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Studi medici e dentistici
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Non è “solo un ambulatorio”
Lo studio medico o dentistico ha una superficie piccola e un’immagine rassicurante, ma è uno degli ambienti a rischio biologico più concreti del terziario. Ogni giorno si manipolano aghi, bisturi, frese, sangue e saliva; si usano autoclavi, sostanze chimiche per disinfezione e sviluppo, e — negli studi odontoiatrici — apparecchi radiogeni. Gli infortuni tipici non sono spettacolari: sono punture, tagli e contaminazioni, spesso sottovalutati proprio perché “di routine”. E soprattutto: gli adempimenti fondamentali del D.Lgs. 81/2008 valgono per ogni datore di lavoro con almeno un lavoratore, quindi anche per lo studio con una sola assistente o una segretaria.
I rischi tipici
- Rischio biologico: è il rischio principale del settore. Il contatto con sangue e liquidi biologici espone a virus trasmissibili per via ematica (epatite B, epatite C, HIV) e ad agenti respiratori. Si applica il Titolo X del Testo Unico (artt. 266 e seguenti), con obbligo di valutazione, misure di contenimento e vaccinazioni offerte dal datore di lavoro dove pertinenti.
- Punture e tagli accidentali: aghi, lame, frese e strumenti taglienti sono la causa più frequente di infortunio. La prevenzione passa da dispositivi con meccanismi di sicurezza, contenitori rigidi per taglienti e il divieto di reincappucciare gli aghi.
- Radiazioni ionizzanti: negli studi odontoiatrici e in molti ambulatori le apparecchiature radiogene comportano gli obblighi del D.Lgs. 101/2020, tra cui la valutazione dell’esperto di radioprotezione e la sorveglianza fisica e medica degli esposti.
- Rischio chimico: disinfettanti, sterilizzanti, glutaraldeide, materiali da impronta e — negli studi dentistici — monomeri e resine. La scheda di sicurezza di ogni prodotto va acquisita e valutata.
- Movimentazione e postura: il lavoro alla poltrona odontoiatrica è statico e in posizione incongrua; per infermieri e OSS pesa la movimentazione dei pazienti.
- Rischio elettrico e incendio: autoclavi, riuniti, compressori e bombole di ossigeno o gas medicali in ambienti compatti richiedono impianti a norma e gestione delle sorgenti di innesco.
- Videoterminali e front office: la parte amministrativa e di accettazione mantiene i rischi tipici dell’ufficio.
Gli adempimenti essenziali
- DVR con trattazione specifica del rischio biologico, chimico e — se presenti apparecchi radiogeni — della radioprotezione; non è ammessa l’autocertificazione.
- Nomina RSPP: nel piccolo studio è frequente il datore di lavoro RSPP, dopo aver frequentato il corso previsto.
- Nomina del medico competente: praticamente sempre obbligatoria per la presenza di rischio biologico, con protocollo di sorveglianza sanitaria e gestione delle vaccinazioni.
- Procedura per le esposizioni accidentali: gestione della puntura, profilassi post-esposizione e registrazione, integrata con la denuncia INAIL.
- Gestione dei rifiuti sanitari a rischio infettivo, con contenitori idonei e smaltimento tracciato.
- Sterilizzazione e disinfezione: ciclo di autoclave verificato e registrato, con controllo periodico dell’efficacia.
- Formazione dei lavoratori: generale e specifica coerente col profilo di rischio (che per queste mansioni non è “basso”), più addestramento sull’uso dei DPI e dei dispositivi taglienti sicuri.
- DPI: guanti, mascherine, protezione oculare e camici, scelti e consegnati con verbale.
- Radioprotezione (se pertinente): incarico all’esperto di radioprotezione, classificazione delle zone e degli esposti, dosimetria.
- Addetti alle emergenze antincendio e primo soccorso, con verifiche degli impianti di terra secondo il DPR 462/2001.
Checklist rapida di sopralluogo
- DVR aggiornato con rischio biologico, chimico ed eventuale radiologico
- Contenitori rigidi per taglienti presenti e non colmi
- Dispositivi con meccanismo di sicurezza per aghi e lame
- Procedura scritta per la puntura accidentale, nota a tutti
- Autoclave con registro dei cicli e controllo di efficacia
- Schede di sicurezza dei prodotti chimici raccolte e accessibili
- Rifiuti sanitari separati e smaltiti con documento di tracciamento
- Sorveglianza sanitaria attiva e vaccinazioni offerte agli esposti
- Dosimetri e incarico dell’esperto di radioprotezione dove ci sono apparecchi radiogeni
- DPI disponibili, integri e consegnati con verbale
- Attestati di formazione in corso di validità per tutto il personale
Domande frequenti
Un dentista con una sola assistente deve fare il DVR?
Sì: l'obbligo di valutare i rischi scatta dal primo lavoratore subordinato o equiparato, incluse le assistenti alla poltrona e i praticanti. Lo studio non può usare l'autocertificazione (abolita) e deve redigere un DVR che tratti in modo specifico il rischio biologico; le procedure standardizzate sono ammesse solo entro i limiti previsti dalla norma.
La segretaria di uno studio medico va sottoposta a sorveglianza sanitaria?
Dipende dalla mansione reale. Chi assiste il medico, manipola strumenti o rifiuti sanitari e può entrare in contatto con sangue e liquidi biologici rientra nella sorveglianza per rischio biologico. Chi svolge solo attività amministrativa al videoterminale è valutato per i rischi d'ufficio (VDT, postura). È il medico competente, sul DVR, a definire il protocollo.
Cosa fare dopo una puntura accidentale con un ago usato?
Attivare subito la procedura di gestione dell'esposizione: far sanguinare e lavare la ferita, recarsi al pronto soccorso per la valutazione del rischio infettivo e l'eventuale profilassi, e registrare l'evento. La puntura da presidio contaminato è un infortunio sul lavoro e va denunciata all'INAIL nei termini di legge.