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Settore · ATECO 62, 63, 64, 69, 70, 82

Uffici e terziario

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Il falso mito del “tanto è solo un ufficio”

Gli uffici sono ambienti a rischio basso, non a rischio zero. I dati INAIL raccontano infortuni da cadute in piano, sforzi da movimentazione di faldoni e scatole, e una quota crescente di patologie legate a postura, videoterminali e organizzazione del lavoro. E soprattutto: gli adempimenti fondamentali del D.Lgs. 81/2008 valgono per ogni azienda con almeno un lavoratore, incluse le società di consulenza con tre dipendenti.

I rischi tipici

  • Videoterminali: affaticamento visivo e disturbi muscolo-scheletrici; sopra le venti ore settimanali scattano le tutele del Titolo VII (artt. 172-179).
  • Ergonomia della postazione: sedie, monitor, illuminazione e microclima secondo l’Allegato XXXIV.
  • Stress lavoro-correlato: la valutazione è obbligatoria anche negli uffici — spesso è proprio qui il rischio principale.
  • Elettrico e incendio: ciabatte sovraccariche, archivi cartacei, vie di esodo ingombrate; la maggior parte degli uffici ricade nel livello 1 antincendio.
  • Cadute in piano: cavi volanti, cassetti aperti, scale interne — la prima causa di infortunio in ufficio.
  • Lavoro da remoto: lo smart working sposta parte del rischio fuori dal perimetro aziendale, non le responsabilità.

Gli adempimenti essenziali

  1. DVR (anche con procedure standardizzate) comprensivo di VDT e stress lavoro-correlato.
  2. Nomina RSPP — negli uffici è frequente e legittimo il datore di lavoro RSPP.
  3. Addetti emergenze: antincendio (livello 1 nella generalità dei casi) e primo soccorso (tipicamente gruppo B o C), sempre presenti durante l’orario.
  4. Formazione lavoratori: generale + specifica a rischio basso, con aggiornamento periodico.
  5. Sorveglianza sanitaria per i videoterminalisti oltre le venti ore settimanali.
  6. Piano di emergenza e prove di evacuazione secondo la classificazione antincendio dell’attività.
  7. Verifiche impianti: messa a terra con cadenza quinquennale (DPR 462/2001).

Checklist rapida di sopralluogo

  • Postazioni VDT regolabili e conformi all’Allegato XXXIV
  • Vie di esodo libere, porte apribili, planimetrie esposte
  • Estintori segnalati, accessibili e revisionati
  • Cavi elettrici ordinati, niente prese a cascata
  • Cassetta di primo soccorso completa e nota agli addetti
  • Informativa smart working consegnata e datata
  • Attestati di formazione in corso di validità per tutti

Domande frequenti

Un ufficio con tre impiegati deve avere il DVR?

Sì: l'obbligo di valutare i rischi vale dal primo lavoratore, qualunque sia il settore. Un ufficio piccolo può usare le procedure standardizzate, ma DVR, formazione, nomina RSPP e addetti alle emergenze restano dovuti.

Chi lavora al computer ha diritto alla visita oculistica?

Chi usa il videoterminale in modo sistematico per almeno venti ore settimanali è 'videoterminalista' ai sensi dell'art. 173 e va sottoposto a sorveglianza sanitaria, con controllo della vista: periodicità quinquennale ordinaria, biennale sopra i 50 anni o su indicazione del medico.

In smart working gli obblighi di sicurezza si applicano?

Sì: al lavoro agile si applicano gli obblighi dell'art. 3, co. 10 del D.Lgs. 81/2008 e della L. 81/2017, con l'informativa scritta annuale sui rischi. Il datore di lavoro resta responsabile di attrezzature fornite, formazione e tutela INAIL, anche se la postazione è domestica.

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