Guida · Formazione · 10 min di lettura
Formazione BLSD e uso del defibrillatore
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Un arresto cardiaco improvviso non aspetta l’ambulanza: la probabilità di sopravvivenza cala di circa il dieci per cento per ogni minuto senza defibrillazione. Per questo la vera misura di sicurezza non è il defibrillatore appeso alla parete, ma la presenza di persone addestrate a riconoscere l’emergenza e ad agire. La formazione BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) è ciò che trasforma un apparecchio in una catena della sopravvivenza funzionante. Vediamo come impostarla in azienda.
Passo 1 — Colloca la formazione nel quadro normativo giusto
La gestione delle emergenze e del primo soccorso è un obbligo del datore di lavoro: deve designare i lavoratori incaricati e garantirne la formazione (art. 18, art. 43 e art. 45 del D.Lgs. 81/2008), con l’organizzazione del primo soccorso disciplinata dal DM 388/2003 in funzione del gruppo di appartenenza (A, B o C). L’uso del defibrillatore ha una cornice propria: la Legge 116/2021 ne ha esteso l’impiego in ambiente extraospedaliero anche al personale non sanitario. Il BLSD è quindi una formazione aggiuntiva e complementare rispetto al corso di primo soccorso, non un suo sostituto.
Passo 2 — Decidi chi formare
Prima ancora di prenotare un corso, individua le persone. La scelta ricade in genere sugli addetti al primo soccorso già designati, ma conviene ragionare sulla copertura reale: turni, sedi distaccate, orari serali, ferie. Un solo addetto formato non basta se lavora su tre turni. Regola pratica: garantire in ogni momento e in ogni luogo di lavoro almeno una persona abilitata raggiungibile in pochi minuti dal punto in cui è collocato il DAE.
Passo 3 — Scegli il corso e il centro erogatore
Il corso BLSD per esecutori laici dura mediamente cinque ore ed è a forte componente pratica: la teoria da sola non abilita. Deve essere erogato da un centro di formazione accreditato secondo le indicazioni regionali e le linee guida delle società scientifiche (Italian Resuscitation Council ed European Resuscitation Council). Al termine viene rilasciato un attestato di esecutore BLSD con indicazione della data e della scadenza. Verifica sempre questi elementi: un attestato senza centro erogatore identificabile e senza scadenza non offre garanzie.
Passo 4 — Cosa deve contenere il corso
Un corso BLSD serio addestra sulla sequenza completa, con manichino e DAE didattico:
- riconoscimento dell’arresto e valutazione della sicurezza della scena;
- allarme precoce al 112/118 e reperimento del defibrillatore;
- rianimazione cardiopolmonare di qualità (compressioni toraciche e ventilazioni);
- uso del DAE: accensione, posizionamento degli elettrodi, analisi del ritmo, erogazione della scarica in sicurezza;
- gestione delle situazioni particolari (bambino, ambiente bagnato, presenza di pacemaker) e disostruzione delle vie aeree.
L’obiettivo non è memorizzare nozioni ma acquisire automatismi che reggano sotto stress.
Passo 5 — Integra il DAE nel piano di emergenza
La formazione va calata nell’organizzazione. Nel piano di emergenza ed evacuazione indica la posizione del defibrillatore, il percorso più rapido per raggiungerlo e i nominativi degli abilitati per turno. Il DAE deve essere segnalato con cartellonistica dedicata, collocato in un punto accessibile e non chiuso a chiave, e sottoposto ai controlli periodici raccomandati dal fabbricante (stato di batteria ed elettrodi, con verifica delle relative scadenze). Coordina il tutto con la dotazione della cassetta di primo soccorso: forbici, rasoio monouso e telo per asciugare il torace rendono più rapido l’uso dell’apparecchio.
Passo 6 — Programma l’aggiornamento
Le competenze BLSD si perdono in fretta se non praticate. Le linee guida di riferimento prevedono un retraining periodico, di norma con cadenza biennale, per rinnovare l’abilitazione. Riporta la scadenza di ciascun esecutore nello scadenzario formativo aziendale, insieme all’aggiornamento del primo soccorso, così da non arrivare mai con addetti scaduti. Nelle realtà più grandi o multi-sede, dove serve una copertura strutturata, vale la pena definire una procedura dedicata come per l’organizzazione del primo soccorso nelle grandi aziende.
Un errore da evitare
Il difetto più comune non è l’assenza del defibrillatore, ma la sua “adozione simbolica”: apparecchio installato, foto sul sito, e nessuno formato o con abilitazione scaduta. In caso di controllo, ciò che conta è dimostrare la designazione degli addetti, gli attestati validi e l’integrazione del DAE nel piano di emergenza. La mancata formazione degli incaricati della gestione delle emergenze è sanzionata dal D.Lgs. 81/2008 (obblighi in capo al datore di lavoro e al dirigente): per l’entità e la fattispecie esatta si rinvia al testo dell’articolo sanzionatorio vigente. Ma il punto vero è un altro: senza addetti pronti, quel defibrillatore resta un oggetto decorativo proprio nel momento in cui servirebbe una vita.
Domande frequenti
Serve la formazione BLSD per usare un defibrillatore in azienda?
Per l'uso in emergenza il defibrillatore semiautomatico può essere impiegato anche da chi non è formato, perché la Legge 116/2021 ne consente l'utilizzo in ambiente extraospedaliero anche a personale non sanitario privo di formazione, in condizioni di necessità. Tuttavia, dove l'azienda installa un DAE e lo integra nel proprio sistema di emergenza, la scelta corretta è formare gli addetti con un corso BLSD: interviene chi sa riconoscere l'arresto, avviare il massaggio e usare l'apparecchio senza esitazioni.
Ogni quanto va rinnovata l'abilitazione BLSD?
Il certificato di esecutore BLSD ha una validità limitata nel tempo: le linee guida di riferimento (IRC/ERC) prevedono un retraining periodico, di norma biennale, per mantenere le competenze pratiche. Verifica la scadenza indicata sull'attestato rilasciato dal centro di formazione e inseriscila nello scadenzario aziendale insieme agli altri aggiornamenti.
Chi può tenere un corso BLSD valido?
I corsi BLSD con rilascio di attestato di esecutore sono erogati da centri di formazione accreditati secondo le indicazioni regionali e le linee guida delle società scientifiche di riferimento (come l'Italian Resuscitation Council). Diffida dei corsi improvvisati: l'attestato deve indicare il centro erogatore, la data e la scadenza.