Salta al contenuto
TUS

Settore · ATECO 10, 11

Industria alimentare

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Un settore “pulito” solo in apparenza

L’industria alimentare evoca stabilimenti luminosi e acciaio inox, ma è uno dei comparti manifatturieri con i tassi infortunistici più alti secondo i dati INAIL. Le cause sono concrete: macchine da taglio, impasto e confezionamento, superfici bagnate, movimentazione intensa di sacchi e cassette, sbalzi termici tra forni e celle. A questo si aggiunge un equivoco diffuso: molte aziende curano l’HACCP e ritengono di aver “coperto la sicurezza”. In realtà l’igiene del prodotto e la salute di chi lavora corrono su binari normativi separati, e il D.Lgs. 81/2008 chiede molto di più.

I rischi tipici

  • Rischio meccanico: affettatrici, tritacarne, impastatrici, nastri e confezionatrici sono la prima fonte di infortuni gravi, con amputazioni e schiacciamenti quando ripari e protezioni vengono rimossi o bypassati per velocizzare pulizia e cambio formato.
  • Ferite da taglio: coltelli, lame e utensili nella lavorazione di carni, pesce e ortofrutta.
  • Atmosfere esplosive (ATEX): farine, zuccheri, amidi, cacao e latte in polvere sono combustibili; in sospensione o depositati possono innescare esplosioni e incendi, con obblighi del Titolo XI.
  • Lavoro al freddo: celle frigorifere e ambienti refrigerati comportano stress termico, rischio di intrappolamento e pavimenti scivolosi.
  • Scivolamenti e cadute in piano: acqua, grassi, residui di lavorazione e lavaggi frequenti rendono i pavimenti insidiosi.
  • Movimentazione manuale dei carichi e movimenti ripetitivi: sollevamento di sacchi e cassette e gesti ciclici sulle linee generano patologie muscolo-scheletriche, tra le malattie professionali più denunciate del settore.
  • Rumore di macchine e impianti e agenti biologici nella lavorazione di prodotti di origine animale.
  • Rischio chimico e ustioni: detergenti e sanificanti aggressivi, superfici calde di forni, friggitrici e vapore.

Gli adempimenti essenziali

  1. DVR completo e non generico, che affronti davvero i rischi del ciclo produttivo e includa, dove pertinenti, le valutazioni specifiche: rumore, MMC e sovraccarico biomeccanico, rischio esplosione, chimico e biologico. È l’errore più frequente in fase ispettiva: un DVR “copiaincolla” che non parla della vostra linea.
  2. Sicurezza delle macchine: marcatura CE, ripari e dispositivi di interblocco efficienti, procedure di pulizia e manutenzione in sicurezza. Gli obblighi sull’uso delle attrezzature discendono dal Titolo III e dall’art. 71.
  3. Verifiche e manutenzione programmata: controlli periodici su recipienti in pressione, impianti di refrigerazione e attrezzature soggette, con registro aggiornato.
  4. Formazione e addestramento: formazione generale e specifica a rischio più elevato, addestramento tracciato per macchine e utensili pericolosi, informazione sull’uso dei DPI.
  5. Sorveglianza sanitaria mirata ai rischi reali: movimentazione, movimenti ripetitivi, freddo, rumore, agenti biologici e chimici, con protocollo definito dal medico competente.
  6. DPI adeguati: guanti antitaglio, calzature antiscivolo, protezione dell’udito, indumenti per il freddo e, dove serve, protezione delle vie respiratorie dalle polveri.
  7. Gestione ATEX e antincendio: dove la valutazione lo richiede, classificazione delle zone, documento sulla protezione contro le esplosioni, impianti idonei e piano rigoroso di pulizia dei depositi di polvere.
  8. Emergenze: addetti antincendio e primo soccorso presenti su tutti i turni, piano di emergenza e prove di evacuazione coerenti con la classificazione dell’attività.

Le sanzioni per le violazioni in materia di macchine, valutazione e formazione sono di natura penale e possono comportare, nei casi previsti, la sospensione dell’attività: per gli importi e le fattispecie aggiornate fai sempre riferimento al testo di legge e alle fonti ufficiali, senza affidarti a cifre “di memoria”.

Checklist rapida di sopralluogo

  • Ripari e interblocchi delle macchine presenti ed efficienti, non manomessi
  • Procedure di pulizia a macchina ferma e messa in sicurezza dell’energia
  • Pavimenti antiscivolo, scarichi efficienti, aree bagnate segnalate
  • Celle frigorifere con apertura interna, allarme e indumenti per il freddo
  • Zone con polveri combustibili classificate e depositi puliti (ATEX)
  • Guanti antitaglio, calzature e otoprotettori consegnati e usati
  • Ausili per la movimentazione di sacchi e cassette disponibili
  • Verifiche periodiche di impianti e attrezzature registrate e in scadenza controllata
  • Attestati di formazione e addestramento validi per tutti gli addetti

Domande frequenti

L'igiene alimentare (HACCP) copre anche la sicurezza dei lavoratori?

No: sono due mondi distinti. L'HACCP tutela il consumatore e la salubrità del prodotto, il D.Lgs. 81/2008 tutela chi lavora. Un piano di autocontrollo impeccabile non sostituisce DVR, formazione, sorveglianza sanitaria e valutazioni specifiche come rumore, MMC e atmosfere esplosive.

Le polveri di farina o zucchero possono davvero esplodere?

Sì: farina, zucchero, amidi e latte in polvere sono combustibili e in sospensione possono formare atmosfere esplosive. Dove la valutazione lo evidenzia scatta il Titolo XI, con classificazione delle zone, documento sulla protezione contro le esplosioni e misure su impianti e pulizia.

Chi lavora in cella frigorifera ha tutele particolari?

Il lavoro al freddo va valutato come agente fisico e microclima: servono indumenti idonei, rotazione e pause di recupero al caldo, oltre alla sorveglianza sanitaria dove il medico competente la ritiene necessaria. Vanno gestiti anche il rischio di intrappolamento e i pavimenti scivolosi da condensa e ghiaccio.

Approfondisci