianza sanitaria per il rischio biologico, con la nomina del medico competente.

  • Le zoonosi sono un rischio da valutare nel DVR?

    Sì. Il contatto con animali, deiezioni, liquidi biologici e ricoveri comporta l'esposizione ad agenti biologici del Titolo X del D.Lgs. 81/2008. La valutazione va fatta anche quando l'esposizione non è deliberata, individuando vaccinazioni raccomandate, DPI e procedure di igiene.

  • Perché entrare in una fossa liquami o in un silo è così pericoloso?

    Sono ambienti sospetti di inquinamento e possibili spazi confinati: la fermentazione libera idrogeno solforato, metano e anidride carbonica, con rischio di intossicazione o asfissia in pochi respiri. Si applica il DPR 177/2011, con procedura di lavoro, sorveglianza dall'esterno e attrezzature dedicate.