Guida · Cantieri · 11 min di lettura
Sicurezza nei lavori in galleria
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Lo scavo in galleria concentra in pochi metri quadri quasi tutti i rischi gravi del cantiere: atmosfera potenzialmente esplosiva o tossica, instabilità del fronte e della volta, traffico di mezzi pesanti in spazio chiuso, polveri, rumore e vibrazioni. Il principio guida è semplice da enunciare e difficile da mantenere: nessuno entra in avanzamento senza che l’atmosfera sia controllata, la ventilazione attiva e la via di fuga garantita. Ecco come tradurlo in procedura.
Passo 1 — Inquadra l’opera e i documenti
I lavori in sotterraneo sono opere di ingegneria civile e rientrano nel Titolo IV sui cantieri temporanei e mobili. Quando ne ricorrono i presupposti si nominano il coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione e si redige il PSC, che ogni impresa esecutrice integra con il proprio POS. Tratta fin da subito la galleria come possibile spazio confinato: se la classificazione lo conferma, scatta la procedura del DPR 177/2011, con qualificazione dell’impresa, informazione dettagliata e permesso di ingresso.
Passo 2 — Controlla l’atmosfera prima e durante
Il fronte di scavo può liberare gas presenti nella formazione geologica attraversata. L’accesso è consentito solo dopo aver misurato l’atmosfera con strumenti tarati, verificando almeno ossigeno, gas infiammabili rispetto al limite inferiore di esplosività e gas tossici pertinenti — in primo luogo il monossido di carbonio e, in certe formazioni, l’idrogeno solforato. Dove la geologia o lo studio dell’opera indicano presenza di metano, il tunnel va gestito come ambiente a rischio di atmosfera esplosiva, con attrezzature adeguate alla classificazione delle zone.
Il monitoraggio non si esaurisce all’ingresso: va mantenuto in continuo, con rilevatori fissi al fronte e personali in dotazione agli addetti, perché avanzamento, smarino e mezzi alterano di continuo la miscela respirabile. L’obbligo di affrontare la presenza di gas negli scavi e nelle gallerie è richiamato dall’art. 121 del Testo Unico, che impone misure prima di far entrare i lavoratori dove si teme sviluppo o accumulo di gas.
Passo 3 — Ventila in modo dimensionato
La ventilazione forzata è il cuore della sicurezza in galleria: diluisce i gas, abbatte polveri e fumi e garantisce ossigeno al fronte. L’impianto (ventilatori, condotte, eventuale depolverazione) va dimensionato sulla lunghezza dell’avanzamento, sulle lavorazioni e sui mezzi diesel impiegati, poi verificato e manutenuto. Un capitolo a parte sono i gas di scarico dei motori diesel: preferisci mezzi con filtro antiparticolato, limita i minimi prolungati e integra la portata d’aria di conseguenza. In caso di guasto all’impianto di ventilazione il piano deve prevedere la sospensione delle lavorazioni e l’allontanamento del personale.
Passo 4 — Metti in sicurezza fronte e volta
L’instabilità dello scavo è l’altra causa di eventi mortali. A seconda del metodo (tradizionale o meccanizzato) vanno definiti e rispettati i sostegni: centine, spritz-beton, bullonatura, rivestimento di prima fase. Valgono gli stessi principi degli scavi a cielo aperto — impedire il franamento prima di esporre i lavoratori — applicati al fronte e alla calotta. Il disgaggio del materiale instabile dalla volta precede l’ingresso degli operatori nella zona, e nessuno sosta sotto zone non consolidate.
Passo 5 — Governa traffico, polveri e agenti fisici
Nel tunnel i mezzi di smarino e trasporto condividono uno spazio stretto con le persone: disciplina la viabilità con sensi di marcia, zone di incrocio, limiti di velocità, segnalazione acustica e luminosa dei mezzi e indumenti ad alta visibilità, per contenere il rischio di investimento e di ribaltamento. Sul fronte, le lavorazioni generano silice cristallina, rumore e vibrazioni al corpo intero: abbattimento delle polveri con acqua, protezione delle vie respiratorie adeguata, otoprotettori e turnazione completano le misure tecniche.
Passo 6 — Prepara emergenza, fuga e recupero
In galleria il tempo di evacuazione è il parametro critico. Il piano di emergenza deve definire vie di fuga segnalate e illuminate, punti di raccolta o rifugi, sistema di comunicazione affidabile dall’interno all’esterno, autorespiratori di fuga in dotazione e procedura di recupero di un infortunato dal fronte. Mantieni sempre un sorvegliante all’esterno in contatto con la squadra e un presidio di primo soccorso proporzionato alla distanza dai soccorsi esterni. Le procedure di fuga e recupero vanno provate, non solo scritte.
Checklist prima dell’ingresso del turno
- Permesso di ingresso compilato e firmato (se la galleria è classificata spazio confinato)
- Atmosfera misurata al fronte: ossigeno, infiammabili (LEL), gas tossici nei limiti
- Ventilazione forzata in funzione e portata verificata
- Rilevatori gas fissi e personali attivi e tarati
- Fronte e volta disgaggiati e sostegni posati secondo progetto
- Viabilità mezzi regolata e vie di fuga sgombre e illuminate
- Sorvegliante esterno in contatto, autorespiratori di fuga e mezzi di soccorso disponibili
Domande frequenti
Una galleria di cantiere è sempre uno spazio confinato?
Spesso sì. Man mano che l'avanzamento procede, il fronte diventa un ambiente con una sola via di accesso, ventilazione naturale assente e possibile accumulo di gas o carenza di ossigeno: le condizioni tipiche dell'ambiente sospetto di inquinamento. La classificazione va fatta caso per caso nel DVR e nel POS, ma quando ricorre va applicata la procedura del DPR 177/2011, con qualificazione dell'impresa, permesso di ingresso e sorveglianza dall'esterno.
Che gas vanno monitorati durante lo scavo in galleria?
Dipende dalla geologia attraversata e dalle lavorazioni in corso, ma i parametri di base sono ossigeno, gas infiammabili (in particolare metano, con riferimento al limite inferiore di esplosività) e gas tossici: tipicamente monossido di carbonio e, in alcune formazioni, idrogeno solforato. Vanno considerati anche i gas di scarico dei mezzi diesel. La misura va definita nel piano con strumenti tarati e, dove serve, con monitoraggio in continuo e allarmi.
Serve il PSC per i lavori in galleria?
I lavori in sotterraneo rientrano tra le opere di ingegneria civile del Titolo IV. Quando ricorrono i presupposti del Titolo IV (più imprese, soglie e lavori a rischio particolare), si nominano i coordinatori e si redige il PSC, che va integrato dal POS di ciascuna impresa esecutrice. Verifica sempre le soglie e le condizioni aggiornate sul testo di legge e nel capitolato dell'opera.