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Glossario

Radon

Radon nei luoghi di lavoro: il livello di riferimento di 300 Bq/m³ del D.Lgs. 101/2020, quali locali misurare, scadenze e differenza con il limite di dose.

Il radon è un gas radioattivo naturale, incolore e inodore, che si forma nel suolo dal decadimento dell’uranio e si accumula negli ambienti chiusi, soprattutto interrati. Nei luoghi di lavoro la sua presenza si esprime come concentrazione media annua di attività in becquerel per metro cubo (Bq/m³) e il D.Lgs. 101/2020 fissa un livello di riferimento di 300 Bq/m³.

È una sorgente di radiazioni ionizzanti ed è classificato come cancerogeno per il polmone. Per questo il D.Lgs. 81/2008 non lo tratta tra gli agenti fisici: l’art. 180 rinvia per le radiazioni ionizzanti alla normativa specifica.

Livello di riferimento e limite di dose

Le due soglie si confondono spesso, ma hanno funzioni diverse.

GrandezzaValoreCosa misuraCosa comporta
Livello di riferimento300 Bq/m³ in media annuaLa concentrazione del gas nell’aria del localeSe superato, obbligo di azioni di risanamento
Dose efficace annua6 mSv all’annoLa dose ricevuta dal lavoratoreSe superata dopo il risanamento, si applica il regime di radioprotezione

Il livello di riferimento non è quindi un limite oltre il quale scatta automaticamente un illecito: è la soglia che obbliga ad agire. La dose dei lavoratori si valuta solo quando, nonostante gli interventi, la concentrazione resta alta, e la stima spetta all’esperto di radioprotezione.

Quali luoghi e con quali tempi

Il D.Lgs. 101/2020 individua quattro gruppi di luoghi di lavoro soggetti alla misurazione:

  1. luoghi di lavoro sotterranei;
  2. locali semisotterranei o al piano terra situati nelle aree prioritarie individuate dalle Regioni;
  3. tipologie specifiche di luoghi di lavoro indicate dal Piano nazionale d’azione per il radon, pubblicato nel 2024;
  4. stabilimenti termali.

La misura è affidata a un servizio di dosimetria riconosciuto, che rilascia una relazione tecnica destinata al documento di valutazione dei rischi. Per le nuove attività la prima misurazione va completata entro 24 mesi dall’inizio. Se il risultato è sotto il livello di riferimento, la misura si ripete ogni 8 anni e dopo lavori che possono modificare l’ingresso del gas, come ristrutturazioni o nuovi impianti di ventilazione. Se è sopra, il datore di lavoro adotta misure correttive con un esperto in interventi di risanamento radon e verifica l’efficacia con una nuova misurazione.

Esempio: un’azienda di logistica usa un piano interrato come archivio presidiato da due impiegati per l’intera giornata. La misura annuale dà 520 Bq/m³. L’azienda introduce subito un ricambio d’aria meccanico, affida all’esperto il progetto di sigillatura dei passaggi impiantistici e di depressurizzazione del vespaio e ripete la misura dopo gli interventi. Se il valore scende sotto i 300 Bq/m³ il caso si chiude con il nuovo ciclo di misure; se resta alto, l’esperto di radioprotezione stima le dosi.

Errori frequenti

  • Fare una misura di pochi giorni e trattarla come media annua: il gas varia molto tra stagioni e tra giorno e notte.
  • Escludere i locali interrati perché «non sono postazioni fisse», senza verificare quante ore vi passano davvero i lavoratori.
  • Non aggiornare la relazione dopo una ristrutturazione che ha cambiato pavimenti, impianti o ricambi d’aria.

Misure di risanamento e sorveglianza sono descritte nella scheda sul rischio radon. Scadenze e obblighi sono riepilogati anche nel materiale informativo di ATS Brescia sul radon nei luoghi di lavoro; il rinvio dell’art. 180 è nel D.Lgs. 81/2008 consolidato su Normattiva.

Domande frequenti

  • Il radon va misurato anche in un ufficio al primo piano?

    Di regola no. L'obbligo riguarda i luoghi di lavoro sotterranei, i locali semisotterranei o al piano terra situati nelle aree prioritarie, le tipologie indicate dal Piano nazionale d'azione e gli stabilimenti termali. Un ufficio ai piani superiori fuori da queste categorie non rientra nell'obbligo, anche se il datore di lavoro può comunque scegliere di misurare se ha elementi per sospettare un accumulo.

  • Si può misurare il radon con un rilevatore elettronico acquistato online?

    Per adempiere all'obbligo no. Il D.Lgs. 101/2020 chiede misure della concentrazione media annua eseguite da servizi di dosimetria riconosciuti, che rilasciano una relazione tecnica da allegare al DVR. Un monitor in continuo è utile per capire come varia il gas nel corso della giornata o per verificare l'effetto di una ventilazione, ma non sostituisce la misura annuale.

  • Chi ha il locale interrato in affitto deve misurare il radon o tocca al proprietario?

    L'obbligo è del datore di lavoro che vi svolge l'attività, non del proprietario dell'immobile. Il contratto di locazione può prevedere chi sostiene i costi degli interventi edilizi di risanamento, ma la misurazione, la sua registrazione nel DVR e le misure organizzative restano in capo all'esercente dell'attività.