Guida · Emergenze · 11 min di lettura
Emergenza alluvione: piano e comportamenti
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
L’alluvione non è più uno scenario da relegare alle zone di golena: eventi di pioggia intensa e concentrata allagano capannoni, seminterrati e piani terra anche in aree che non avevano mai avuto problemi. Il punto non è prevedere il singolo temporale, ma avere una procedura pronta prima che l’acqua arrivi. Vediamo come costruirla e, soprattutto, come farla funzionare.
Passo 1 — Valuta se il rischio ti riguarda davvero
Il primo passo è dentro il DVR: l’alluvione è uno degli eventi atmosferici estremi da considerare quando la collocazione dell’azienda lo giustifica. Verifica la pericolosità idraulica del sito sulle mappe del Piano di Assetto Idrogeologico, la vicinanza a fiumi, torrenti o canali, la quota rispetto alla strada, la presenza di locali interrati e la storia degli allagamenti pregressi. Se il rischio è concreto, l’obbligo di pianificare le emergenze previsto dall’art. 18 e dall’art. 43 impone di trattarlo nel piano di emergenza, non di ignorarlo perché “non è incendio”.
Passo 2 — Definisci l’allertamento e le soglie
Un piano alluvione vive o muore sul preavviso. Individua le fonti ufficiali — gli avvisi di criticità idrogeologica e idraulica della Protezione Civile regionale, i bollettini di allerta (verde, gialla, arancione, rossa), le eventuali comunicazioni del Comune — e associa a ogni livello un’azione concreta:
- allerta gialla: verifica dei presidi, controllo di caditoie e paratie, briefing agli addetti;
- allerta arancione: messa al riparo di materiali e documenti nei locali bassi, spostamento dei mezzi in quota, sospensione delle lavorazioni all’aperto o nei seminterrati;
- allerta rossa: attivazione della procedura di evacuazione o di messa in sicurezza, sospensione dell’attività.
Stabilisci chi riceve gli avvisi, chi ha l’autorità di dichiarare l’emergenza e con quali canali si diffonde l’ordine (megafono, sirena, messaggistica interna).
Passo 3 — Metti in sicurezza impianti e attrezzature
L’acqua e l’elettricità sono la combinazione più pericolosa di un allagamento. Prevedi la procedura per togliere tensione ai quadri e alle utenze dei locali a rischio prima che l’acqua li raggiunga: la manovra la esegue solo personale idoneo, secondo le regole della norma CEI 11-27, mai a mani nude in un locale già bagnato (rischio elettrico). Solleva o sposta in quota le attrezzature trasportabili e le sostanze pericolose, che disperse nell’acqua diventano un problema ambientale e sanitario. Ricorda che, dopo l’immersione, macchine e attrezzature non tornano automaticamente utilizzabili: la ripresa passa dai controlli e dalle disposizioni d’uso richiamati dall’art. 71 e dagli Allegati V e VI, perché un quadro o un motore che ha preso acqua va verificato prima del riavvio.
Passo 4 — Pianifica esodo ed evacuazione verticale
A differenza dell’incendio, nell’alluvione uscire non è sempre la scelta giusta. Il piano deve prevedere due logiche:
- esodo orizzontale verso un luogo sicuro esterno in quota, quando l’allerta arriva con anticipo e i percorsi sono asciutti e sicuri;
- evacuazione verticale verso i piani alti, quando l’acqua è già in strada e attraversarla sarebbe letale.
Individua i punti di raccolta alti, verifica che siano raggiungibili senza passare da scale allagate o vani ascensore (che non vanno mai usati), e integra la segnaletica di sicurezza secondo il Titolo I e gli Allegati XXIV e seguenti, così che i percorsi verso l’alto siano chiari anche a chi non conosce lo stabilimento. Coordina il tutto con il piano di emergenza ed evacuazione generale.
Passo 5 — Forma gli addetti e definisci i comportamenti sicuri
Il piano lo attuano le persone. Gli addetti alla gestione delle emergenze devono sapere cosa fare, e tutti i lavoratori vanno istruiti sui comportamenti essenziali:
- non attraversare mai a piedi o in auto acqua in movimento o di profondità ignota;
- non sostare in seminterrati, sottopassi e locali interrati durante l’allerta;
- non usare ascensori né toccare impianti elettrici in ambienti allagati;
- seguire l’ordine di salire o uscire, senza tornare indietro a recuperare beni;
- segnalare la propria posizione se si resta isolati ai piani alti.
Tieni pronta la cassetta di primo soccorso in posizione sopraelevata e ricorda che il contatto con acque di piena comporta un rischio da agenti biologici: fango e reflui contaminano ferite e superfici.
Passo 6 — Gestisci il rientro dopo l’acqua
L’emergenza non finisce quando smette di piovere. Prima di far rientrare i lavoratori verifica la stabilità delle strutture, l’assenza di dispersioni elettriche e di gas, la sicurezza dei solai e degli scaffali che hanno lavorato sott’acqua. Riattiva gli impianti solo dopo il controllo di personale qualificato, bonifica e disinfetta gli ambienti, e imponi guanti, stivali e protezioni per le operazioni di pulizia. Ogni allagamento è anche un dato: registra cosa ha funzionato e cosa no, e aggiorna il piano e il DVR di conseguenza, allo stesso modo con cui rivedi la strategia dopo la prova di evacuazione o dopo un altro scenario critico come il terremoto.
In sintesi
Il rischio alluvione si governa con anticipo: soglie di allerta chiare, elettricità tolta in tempo, attrezzature e sostanze messe in quota, e la consapevolezza che salire può essere più sicuro che uscire. Un piano scritto ma mai provato serve a poco: la differenza la fanno un allertamento affidabile e persone che sanno esattamente cosa fare nei minuti che contano.
Domande frequenti
L'alluvione va inserita nel piano di emergenza aziendale?
Sì, se dalla valutazione dei rischi emerge una probabilità concreta di allagamento (azienda in zona a pericolosità idraulica, in prossimità di corsi d'acqua o in aree già colpite). Il piano di emergenza previsto dall'art. 43 del D.Lgs. 81/2008 deve considerare tutti gli scenari ragionevolmente prevedibili, non solo l'incendio: per gli eventi atmosferici estremi si aggiunge una scheda dedicata con soglie di allerta e procedure.
In caso di allagamento è più sicuro salire ai piani alti o uscire?
Dipende dal tempo di preavviso. Se l'allerta arriva in anticipo e le vie di esodo sono ancora percorribili in sicurezza, si evacua verso un luogo sicuro esterno indicato nel piano. Se l'acqua sale rapidamente e uscire significa attraversare flussi o sottopassi allagati, la scelta corretta è l'evacuazione verticale: salire ai piani alti, segnalare la presenza e attendere i soccorsi. Attraversare acqua in movimento a piedi o in auto è la principale causa di vittime.
Chi decide di sospendere il lavoro quando c'è un'allerta meteo?
La decisione spetta al datore di lavoro, che nel piano individua chi la assume operativamente e sulla base di quali soglie. Il riferimento sono gli avvisi di criticità della Protezione Civile e le eventuali ordinanze del Comune. L'art. 44 del D.Lgs. 81/2008 riconosce inoltre al lavoratore il diritto di allontanarsi dalla postazione in caso di pericolo grave e immediato.