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Sport e palestre

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Ambienti aperti al pubblico, dove il rischio non è solo dei lavoratori

Palestre, piscine, centri fitness e impianti sportivi hanno una particolarità: convivono ogni giorno lavoratori (istruttori, addetti alla reception, personale di pulizia e manutenzione) e un pubblico numeroso che frequenta spazi umidi, affollati e ricchi di attrezzature. Per il gestore questo significa applicare il D.Lgs. 81/2008 verso i propri lavoratori e, al tempo stesso, garantire la sicurezza degli ambienti e degli impianti nei confronti di soci e clienti. I due piani si intrecciano: una rete idrica mal gestita o un quadro elettrico in ambiente umido mettono a rischio entrambi.

I rischi tipici

  • Legionella: è il rischio biologico più caratteristico del comparto. Docce, soffioni, serbatoi, vasche idromassaggio e impianti di condizionamento sono i punti critici, soprattutto dopo periodi di inutilizzo. Richiede un piano di autocontrollo con manutenzione, flussaggi e campionamenti periodici.
  • Scivolamenti e cadute in piano: pavimenti bagnati nei bordi vasca, spogliatoi e docce sono la prima causa di infortunio quotidiano, sia per il personale sia per gli utenti. Fondamentali le pavimentazioni antisdrucciolo, il drenaggio e la segnaletica.
  • Rischio elettrico: la combinazione di acqua, umidità e apparecchiature (attrezzi motorizzati, saune, impianti di trattamento acqua) impone impianti a regola d’arte e verifiche periodiche dell’impianto di terra.
  • Movimentazione manuale dei carichi: spostamento di dischi, manubri, materassini e attrezzi, ma anche assistenza fisica agli utenti durante gli esercizi.
  • Rischio chimico: prodotti per il trattamento dell’acqua di piscina (cloro, riduttori di pH), sanificanti e detergenti concentrati usati dal personale di pulizia.
  • Incendio: locali affollati, impianti tecnologici e, in alcuni casi, presenza contemporanea di molte persone rendono centrale la gestione delle vie di esodo e dell’evacuazione.
  • Emergenze sanitarie e stress lavoro-correlato: lo sforzo fisico degli utenti può generare malori improvvisi, mentre il personale è esposto a orari prolungati, turni serali e gestione del pubblico.

Gli adempimenti essenziali

Oltre agli obblighi comuni a ogni azienda (DVR, nomina dell’RSPP, informazione e formazione, sorveglianza sanitaria quando prevista, designazione degli addetti alle emergenze), l’impianto sportivo ha alcune priorità proprie.

  1. Valutazione del rischio legionella con piano di autocontrollo, manutenzione della rete idrica e registrazione degli interventi, secondo le linee guida nazionali di riferimento.
  2. Valutazione del rischio chimico per i prodotti di trattamento acqua e pulizia, con lettura delle schede di sicurezza e corretto stoccaggio in locali dedicati.
  3. Idoneità dei luoghi di lavoro ai requisiti dell’art. 63 e dell’Allegato IV: aerazione, microclima, illuminazione, spogliatoi e servizi igienici adeguati.
  4. Verifiche dell’impianto elettrico e di terra, particolarmente importanti negli ambienti umidi: consulta la guida sulle verifiche dell’impianto di terra.
  5. Gestione delle emergenze: piano di emergenza ed evacuazione, presidi antincendio e organizzazione del primo soccorso.
  6. Defibrillatore (DAE): la disciplina di settore prevede la dotazione del dispositivo e la presenza di personale formato durante le attività; leggi la guida sul defibrillatore in azienda e verifica la norma di riferimento per la tua struttura.

Gli obblighi generali del datore di lavoro restano quelli dell’art. 18, mentre l’obbligo di formazione dei lavoratori discende dall’art. 37. Per gli importi delle sanzioni e i termini procedurali fai sempre riferimento al testo di legge aggiornato e alle indicazioni degli organi di vigilanza.

DPI e dispositivi

Il rischio infortunistico del personale è generalmente moderato, ma alcune mansioni richiedono protezioni specifiche: guanti resistenti agli agenti chimici e protezione delle vie respiratorie per chi manipola i prodotti di trattamento acqua e i sanificanti concentrati; calzature con suola antiscivolo per chi opera a bordo vasca e negli spogliatoi; guanti e presidi monouso per gli addetti al primo soccorso. La scelta va sempre giustificata nel DVR e i DPI consegnati con verbale.

Formazione

  • Formazione generale e specifica dei lavoratori secondo l’Accordo Stato-Regioni, con livello di rischio coerente con l’attività svolta.
  • Formazione degli addetti al primo soccorso e uso del defibrillatore, cuore della gestione dei malori durante l’attività fisica.
  • Formazione antincendio adeguata al livello di rischio e alla presenza di pubblico.
  • Informazione degli utenti sul corretto uso delle attrezzature e sulle norme di comportamento, che integra (ma non sostituisce) la formazione dei lavoratori.

Checklist rapida di sopralluogo

  • DVR aggiornato, con valutazione specifica di legionella e rischio chimico
  • Piano di autocontrollo legionella con registro di manutenzione e flussaggi
  • Pavimentazioni antiscivolo integre a bordo vasca, docce e spogliatoi
  • Impianto elettrico e di terra verificati, quadri protetti negli ambienti umidi
  • Schede di sicurezza dei prodotti chimici disponibili e stoccaggio corretto
  • Vie di esodo libere, illuminazione di emergenza e presidi antincendio efficienti
  • Piano di emergenza affisso e addetti alle emergenze designati e formati
  • Defibrillatore presente, manutenuto e personale abilitato al suo uso
  • Attestati di formazione dei lavoratori validi e aggiornati
  • DPI consegnati agli addetti a pulizie e trattamento acqua

Domande frequenti

  • Una palestra deve avere il defibrillatore?

    Gli impianti e le associazioni sportive rientrano tra le realtà per cui la normativa sulla dotazione e l'uso dei defibrillatori (DAE) prevede obblighi specifici, distinti da quelli generali del Testo Unico. Occorre garantire la presenza del dispositivo e di personale formato al suo utilizzo durante le attività: verifica sulla fonte ufficiale i termini e le eccezioni previste per la tua tipologia di struttura.

  • Il rischio legionella riguarda anche una palestra senza piscina?

    Sì. La legionella si sviluppa negli impianti idrici con acqua stagnante o tiepida, quindi docce poco usate, soffioni, serbatoi e reti sanitarie di spogliatoi e centri benessere sono ambienti a rischio anche in assenza di piscina. Il datore di lavoro deve valutare il rischio e adottare un piano di controllo con campionamenti e manutenzione programmata.

  • Gli istruttori a partita IVA sono lavoratori ai fini della sicurezza?

    Dipende dal rapporto reale con la struttura. Un istruttore autonomo che opera nei locali della palestra ha comunque obblighi di cooperazione e coordinamento con il gestore, mentre chi è inquadrato come collaboratore o dipendente è a tutti gli effetti un lavoratore da formare, informare e sottoporre alla sorveglianza sanitaria quando prevista. Vanno analizzati il contratto e le modalità concrete di svolgimento dell'attività.