Guida · Formazione · 9 min di lettura
L’aggiornamento della formazione antincendio
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Designare gli addetti antincendio non basta: la loro formazione va tenuta viva nel tempo. L’art. 37, co. 9 del D.Lgs. 81/2008 impone che i lavoratori incaricati della gestione delle emergenze ricevano una formazione adeguata e specifica e un aggiornamento periodico. Dopo l’entrata in vigore del DM 2 settembre 2021, che ha sostituito il vecchio impianto del DM 10/3/1998, l’aggiornamento è una scadenza da presidiare come tutte le altre. Vediamo come gestirla senza cadere in non conformità.
Passo 1 — Individua chi è soggetto all’obbligo
L’aggiornamento riguarda i lavoratori che il datore di lavoro ha designato come addetti antincendio ai sensi dell’art. 18, co. 1, lett. b). Non è una formazione generica per tutti: è mirata a chi compone la squadra di gestione del rischio incendio ed emergenza. Prima di programmare i corsi, tieni un elenco nominativo aggiornato degli addetti alle emergenze, con la data della loro formazione iniziale: è da lì che decorre l’aggiornamento.
Passo 2 — Verifica il livello di corso corretto
Il DM 2/9/2021 articola la formazione degli addetti su tre livelli, correlati alla classificazione del rischio incendio del DM 3 settembre 2021:
- Livello 1 — attività a rischio d’incendio basso;
- Livello 2 — attività a rischio d’incendio medio;
- Livello 3 — attività a rischio d’incendio alto.
L’aggiornamento deve essere coerente con il livello dell’attività: se la valutazione del rischio è cambiata (nuovo reparto, aumento dei carichi d’incendio, cambio di destinazione d’uso), potrebbe servire un livello diverso da quello del corso iniziale. Approfondisci l’articolazione dei percorsi nella guida dedicata al corso antincendio per livelli.
Passo 3 — Programma la scadenza sullo scadenzario
Durata e periodicità dell’aggiornamento sono stabilite dall’allegato III del DM 2/9/2021, in misura differenziata per livello. Non affidarti a numeri “sentiti dire” o a prassi legate al decreto abrogato: leggi la cadenza vigente direttamente sull’allegato e trascrivila nel tuo scadenzario formativo. Programma il corso prima della scadenza, non il giorno dopo: tra disponibilità dei docenti, esercitazioni pratiche e turni del personale serve margine.
Passo 4 — Scegli un soggetto formatore idoneo
L’aggiornamento antincendio deve essere erogato da soggetti formatori riconosciuti secondo quanto previsto dalla normativa di prevenzione incendi richiamata dall’art. 46. Verifica che il programma comprenda la parte teorica e, soprattutto, le esercitazioni pratiche (uso dell’estintore portatile e, dove pertinente, degli idranti). Un aggiornamento tutto in aula, senza prova pratica, non è coerente con la finalità della formazione degli addetti.
Passo 5 — Documenta e archivia
Al termine del corso raccogli l’attestato di aggiornamento di ciascun addetto, con data, contenuti e ore svolte, e archivialo nel fascicolo formativo del lavoratore e nel registro della formazione aziendale. L’attestato è la prova che, in sede di controllo o dopo un infortunio, dimostra l’adempimento: senza carta, per l’ispettore la formazione non è avvenuta. Coordina questi documenti con quelli tecnici della gestione della sicurezza antincendio e con il registro dei controlli antincendio, così da avere un quadro unico e coerente.
Passo 6 — Rivaluta a ogni cambiamento
L’aggiornamento non è solo una scadenza a calendario. Va anticipato quando cambia qualcosa di rilevante: modifica del ciclo produttivo, nuova valutazione del rischio incendio, introduzione di sostanze o lavorazioni pericolose, esito critico di una prova di evacuazione, turnover degli addetti. In questi casi la formazione va integrata a prescindere dalla scadenza ordinaria, perché la squadra deve essere allineata alla situazione reale dell’azienda, non a quella di anni prima.
Cosa rischi se non aggiorni
Un addetto designato ma con formazione scaduta espone il datore di lavoro alla contestazione di formazione non adeguata ai sensi dell’art. 37. L’importo esatto delle sanzioni e le eventuali conseguenze penali dipendono dalla fattispecie e dagli esiti: per il quadro sanzionatorio applicabile fai riferimento alle norme sanzionatorie del Testo Unico, senza affidarti a cifre generiche. Il punto pratico è un altro: una squadra di emergenza non aggiornata è un rischio concreto il giorno in cui serve davvero.
Checklist dell’aggiornamento antincendio
- Elenco nominativo aggiornato degli addetti antincendio con data della formazione iniziale
- Livello di corso coerente con la classificazione del rischio incendio attuale
- Scadenze di aggiornamento riportate nello scadenzario, con congruo anticipo
- Soggetto formatore idoneo e programma con esercitazioni pratiche
- Attestati archiviati nel fascicolo del lavoratore e nel registro formazione
- Aggiornamento anticipato in caso di modifiche significative dell’attività
Domande frequenti
Ogni quanto va aggiornata la formazione antincendio?
La periodicità e la durata dell'aggiornamento sono fissate dall'allegato III del DM 2 settembre 2021, in modo differenziato per livello di rischio (1, 2 e 3). Non basarti su prassi risalenti al vecchio DM 10/3/1998: verifica la cadenza vigente sul decreto e riportala nello scadenzario aziendale.
Se un addetto salta l'aggiornamento perde la qualifica?
L'addetto resta designato, ma la sua formazione non è più conforme: in caso di controllo o infortunio il datore di lavoro risponde di formazione non adeguata ai sensi dell'art. 37. Vai in non conformità finché non recuperi il corso di aggiornamento, quindi la scadenza va presidiata come le altre.
L'aggiornamento antincendio si può fare in e-learning?
La parte teorica può prevedere modalità a distanza secondo quanto ammesso dal DM 2/9/2021, ma le esercitazioni pratiche (uso dell'estintore, prova sull'idrante ove previsto) richiedono la presenza. Verifica sempre l'articolazione del corso proposto dal soggetto formatore.