Glossario
Radiazioni ionizzanti
Radiazioni ionizzanti: definizione, tipi e sorgenti, rinvio del D.Lgs. 81/2008 al D.Lgs. 101/2020, limiti di dose e categorie dei lavoratori esposti.
Le radiazioni ionizzanti sono radiazioni, elettromagnetiche o corpuscolari, con energia sufficiente a ionizzare la materia, cioè a strappare elettroni agli atomi che attraversano, con possibili danni a cellule e DNA. Il D.Lgs. 81/2008 le esclude dal Titolo VIII sugli agenti fisici: la protezione dei lavoratori è regolata dal D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101.
Tipi di radiazione e dove si incontrano
La capacità di penetrare la materia cambia molto da un tipo all’altro, e con essa le misure di protezione.
| Tipo | Natura | Penetrazione | Dove si trova sul lavoro |
|---|---|---|---|
| Alfa | particelle (nuclei di elio) | fermata da un foglio di carta; pericolosa se inalata o ingerita | radon e suoi prodotti di decadimento, alcune sorgenti sigillate |
| Beta | elettroni o positroni | fermata da pochi millimetri di plastica o alluminio | medicina nucleare, misuratori di spessore |
| Gamma e X | onde elettromagnetiche | richiede schermature in piombo o calcestruzzo | radiologia, gammagrafia industriale, controlli bagagli |
| Neutroni | particelle neutre | richiede materiali idrogenati (acqua, polietilene) | reattori, alcune sonde per misure di umidità del suolo |
Gli ambiti tipici sono sanità (radiologia, medicina nucleare, radioterapia, odontoiatria), industria (controlli non distruttivi, misuratori di livello), ricerca e, per il radon, qualunque luogo di lavoro interrato o in aree a rischio.
Perché il Testo Unico rinvia a una legge speciale
L’art. 180 del D.Lgs. 81/2008, che apre il Titolo VIII, affida la protezione dalle radiazioni ionizzanti alla normativa di settore. Oggi è il D.Lgs. 101/2020, che ha recepito la direttiva 2013/59/Euratom e sostituito il D.Lgs. 230/1995 (testo in Gazzetta Ufficiale).
Il rinvio non crea un mondo separato: il datore di lavoro resta tenuto a valutare tutti i rischi nel DVR, che per questa parte richiama la relazione dell’esperto di radioprotezione. Lo schema è quindi doppio: il D.Lgs. 81/2008 per l’organizzazione generale della prevenzione, il D.Lgs. 101/2020 per dosi, classificazioni, figure e controlli specifici.
Grandezze e limiti di dose
La grandezza di riferimento è la dose efficace, misurata in millisievert (mSv), che pesa l’energia assorbita per il tipo di radiazione e la sensibilità dei tessuti. Su questa si costruisce la classificazione:
| Categoria | Criterio (dose efficace annua che il lavoratore può ricevere) | Sorveglianza sanitaria |
|---|---|---|
| Lavoratore esposto di categoria A | superiore a 6 mSv | medico autorizzato |
| Lavoratore esposto di categoria B | superiore a 1 mSv, senza raggiungere i criteri della A | medico autorizzato o, nei casi previsti, medico competente |
| Lavoratore non esposto | non superiore a 1 mSv | nessuna sorveglianza specifica per radiazioni |
Il limite di dose efficace per i lavoratori esposti è di 20 mSv per anno solare; per il cristallino il limite equivalente è anch’esso di 20 mSv annui. Gli ambienti seguono una logica parallela: zona controllata dove si possono superare i 6 mSv annui, zona sorvegliata dove si possono superare 1 mSv.
Esempio: in una ditta di controlli non distruttivi il tecnico che esegue gammagrafie in cantiere viene di norma classificato in categoria A, porta il dosimetro personale e opera entro un’area delimitata e segnalata; il collega che prepara i referti in ufficio, lontano dalle sorgenti, può risultare non esposto. La classificazione la decide l’esperto di radioprotezione, non il datore di lavoro da solo.
Per misure, valutazione e sorveglianza nel dettaglio vedi la scheda sul rischio da radiazioni ionizzanti e, per il gas naturale, quella sul radon.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra radiazioni ionizzanti e non ionizzanti?
Dipende dall'energia. Le ionizzanti, come raggi X e gamma, hanno energia sufficiente a strappare elettroni agli atomi e a danneggiare il DNA. Le non ionizzanti, come campi elettromagnetici, radiazioni ottiche artificiali e UV solare, non ionizzano la materia e sono disciplinate dal Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008, mentre le ionizzanti seguono il D.Lgs. 101/2020.
Un dentista con un apparecchio radiografico deve applicare il D.Lgs. 101/2020?
Sì. Anche un singolo apparecchio radiogeno endorale è una sorgente soggetta al decreto: servono gli adempimenti amministrativi previsti per la pratica, la nomina dell'esperto di radioprotezione con la sua valutazione e i controlli periodici dell'apparecchio. Se dalla valutazione nessun lavoratore risulta esposto, non scattano classificazione e sorveglianza dei lavoratori esposti, ma restano gli altri obblighi.
Il radon è una radiazione ionizzante?
Il radon è un gas radioattivo naturale: decadendo emette radiazioni ionizzanti, soprattutto particelle alfa, che irradiano i polmoni quando lo si inala. Per questo la sua disciplina nei luoghi di lavoro è contenuta nel D.Lgs. 101/2020, con un livello di riferimento di 300 Bq/m³ come concentrazione media annua e obblighi di misurazione per specifici locali e attività.