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Guida · Attrezzature e impianti · 11 min di lettura

Gru e apparecchi di sollevamento: obblighi e verifiche

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Una gru che si ribalta o un carico che cade sono tra gli scenari più gravi della sicurezza aziendale: per questo gli apparecchi di sollevamento hanno un regime di controlli più stringente delle altre attrezzature. Gli obblighi si muovono su tre binari paralleli — conformità della macchina, verifiche nel tempo, abilitazione di chi la usa — e vanno tenuti insieme. Vediamo come.

Passo 1 — Individua cosa è un apparecchio di sollevamento

Non tutto ciò che solleva rientra nello stesso regime. Parliamo di gru a torre, autogru e gru per autocarro, paranchi e argani, ponti sospesi, ma anche di accessori di sollevamento come funi, catene, brache e ganci. Le attrezzature di lavoro sono definite dall’art. 69; l’obbligo di metterle a disposizione dei lavoratori idonee e sicure discende dall’art. 71. Fai un censimento reale: marca, modello, matricola, anno di costruzione, portata massima. Senza questo elenco non puoi programmare nulla.

Passo 2 — Verifica la conformità all’acquisto

Un apparecchio immesso sul mercato dopo il 1996 deve avere la marcatura CE, la dichiarazione CE di conformità e il libretto di uso e manutenzione in italiano. Alla consegna controlla che documentazione e targa dati coincidano con la macchina reale e che siano presenti gli indicatori e i limitatori di carico previsti. Per le macchine più datate, prive di marcatura, valgono i requisiti dell’Allegato V del D.Lgs. 81/2008: l’attrezzatura va comunque adeguata e mantenuta sicura.

Passo 3 — Attiva la prima messa in servizio

Gli apparecchi di sollevamento sono soggetti a verifica di prima messa in servizio e a immatricolazione. Il datore di lavoro deve comunicare la messa in servizio all’INAIL, che assegna la matricola e prende in carico l’apparecchio ai fini delle verifiche successive. È il passaggio più spesso dimenticato quando si acquista una macchina usata o la si sposta in una nuova unità produttiva: la matricola segue l’attrezzatura, non l’azienda.

Passo 4 — Programma le verifiche periodiche

Qui entra in gioco l’Allegato VII, che elenca le attrezzature soggette a verifica periodica e ne fissa la periodicità in funzione della tipologia e dell’anzianità. Il meccanismo, richiamato dal DM 11/4/2011, è a due livelli:

  • la prima verifica periodica è affidata all’INAIL;
  • le verifiche successive competono all’ASL/ARPA o a soggetti privati abilitati.

Il datore di lavoro deve richiedere la verifica prima della scadenza (in genere con congruo anticipo rispetto al termine previsto) e mettere a disposizione l’attrezzatura e la documentazione. Esempio concreto: hai una gru a torre in cantiere: verifica sull’Allegato VII la periodicità applicabile alla sua categoria e anzianità, poi inserisci la scadenza nello scadenzario con almeno un mese di margine per gestire eventuali code del verificatore.

Passo 5 — Non confondere verifica e manutenzione

La verifica periodica non sostituisce i controlli ordinari. Il datore di lavoro deve comunque garantire la manutenzione secondo le indicazioni del fabbricante e i controlli iniziali e periodici sull’efficienza dei dispositivi di sicurezza. In particolare gli accessori di sollevamento (funi, catene, brache) vanno ispezionati con la frequenza indicata dal costruttore e sostituiti a fronte di usura, deformazioni o corrosione. Tieni traccia di tutto: la manutenzione programmata è a tutti gli effetti una misura di prevenzione.

Passo 6 — Abilita gli operatori

Usare una gru non è un’attività “a vista”. Per le attrezzature elencate nell’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 — gru per autocarro, gru a torre, gru mobili, carriponte, tra le altre — l’operatore deve possedere una specifica abilitazione, conseguita con corso teorico-pratico in presenza e verifica finale e soggetta ad aggiornamento quinquennale. Il nuovo accordo ha sostituito quello del 22/2/2012, i cui attestati restano validi. È un requisito che si aggiunge alla formazione e all’addestramento previsti dall’art. 73 per l’uso delle attrezzature. Verifica gli attestati in corso di validità prima di affidare la macchina: un patentino scaduto equivale, in caso di controllo, a operatore non abilitato.

Passo 7 — Documenta e conserva

Ogni verbale di verifica, la comunicazione di messa in servizio, i registri di controllo e manutenzione e gli attestati di abilitazione vanno conservati in azienda e messi a disposizione degli organi di vigilanza. Il registro dei controlli è lo strumento che tiene insieme la cronologia: un faldone ordinato racconta un sistema sano, un cassetto vuoto racconta il contrario.

Checklist degli obblighi per gli apparecchi di sollevamento

  • Censimento con matricola, portata e anno di ogni apparecchio
  • Marcatura CE, dichiarazione di conformità e libretto in italiano
  • Comunicazione di prima messa in servizio e immatricolazione INAIL
  • Periodicità della verifica individuata sull’Allegato VII
  • Prima verifica periodica richiesta all’INAIL, successive ad ASL/ARPA o soggetto abilitato
  • Programma di manutenzione secondo il fabbricante e controllo degli accessori di sollevamento
  • Operatori in possesso dell’abilitazione (Accordo 2025 o attestato 2012 valido), aggiornata ogni cinque anni
  • Verbali, registri e attestati conservati e disponibili in caso di ispezione

Domande frequenti

  • Ogni quanto va verificata una gru?

    La periodicità dipende dal tipo di apparecchio e dalla sua anzianità, ed è fissata dall'Allegato VII del D.Lgs. 81/2008: per gli apparecchi di sollevamento va da annuale a biennale a seconda della categoria e degli anni di servizio. La prima verifica avviene invece alla messa in servizio. Fai sempre riferimento alla tabella ufficiale dell'Allegato VII per la tua attrezzatura specifica.

  • Chi esegue la prima verifica periodica?

    La prima delle verifiche periodiche è di competenza dell'INAIL, che deve intervenire entro i termini previsti dalla normativa; le verifiche successive sono affidate all'ASL/ARPA territoriale o a soggetti privati abilitati dal Ministero. Il datore di lavoro resta responsabile di richiederle in tempo utile e di conservarne i verbali.

  • Serve il patentino per usare una gru?

    Sì, per le attrezzature indicate dall'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che ha sostituito quello del 22/2/2012 — tra cui gru per autocarro, gru a torre, gru mobili e, novità del 2025, carriponte — l'operatore deve possedere l'abilitazione specifica conseguita con corso e verifica finale. È un requisito distinto e aggiuntivo rispetto alla formazione generale e specifica del lavoratore.