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Settore · ATECO 13, 14, 15

Tessile e moda

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Un comparto “leggero” solo in apparenza

Il tessile e la moda evocano showroom e atelier, ma la filiera produttiva è fatta di reparti industriali veri: filatura, tessitura, tintoria, taglio, confezione, finissaggio, oltre alla pelletteria e alle concerie. Gli infortuni qui non nascono da grandi eventi spettacolari, ma da rischi cronici e sottovalutati: rumore continuo, movimenti ripetitivi, contatto con sostanze chimiche e macchine con organi in movimento. A questo si aggiunge un rischio incendio spesso non trascurabile, dovuto a polveri tessili, tessuti e materiali facilmente combustibili. Come in ogni settore, gli obblighi del D.Lgs. 81/2008 valgono dal primo lavoratore: anche il piccolo laboratorio di confezione con tre addette deve avere DVR, formazione e figure della sicurezza.

I rischi tipici

  • Rumore: telai, ritorcitoi e macchine di filatura producono livelli elevati e costanti. Nella tessitura si superano di frequente i valori di azione, con conseguente obbligo di misure fonometriche e tutele del Titolo VIII.
  • Movimenti ripetitivi e posture: cucito, orlatura, controllo qualità e stiro comportano gesti ripetuti degli arti superiori e posture statiche prolungate. È il rischio biomeccanico dominante nei reparti di confezione.
  • Rischio chimico: tinture, ammorbidenti, fissativi, smacchiatori, collanti e solventi nel calzaturiero e nella pelletteria. Le concerie e le tintorie richiedono una valutazione approfondita e la lettura sistematica delle schede di sicurezza.
  • Rischio meccanico: aghi delle macchine da cucire, cilindri di calandre e mangani, organi in movimento di telai e taglierine. Frequenti le ferite da punta e da taglio e gli impigliamenti.
  • Incendio: accumuli di polvere di fibra, ritagli, tessuti e imballi, con eventuale presenza di prodotti infiammabili nelle fasi di tintura e finissaggio. Molte attività vanno inquadrate nel giusto livello antincendio e, se soggette, nei procedimenti di prevenzione incendi.
  • Movimentazione manuale dei carichi: rotoli di tessuto, ceste di capi, subbi e casse di materiale, spesso sollevati e trasportati manualmente tra reparti.
  • Microclima e polveri: calore e umidità nei reparti di tintura e stiro, dispersione di fibre e polveri tessili nell’aria durante taglio e cardatura.

Gli adempimenti essenziali

  1. DVR che affronti in modo specifico rumore, rischio biomeccanico e rischio chimico, non con formule generiche ma con le misure reali del ciclo produttivo.
  2. Valutazione del rumore con rilievi fonometrici e conseguente gestione di DPI uditivi e sorveglianza audiometrica secondo i livelli riscontrati.
  3. Valutazione del rischio chimico con inventario delle sostanze, schede di sicurezza, aspirazioni localizzate e, dove previsto, registro degli esposti.
  4. Valutazione del rischio biomeccanico per movimenti ripetitivi e movimentazione manuale, con eventuale rotazione delle mansioni e adeguamento delle postazioni.
  5. Nomina del medico competente e sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti a rumore, agenti chimici e sovraccarico biomeccanico.
  6. Sicurezza delle macchine: verifica della marcatura CE, integrità di ripari e protezioni, manutenzione e formazione all’uso (art. 71).
  7. Gestione antincendio: valutazione del rischio incendio, pulizia da polveri e ritagli, classificazione dell’attività e piano di emergenza con prove di evacuazione.
  8. Formazione e addestramento dei lavoratori, generale e specifica coerente con il livello di rischio del reparto, oltre alla consegna e all’addestramento sui DPI.

Checklist rapida di sopralluogo

  • Misure fonometriche aggiornate e DPI uditivi disponibili nei reparti rumorosi
  • Ripari e protezioni delle macchine da cucire, taglierine, calandre e telai integri
  • Aspirazioni localizzate funzionanti dove si usano tinture, solventi e collanti
  • Schede di sicurezza presenti, aggiornate e note agli operatori
  • Postazioni di cucito e stiro regolabili, con pause o rotazioni per il rischio ripetitivo
  • Ritagli, polveri e imballi rimossi con regolarità dalle aree di lavoro
  • Vie di esodo libere, estintori accessibili e revisionati
  • Attestati di formazione validi e sorveglianza sanitaria in regola per gli esposti

Domande frequenti

Un laboratorio di sartoria con quattro cucitrici deve fare la sorveglianza sanitaria?

Molto probabilmente sì. Il lavoro di confezione espone a movimenti ripetitivi degli arti superiori e a posture fisse prolungate: se la valutazione dei rischi conferma il rischio biomeccanico, il medico competente va nominato e le lavoratrici sottoposte a sorveglianza sanitaria. Non è la dimensione dell'azienda a decidere, ma il rischio effettivo.

Nel mio reparto di tessitura serve la valutazione del rumore?

Sì: telai e macchine di filatura generano livelli che spesso superano i valori di azione. La valutazione con misure fonometriche è obbligatoria e va aggiornata quando cambiano macchine o layout. In base ai livelli scattano informazione, DPI uditivi, sorveglianza sanitaria audiometrica e, oltre i valori limite, misure tecniche di riduzione.

La conceria che usa tinture e solventi ha obblighi in più?

Sì: la lavorazione della pelle e le tintorie comportano un rischio chimico rilevante. Occorrono la valutazione del rischio chimico con lettura delle schede di sicurezza, aspirazioni localizzate, DPI adeguati e, per alcune sostanze, il registro degli esposti. Vanno verificati anche gli obblighi antincendio legati a solventi e prodotti infiammabili.

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