Salta al contenuto
TUS

Guida · Emergenze · 11 min di lettura

Emergenza alluvione: piano e comportamenti

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

L’alluvione non è più uno scenario da relegare alle zone di golena: eventi di pioggia intensa e concentrata allagano capannoni, seminterrati e piani terra anche in aree che non avevano mai avuto problemi. Il punto non è prevedere il singolo temporale, ma avere una procedura pronta prima che l’acqua arrivi. Vediamo come costruirla e, soprattutto, come farla funzionare.

Passo 1 — Valuta se il rischio ti riguarda davvero

Il primo passo è dentro il DVR: l’alluvione è uno degli eventi atmosferici estremi da considerare quando la collocazione dell’azienda lo giustifica. Verifica la pericolosità idraulica del sito sulle mappe del Piano di Assetto Idrogeologico, la vicinanza a fiumi, torrenti o canali, la quota rispetto alla strada, la presenza di locali interrati e la storia degli allagamenti pregressi. Se il rischio è concreto, l’obbligo di pianificare le emergenze previsto dall’art. 18 e dall’art. 43 impone di trattarlo nel piano di emergenza, non di ignorarlo perché “non è incendio”.

Passo 2 — Definisci l’allertamento e le soglie

Un piano alluvione vive o muore sul preavviso. Individua le fonti ufficiali — gli avvisi di criticità idrogeologica e idraulica della Protezione Civile regionale, i bollettini di allerta (verde, gialla, arancione, rossa), le eventuali comunicazioni del Comune — e associa a ogni livello un’azione concreta:

  • allerta gialla: verifica dei presidi, controllo di caditoie e paratie, briefing agli addetti;
  • allerta arancione: messa al riparo di materiali e documenti nei locali bassi, spostamento dei mezzi in quota, sospensione delle lavorazioni all’aperto o nei seminterrati;
  • allerta rossa: attivazione della procedura di evacuazione o di messa in sicurezza, sospensione dell’attività.

Stabilisci chi riceve gli avvisi, chi ha l’autorità di dichiarare l’emergenza e con quali canali si diffonde l’ordine (megafono, sirena, messaggistica interna).

Passo 3 — Metti in sicurezza impianti e attrezzature

L’acqua e l’elettricità sono la combinazione più pericolosa di un allagamento. Prevedi la procedura per togliere tensione ai quadri e alle utenze dei locali a rischio prima che l’acqua li raggiunga: la manovra la esegue solo personale idoneo, secondo le regole della norma CEI 11-27, mai a mani nude in un locale già bagnato (rischio elettrico). Solleva o sposta in quota le attrezzature trasportabili e le sostanze pericolose, che disperse nell’acqua diventano un problema ambientale e sanitario. Ricorda che, dopo l’immersione, macchine e attrezzature non tornano automaticamente utilizzabili: la ripresa passa dai controlli e dalle disposizioni d’uso richiamati dall’art. 71 e dagli Allegati V e VI, perché un quadro o un motore che ha preso acqua va verificato prima del riavvio.

Passo 4 — Pianifica esodo ed evacuazione verticale

A differenza dell’incendio, nell’alluvione uscire non è sempre la scelta giusta. Il piano deve prevedere due logiche:

  1. esodo orizzontale verso un luogo sicuro esterno in quota, quando l’allerta arriva con anticipo e i percorsi sono asciutti e sicuri;
  2. evacuazione verticale verso i piani alti, quando l’acqua è già in strada e attraversarla sarebbe letale.

Individua i punti di raccolta alti, verifica che siano raggiungibili senza passare da scale allagate o vani ascensore (che non vanno mai usati), e integra la segnaletica di sicurezza secondo il Titolo I e gli Allegati XXIV e seguenti, così che i percorsi verso l’alto siano chiari anche a chi non conosce lo stabilimento. Coordina il tutto con il piano di emergenza ed evacuazione generale.

Passo 5 — Forma gli addetti e definisci i comportamenti sicuri

Il piano lo attuano le persone. Gli addetti alla gestione delle emergenze devono sapere cosa fare, e tutti i lavoratori vanno istruiti sui comportamenti essenziali:

  • non attraversare mai a piedi o in auto acqua in movimento o di profondità ignota;
  • non sostare in seminterrati, sottopassi e locali interrati durante l’allerta;
  • non usare ascensori né toccare impianti elettrici in ambienti allagati;
  • seguire l’ordine di salire o uscire, senza tornare indietro a recuperare beni;
  • segnalare la propria posizione se si resta isolati ai piani alti.

Tieni pronta la cassetta di primo soccorso in posizione sopraelevata e ricorda che il contatto con acque di piena comporta un rischio da agenti biologici: fango e reflui contaminano ferite e superfici.

Passo 6 — Gestisci il rientro dopo l’acqua

L’emergenza non finisce quando smette di piovere. Prima di far rientrare i lavoratori verifica la stabilità delle strutture, l’assenza di dispersioni elettriche e di gas, la sicurezza dei solai e degli scaffali che hanno lavorato sott’acqua. Riattiva gli impianti solo dopo il controllo di personale qualificato, bonifica e disinfetta gli ambienti, e imponi guanti, stivali e protezioni per le operazioni di pulizia. Ogni allagamento è anche un dato: registra cosa ha funzionato e cosa no, e aggiorna il piano e il DVR di conseguenza, allo stesso modo con cui rivedi la strategia dopo la prova di evacuazione o dopo un altro scenario critico come il terremoto.

In sintesi

Il rischio alluvione si governa con anticipo: soglie di allerta chiare, elettricità tolta in tempo, attrezzature e sostanze messe in quota, e la consapevolezza che salire può essere più sicuro che uscire. Un piano scritto ma mai provato serve a poco: la differenza la fanno un allertamento affidabile e persone che sanno esattamente cosa fare nei minuti che contano.

Domande frequenti

  • L'alluvione va inserita nel piano di emergenza aziendale?

    Sì, se dalla valutazione dei rischi emerge una probabilità concreta di allagamento (azienda in zona a pericolosità idraulica, in prossimità di corsi d'acqua o in aree già colpite). Il piano di emergenza previsto dall'art. 43 del D.Lgs. 81/2008 deve considerare tutti gli scenari ragionevolmente prevedibili, non solo l'incendio: per gli eventi atmosferici estremi si aggiunge una scheda dedicata con soglie di allerta e procedure.

  • In caso di allagamento è più sicuro salire ai piani alti o uscire?

    Dipende dal tempo di preavviso. Se l'allerta arriva in anticipo e le vie di esodo sono ancora percorribili in sicurezza, si evacua verso un luogo sicuro esterno indicato nel piano. Se l'acqua sale rapidamente e uscire significa attraversare flussi o sottopassi allagati, la scelta corretta è l'evacuazione verticale: salire ai piani alti, segnalare la presenza e attendere i soccorsi. Attraversare acqua in movimento a piedi o in auto è la principale causa di vittime.

  • Chi decide di sospendere il lavoro quando c'è un'allerta meteo?

    La decisione spetta al datore di lavoro, che nel piano individua chi la assume operativamente e sulla base di quali soglie. Il riferimento sono gli avvisi di criticità della Protezione Civile e le eventuali ordinanze del Comune. L'art. 44 del D.Lgs. 81/2008 riconosce inoltre al lavoratore il diritto di allontanarsi dalla postazione in caso di pericolo grave e immediato.