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Guida · Emergenze · 10 min di lettura

Piano di emergenza per le piccole attività (livello 1)

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Le micro e piccole attività a rischio incendio basso — un ufficio, un negozio, un piccolo laboratorio — non hanno bisogno del piano di emergenza corposo di un capannone industriale, ma non sono affatto esentate dal gestire le emergenze. Vediamo come costruire un piano proporzionato al livello 1, senza copiare modelli sovradimensionati né sottovalutare gli obblighi minimi.

Passo 1 — Parti dalla valutazione del rischio incendio

Il piano di emergenza non nasce dal nulla: è la conseguenza della valutazione del rischio incendio, che ogni datore di lavoro deve svolgere ai sensi dell’art. 46 del D.Lgs. 81/2008 e dei decreti attuativi. Il DM 3/9/2021 — il minicodice — ha superato le vecchie categorie basso/medio/elevato introducendo tre livelli di rischio (1, 2 e 3). Il livello 1 individua le attività con rischio incendio più contenuto: è da qui che discendono sia le misure di gestione dell’emergenza, sia la formazione antincendio da erogare agli addetti.

Prima di scrivere qualunque cosa, quindi, serve avere chiaro l’esito della valutazione: se l’attività è correttamente classificabile come livello 1, il piano potrà essere snello; se emergono elementi di rischio maggiori, il livello sale e con esso gli adempimenti.

Passo 2 — Verifica se il piano scritto è obbligatorio

Non tutte le piccole attività devono redigere un piano di emergenza in forma di documento articolato. Il DM 2/9/2021, che disciplina la gestione della sicurezza antincendio in esercizio, prevede il piano di emergenza scritto per i luoghi di lavoro dove sono occupati almeno dieci lavoratori e per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi dei Vigili del fuoco.

Al di sotto di questa soglia, e per le attività non soggette, resta comunque l’obbligo di adottare le misure organizzative e gestionali necessarie ad affrontare l’emergenza: designazione degli addetti, mezzi di estinzione, vie di esodo praticabili, istruzioni al personale. In pratica anche la piccola attività non tenuta al piano formale deve poter dimostrare di sapere cosa fare in caso di incendio o di altra emergenza. Redigere comunque un documento sintetico è la scelta più prudente e ordinata: chiarisce i ruoli e regge meglio a un controllo.

Passo 3 — Designa gli addetti alle emergenze

L’art. 18 impone al datore di lavoro di designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, evacuazione ed emergenza, e di primo soccorso. Anche nell’attività più piccola questi ruoli non possono restare vuoti: nei casi previsti dalla legge il datore di lavoro può svolgerli direttamente, ma la designazione e la relativa formazione devono comunque esistere.

Per il livello 1 gli addetti antincendio seguono il corso di livello 1 previsto dal DM 2/9/2021; gli addetti al primo soccorso seguono il corso corrispondente al gruppo di appartenenza dell’azienda. Approfondisci come formalizzare le nomine nella guida sulla designazione degli addetti.

Passo 4 — Scrivi le procedure essenziali

Il cuore del piano, anche in versione snella, sono le procedure operative. Per un’attività di livello 1 bastano pochi punti, purché concreti:

  • allarme: chi dà l’allarme e come (a voce, con un pulsante, con un dispositivo acustico) e chi chiama i soccorsi esterni;
  • primo intervento: chi utilizza gli estintori sul principio di incendio, e il limite oltre il quale si rinuncia e si evacua;
  • evacuazione: percorsi di esodo, punto di raccolta esterno, conta delle persone presenti (compresi clienti e visitatori);
  • soccorsi: modalità di attesa e accoglienza dei Vigili del fuoco o del 118, con le informazioni da fornire;
  • soggetti vulnerabili: come assistere eventuali persone con difficoltà motorie o sensoriali.

Le procedure vanno tradotte in istruzioni sintetiche affisse nei punti utili e comunicate a tutti i lavoratori. Un foglio chiaro attaccato vicino all’uscita vale più di venti pagine che nessuno ha letto.

Passo 5 — Predisponi mezzi, segnaletica e presidi

Il piano funziona solo se l’ambiente è predisposto. Verifica che le vie di esodo siano libere e correttamente segnalate, che l’illuminazione di emergenza sia presente dove serve, che gli estintori siano in numero adeguato e regolarmente controllati, e che sia disponibile la cassetta di primo soccorso con il contenuto minimo previsto per il gruppo dell’azienda. Tutti i presidi antincendio devono essere sottoposti ai controlli periodici e annotati nel registro dei controlli antincendio.

Passo 6 — Informa, addestra e prova

Un piano che resta nel cassetto non protegge nessuno. I lavoratori vanno informati sui contenuti del piano e sul comportamento da tenere; gli addetti vanno formati e, dove opportuno, addestrati all’uso dei mezzi. Le prove pratiche — anche semplici, in una piccola attività — servono a scoprire cosa non funziona: una porta che si apre nel verso sbagliato, un percorso ostruito, un punto di raccolta scomodo. Vedi come organizzarle nella guida al piano di emergenza ed evacuazione.

Checklist per la piccola attività (livello 1)

  • Valutazione del rischio incendio aggiornata, con livello 1 confermato
  • Verifica dell’obbligo o meno del piano scritto (soglia occupanti e attività soggette)
  • Addetti antincendio ed emergenza designati e formati (livello 1)
  • Addetti al primo soccorso designati e formati per il gruppo dell’azienda
  • Procedure di allarme, primo intervento, evacuazione e chiamata dei soccorsi
  • Vie di esodo libere, segnalate e illuminate; estintori controllati
  • Cassetta di primo soccorso con contenuto minimo
  • Istruzioni sintetiche affisse e comunicate ai lavoratori
  • Prove pratiche svolte e verbalizzate
  • Registro dei controlli antincendio aggiornato

Domande frequenti

  • Un ufficio con tre dipendenti deve avere il piano di emergenza scritto?

    Dipende dal risultato della valutazione del rischio incendio. Per i luoghi di lavoro dove sono occupati meno di dieci lavoratori e che non rientrano tra le attività soggette al controllo dei Vigili del fuoco, il DM 2/9/2021 non impone il piano di emergenza in forma di documento articolato: restano però obbligatorie la valutazione, la designazione degli addetti e le misure minime di gestione dell'emergenza. Sopra questa soglia, o per le attività soggette, il piano scritto è dovuto.

  • Cosa significa attività a rischio incendio di livello 1?

    È il livello più basso della classificazione introdotta dal DM 3/9/2021 (il cosiddetto minicodice), che ha sostituito le vecchie categorie basso/medio/elevato. Un'attività di livello 1 presenta un rischio incendio limitato per probabilità di innesco e conseguenze attese: a questo livello corrispondono misure di gestione più snelle e la formazione antincendio di livello 1 per gli addetti.

  • Ogni quanto va aggiornato il piano di emergenza?

    Non c'è una scadenza fissa: si aggiorna ogni volta che cambiano i presupposti, ad esempio una modifica dei locali, del ciclo produttivo, del numero di occupanti o degli esiti delle prove pratiche. Le prove di evacuazione periodiche servono proprio a verificare se il piano regge la realtà, e vanno verbalizzate.