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Settore · ATECO 23, 08

Vetro, ceramica e lapidei

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Un comparto dove la polvere è il rischio che non si vede

Vetrerie, industrie ceramiche, laboratori di marmisti e segherie di pietra convivono con pericoli molto concreti: lastre pesanti e taglienti, mole e frese in rotazione, forni a centinaia di gradi. Ma il rischio che condiziona di più la salute nel lungo periodo è quello meno visibile: la silice libera cristallina respirabile che si libera ogni volta che si taglia, mola o rettifica marmo, granito, gres, refrattari o vetro. È una polvere fine, senza odore, che si deposita in profondità nei polmoni e che oggi la normativa tratta alla stregua di un agente cancerogeno. Il profilo di rischio del settore, quindi, è tutt’altro che basso e va affrontato con misure tecniche serie, non solo con la modulistica.

I rischi tipici

  • Silice cristallina respirabile: generata dalla lavorazione meccanica di pietre naturali, gres, refrattari e impasti ceramici; è la prima causa di silicosi e rientra tra i cancerogeni del Titolo IX, Capo II.
  • Rischio chimico: smalti, coloranti, fritte, leganti, resine per la posa e prodotti a base di piombo o metalli pesanti negli impasti ceramici; ogni prodotto va gestito leggendo la relativa scheda di sicurezza.
  • Rumore: seghe a disco, mole, frantumatori e presse superano facilmente i valori di azione, con obbligo di misura strumentale e otoprotettori.
  • Vibrazioni mano-braccio: flessibili, martelli e utensili portatili impiegati nella finitura e nella posa dei lapidei.
  • Rischio meccanico e tagli: organi in movimento non protetti, lastre di vetro e pietra con bordi affilati, ferite da taglio frequenti nella manipolazione manuale.
  • Proiezione di schegge: frammenti scagliati durante taglio, molatura e sabbiatura.
  • Movimentazione manuale dei carichi e schiacciamento: lastre di grande formato pesano centinaia di chili e il loro ribaltamento è tra gli infortuni più gravi del comparto.
  • Ustioni e superfici calde, calore radiante e radiazioni ottiche: forni di cottura ceramica, fusione e tempera del vetro.
  • Caduta di oggetti e stoccaggio: cavalletti, rastrelliere e pacchi di lastre che devono essere ancorati e stabili.

Gli adempimenti essenziali

  1. DVR con valutazioni specifiche: rischio chimico e cancerogeno (silice), rumore e vibrazioni, movimentazione dei carichi.
  2. Misure di riduzione all’origine: lavorazione a umido, aspirazione localizzata sulle macchine, segregazione delle fasi polverose. La priorità tecnica va sempre alle misure collettive rispetto ai soli DPI.
  3. Sorveglianza sanitaria affidata al medico competente per esposti a silice, rumore, vibrazioni e agenti chimici, con gli accertamenti previsti dai rispettivi titoli del Testo Unico.
  4. Registro degli esposti ad agenti cancerogeni (art. 243) e conservazione della documentazione sanitaria nei termini di legge.
  5. DPI: facciali filtranti delle vie respiratorie di protezione adeguata, otoprotettori, guanti antitaglio, occhiali e visiere; per i DPI di terza categoria è obbligatorio l’addestramento documentato.
  6. Formazione e addestramento dei lavoratori con modulo specifico ad alto rischio e aggiornamento periodico, esteso a preposti e dirigenti.
  7. Verifiche e manutenzione delle attrezzature: seghe, mole, ponti sollevatori e apparecchi di sollevamento delle lastre secondo l’Allegato VII e il regime delle verifiche periodiche.
  8. Impianti: verifica della messa a terra e adeguamento degli impianti di aspirazione e ventilazione.

Checklist rapida di sopralluogo

  • Taglio e molatura eseguiti a umido o con aspirazione localizzata funzionante
  • Misure di rumore e vibrazioni aggiornate e coerenti con le lavorazioni attuali
  • Registro degli esposti a silice istituito e allineato alla sorveglianza sanitaria
  • Rastrelliere e cavalletti per le lastre ancorati e stabili, carichi non oltre la portata
  • Ripari e microinterruttori delle macchine integri e non esclusi
  • Facciali filtranti idonei, otoprotettori e guanti antitaglio disponibili e usati
  • Schede di sicurezza di smalti, resine e additivi presenti e consultabili
  • Attestati di formazione ad alto rischio e addestramento DPI in corso di validità
  • Pulizia delle polveri con aspiratori a filtro, mai con scopa o aria compressa

Domande frequenti

La silice cristallina in una segheria di marmo è un agente cancerogeno?

Sì. La polvere di silice libera cristallina respirabile generata da lavorazioni meccaniche è ricompresa tra gli agenti cancerogeni del Titolo IX, Capo II del D.Lgs. 81/2008. Scattano quindi valutazione specifica, misure di riduzione all'origine (taglio a umido, aspirazione), sorveglianza sanitaria mirata e registro degli esposti, oltre agli obblighi generali del [rischio chimico](/rischi/rischio-chimico/).

Chi taglia e mola pietra o gres deve fare visite mediche?

Sì, quando l'esposizione a silice, rumore o vibrazioni supera le soglie di legge. La sorveglianza sanitaria è affidata al [medico competente](/ruoli/medico-competente/) e prevede tipicamente controlli della funzione respiratoria e accertamenti mirati; per gli esposti a cancerogeni va istituito e aggiornato il registro previsto dall'art. 243.

Il taglio a secco del gres porcellanato è consentito?

La lavorazione a umido o con aspirazione localizzata è la misura tecnica di riferimento per abbattere le polveri respirabili. Il taglio a secco senza captazione espone a concentrazioni elevate di silice e va evitato: se inevitabile per fasi specifiche, richiede sistemi di aspirazione efficaci e DPI delle vie respiratorie adeguati.

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