Guida · Valutazioni · 11 min di lettura
Sicurezza nelle operazioni di saldatura
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
La saldatura concentra in un solo gesto quasi tutte le famiglie di rischio: chimico e cancerogeno per i fumi, fisico per radiazioni e rumore, elettrico per l’arco, di incendio ed esplosione per il calore e i gas. Trattarla come “un’attrezzatura in più” nel DVR è l’errore tipico. Ecco come costruire una valutazione e una gestione che reggano davvero.
Passo 1 — Inquadra la saldatura nel DVR come rischio multiplo
La valutazione dei rischi (art. 28) deve trattare la saldatura come attività a rischi combinati, non come singolo pericolo. Per ogni postazione e procedimento (elettrodo rivestito, MIG/MAG, TIG, ossiacetilenica) censisci i materiali base e d’apporto, i rivestimenti e i gas impiegati. Il procedimento e il materiale cambiano completamente il profilo di rischio: saldare acciaio dolce all’aperto non è saldare inox in officina chiusa.
Passo 2 — Valuta i fumi come agente chimico (e spesso cancerogeno)
I fumi di saldatura sono classificati dallo IARC come cancerogeni per l’uomo (gruppo 1). Il primo livello di valutazione segue il rischio chimico del Capo I del Titolo IX (artt. 223–224), come per ogni agente chimico pericoloso. Ma quando si saldano acciai inossidabili, materiali zincati o verniciati si sviluppano cromo esavalente e nichel: agenti cancerogeni che fanno scattare gli obblighi più severi del Capo II (artt. 236–237) — sostituzione ove possibile, riduzione al minimo dell’esposizione, misura, registro degli esposti e sorveglianza sanitaria. La misura tecnica cardine è l’aspirazione localizzata alla fonte (torce aspirate, bracci aspiranti, banchi ventilati): la ventilazione generale del locale non basta.
Passo 3 — Proteggi occhi e pelle dalle radiazioni dell’arco
L’arco elettrico emette radiazioni ottiche artificiali intense — ultravioletto e infrarosso — che causano congiuntiviti (il classico “colpo d’arco”), lesioni corneali e, sulla pelle, eritemi simili a scottature. Servono schermi facciali con filtro del grado di protezione adeguato al procedimento e alla corrente, protezione degli astanti con schermi o tende, e indumenti che coprano completamente la pelle. Le maschere autooscuranti vanno scelte e verificate: un filtro inadeguato è pericoloso quanto la loro assenza.
Passo 4 — Gestisci gas tecnici, incendio ed esplosione
La saldatura è per definizione un lavoro a caldo. Scintille e proiezioni di materiale incandescente (ustioni, incendio) possono innescare incendi anche a metri di distanza e ore dopo la fine del lavoro. Se usi bombole di gas compressi (ossigeno, acetilene, gas di protezione), la loro gestione in sicurezza — stoccaggio, trasporto, valvole, riduttori e valvole antiritorno di fiamma — è parte integrante della valutazione, per il rischio da bombole e gas compressi. Rimuovi o proteggi i materiali combustibili nel raggio d’azione, tieni un estintore a portata di mano e prevedi una sorveglianza dell’area dopo la fine delle operazioni.
Passo 5 — Autorizza il lavoro a caldo con un permesso
Fuori dalla postazione fissa attrezzata, la saldatura va autorizzata caso per caso con un permesso di lavoro a caldo: un documento che, prima dell’inizio, verifica la bonifica dell’area, l’assenza di atmosfere infiammabili o esplosive, la disponibilità dei presidi antincendio e la sorveglianza successiva. È particolarmente critico su serbatoi, tubazioni e recipienti che hanno contenuto sostanze infiammabili. Quando la saldatura avviene in un spazio confinato — cisterne, pozzetti, silos — si applica in aggiunta la procedura del DPR 177/2011, con qualificazione dell’impresa, monitoraggio dell’atmosfera e presidio esterno.
Passo 6 — Non dimenticare rumore, rischio elettrico e amianto
La molatura e la scriccatura associate alla saldatura possono esporre a livelli di rumore che richiedono una valutazione specifica e otoprotettori. L’alimentazione dell’arco comporta rischio elettrico: cavi integri, masse a terra e attrezzature conformi. Attenzione infine agli interventi a caldo su strutture e impianti datati: tagliare o saldare può disturbare materiali contenenti amianto. In quel caso scatta la valutazione del rischio amianto, oggi disciplinata dal Capo III del Titolo IX riformato dal D.Lgs. 213/2025 (in vigore dal 24 gennaio 2026), che ha abbassato il valore limite di esposizione e introdotto l’Allegato XLIII-ter con i criteri tecnici aggiornati.
Passo 7 — Attrezzature conformi, DPI e formazione
Saldatrici e attrezzature vanno scelte, usate e mantenute secondo il Titolo III, con verifica della conformità e manutenzione documentata. I DPI — schermo, guanti da saldatore, indumenti resistenti al calore, calzature e soprattutto la protezione delle vie respiratorie contro i fumi — vanno individuati e consegnati secondo l’art. 77, con la corretta procedura di scelta e gestione. Il saldatore va informato, formato e addestrato sui rischi della mansione e sull’uso dei dispositivi.
Checklist operativa della saldatura in sicurezza
- Procedimenti e materiali censiti nel DVR, con distinzione tra rischio chimico e cancerogeno
- Aspirazione localizzata dei fumi alla fonte, verificata ed efficiente
- Schermo con filtro adeguato e protezione di astanti e pelle dalle radiazioni dell’arco
- Gestione delle bombole: stoccaggio, valvole antiritorno, riduttori, trasporto
- Permesso di lavoro a caldo per operazioni fuori postazione, su recipienti o in spazi confinati
- Materiali combustibili rimossi/protetti, estintore presente, sorveglianza post-operazione
- Valutazione di rumore, rischio elettrico ed eventuale presenza di amianto
- DPI consegnati e addestramento, sorveglianza sanitaria per gli esposti
Domande frequenti
I fumi di saldatura sono cancerogeni?
Sì. Lo IARC classifica i fumi di saldatura come cancerogeni per l'uomo (gruppo 1). Per questo la valutazione non può fermarsi al rischio chimico generico: quando si saldano acciai inossidabili o materiali rivestiti si sviluppano cromo esavalente e nichel, agenti cancerogeni che ricadono nel Capo II del Titolo IX, con obblighi rafforzati di sostituzione, misura dell'esposizione, registro degli esposti e sorveglianza sanitaria.
Serve un permesso di lavoro per saldare?
Quando la saldatura si svolge fuori da una postazione fissa attrezzata — in reparto, su impianti, in cantiere o in spazi confinati — il lavoro a caldo va autorizzato con un permesso di lavoro che verifichi bonifica dell'area, assenza di atmosfere infiammabili, presidi antincendio e sorveglianza post-operazione. È una misura organizzativa, non un modulo formale: serve a evitare l'innesco di incendi ed esplosioni.
Che formazione deve avere il saldatore?
Oltre alla formazione generale e specifica dei lavoratori e all'informazione sui rischi della mansione, il saldatore va addestrato all'uso in sicurezza dell'attrezzatura e dei DPI, in particolare quelli delle vie respiratorie e i DPI di terza categoria. Le qualifiche di procedimento (es. patentini di saldatura secondo le norme tecniche) attestano la capacità tecnica, ma non sostituiscono la formazione sulla sicurezza.