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Guida · Emergenze · 9 min di lettura

Estintori: quanti, dove e ogni quanto controllarli

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

L’estintore è il presidio antincendio più diffuso e, insieme, quello più trascurato: appeso al muro, dato per buono finché non serve. Ma “averlo” non basta. Contano quanti sono, dove sono e se qualcuno ne verifica davvero lo stato nel tempo. Vediamo come impostare la gestione degli estintori in modo che regga a un’emergenza e a un controllo.

Passo 1 — Parti dalla valutazione del rischio incendio

Il numero e il tipo di estintori non si scelgono a occhio: discendono dalla valutazione del rischio incendio e dal progetto antincendio dell’attività. La prevenzione incendi è un obbligo del datore di lavoro, che valuta il rischio d’incendio e adotta le misure per ridurlo e gestirlo. È in questa fase che si stabilisce quali classi di fuoco puoi avere (solidi, liquidi infiammabili, gas, apparecchiature elettriche, oli e grassi da cottura) e, di conseguenza, quale agente estinguente serve: polvere, CO₂, schiuma o agenti specifici per cucine professionali.

Passo 2 — Stabilisci quanti ne servono

La quantità dipende da superficie, layout, carico d’incendio e livello di rischio dell’attività. Il criterio operativo, definito dal progetto, combina la capacità estinguente dei singoli apparecchi con la loro distribuzione, così che da ogni punto dell’ambiente un estintore sia raggiungibile percorrendo una distanza contenuta e senza ostacoli. In pratica, più il rischio è alto e più i locali sono ampi o frazionati, più aumentano numero e potere estinguente richiesti.

Esempio: un capannone di logistica con scaffalature alte e ampie superfici non si copre come un ufficio di 200 m². Nel primo caso servono più estintori, di capacità maggiore, distribuiti lungo i corridoi di transito; nel secondo, pochi apparecchi ben posizionati vicino a uscite e quadri elettrici possono bastare. In entrambi i casi il numero preciso lo fissa il progetto, non un’abitudine.

Passo 3 — Posizionali dove si trovano davvero

Un estintore serve solo se, nel momento del panico, chiunque riesce a raggiungerlo in pochi secondi. Regole pratiche di collocazione:

  • lungo le vie di esodo e in prossimità delle uscite, così che l’evacuazione e lo spegnimento restino sullo stesso percorso;
  • vicino ai punti a maggior probabilità di innesco: quadri elettrici, zone di ricarica, cucine, depositi di infiammabili;
  • in posizione visibile e segnalata, con l’apposita segnaletica di sicurezza e senza che arredi, merci o materiali ne ostacolino l’accesso;
  • a un’altezza che ne consenta la presa agevole, fissati a parete o su supporti stabili.

L’errore più comune non è la mancanza dell’estintore, ma l’estintore reso irraggiungibile: nascosto dietro un bancale, coperto da cartoni, sganciato e appoggiato per terra. In un sopralluogo ispettivo è tra le prime cose che saltano all’occhio.

Passo 4 — Distingui sorveglianza, controllo, revisione e collaudo

La manutenzione degli estintori è scandita dalla norma tecnica UNI 9994-1, richiamata dal DM 1/9/2021 sul controllo e la manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio. Sono quattro livelli distinti, da non confondere:

  1. Sorveglianza — controllo visivo rapido (presenza, posizione, pressione, integrità, segnaletica). È a frequenza breve e ripetuta e può svolgerla personale interno istruito.
  2. Controllo periodico — verifica più approfondita da parte di tecnico qualificato, a frequenza almeno semestrale.
  3. Revisione — verifica e ricarica con smontaggio, a intervalli che dipendono dal tipo di estintore.
  4. Collaudo — prova di stabilità del serbatoio, alle scadenze previste per la tipologia.

Per le cadenze puntuali di revisione e collaudo fai riferimento direttamente alla UNI 9994-1 e al libretto del produttore: variano secondo tipo di estinguente e di apparecchio, e non conviene affidarsi a numeri “a memoria”.

Passo 5 — Registra e tieni tracciato tutto

Ogni intervento va documentato. In pratica servono:

  • il cartellino o etichetta sull’estintore, con data e sigla di chi ha operato;
  • un registro dei controlli antincendio in cui annotare sorveglianze, controlli, revisioni ed esiti, coerente con lo scadenzario delle attrezzature;
  • la conservazione dei rapporti della ditta di manutenzione.

La tracciabilità non è burocrazia: è ciò che dimostra, in caso di controllo o di infortunio, che il presidio era efficiente e gestito nel tempo.

Passo 6 — Inseriscilo nel sistema di emergenza

Gli estintori non vivono da soli: sono un pezzo del piano di emergenza ed evacuazione e della gestione della sicurezza antincendio. Chi deve usarli va formato: gli addetti antincendio ricevono una formazione specifica per livello di rischio che comprende l’uso pratico dell’estintore. Un presidio efficiente ma affidato a persone che non sanno impugnarlo resta un oggetto decorativo.

Checklist di verifica degli estintori

  • Numero, tipo e capacità estinguente definiti nella valutazione del rischio incendio
  • Agente estinguente coerente con le classi di fuoco presenti
  • Estintori lungo le vie di esodo e vicino ai punti di innesco
  • Apparecchi visibili, segnalati e liberi da ostacoli
  • Sorveglianza periodica svolta e registrata dal personale interno
  • Controllo, revisione e collaudo affidati a ditta qualificata secondo UNI 9994-1
  • Cartellini aggiornati e registro dei controlli compilato
  • Addetti antincendio formati all’uso pratico dell’estintore

Domande frequenti

Ogni quanto va controllato un estintore?

La sorveglianza è un controllo visivo rapido, da fare con frequenza breve e ripetuta (in molte realtà su base mensile). Il controllo periodico da parte di tecnico qualificato ha frequenza almeno semestrale secondo la UNI 9994-1; a questo si aggiungono revisione e collaudo, con intervalli che dipendono dal tipo di estintore. Fai riferimento alla norma tecnica e al libretto del produttore per le cadenze esatte.

Chi può fare la manutenzione degli estintori?

Controllo periodico, revisione e collaudo vanno affidati a personale competente e qualificato, di norma una ditta di manutenzione antincendio. La sola sorveglianza può invece essere svolta da personale interno adeguatamente istruito, ad esempio un addetto antincendio, perché consiste in una verifica visiva e nella registrazione dello stato.

Quanti estintori servono in un ufficio?

Non esiste un numero fisso valido per tutti: quantità, tipo e capacità estinguente si determinano nella valutazione del rischio incendio e nel progetto antincendio, in funzione di superficie, layout, carico d'incendio e classi di fuoco presenti. L'obiettivo è che da ogni punto di lavoro un estintore sia raggiungibile in un percorso breve e senza ostacoli.

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