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Pulizie e multiservizi
RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Un settore “leggero” solo in apparenza
Le pulizie e i multiservizi vengono spesso percepiti come un’attività a basso rischio, ma i dati INAIL raccontano un’altra storia: cadute in piano, disturbi muscolo-scheletrici, dermatiti e infortuni da contatto con prodotti chimici sono all’ordine del giorno. A rendere il comparto particolare non è la singola mansione, ma il contesto in cui si svolge. Il tuo personale lavora quasi sempre presso terzi — uffici, ospedali, scuole, centri commerciali, industrie — in ambienti che non controlli e con rischi che non hai creato tu. Questo intreccio di attività, orari disagiati e turnover elevato è la vera sfida gestionale.
I rischi tipici
- Rischio chimico: detergenti, disincrostanti, sanificanti e disinfettanti concentrati. Il pericolo più sottovalutato è la miscelazione impropria — candeggina e acidi liberano cloro — oltre a dermatiti da contatto e inalazione di vapori. La valutazione parte dalle schede di sicurezza (SDS) di ogni prodotto in uso.
- Rischio biologico: pulizia di servizi igienici, raccolta rifiuti, sanità e ambienti sanitari. Il rischio si presume nelle attività a contatto con materiale potenzialmente infetto, con attenzione anche alla legionella negli impianti idrici.
- Movimentazione manuale dei carichi e posture incongrue: spinta di carrelli e lavasciuga, sollevamento di secchi e sacchi, gesti ripetitivi con torsioni del busto e delle spalle.
- Cadute e scivolamenti in piano: pavimenti bagnati, cavi delle macchine, scale interne. È la prima causa di infortunio del settore e riguarda tanto gli addetti quanto i terzi presenti.
- Lavoro in quota per la pulizia di vetrate, controsoffitti e facciate: anche l’uso di una semplice scala portatile rientra nei lavori in quota.
- Rischio elettrico: monospazzole, aspiratori e lavasciuga usati su pavimenti umidi, spesso con prolunghe e prese non sempre a norma negli ambienti del cliente.
- Lavoro notturno e su turni e lavoro isolato: molte squadre operano fuori orario, da sole, in edifici deserti, con implicazioni su affaticamento e gestione delle emergenze.
Gli adempimenti essenziali
- DVR completo di valutazione del rischio chimico e biologico, movimentazione, posture, cadute e lavoro isolato. Sotto i determinati limiti dimensionali resta possibile il DVR con procedure standardizzate, purché fotografi le lavorazioni reali presso i vari cantieri.
- Gestione degli appalti (art. 26): per ogni commessa vanno verificata l’idoneità tecnico-professionale, scambiate le informazioni sui rischi e redatto il DUVRI quando esistono interferenze con l’attività del committente. Vanno inoltre stimati i costi della sicurezza non ribassabili. Il riferimento è l’art. 26 del D.Lgs. 81/2008.
- Formazione generale e specifica coerente con il rischio delle mansioni, con addestramento all’uso di macchine e prodotti; personale somministrato o in distacco va formato e tutelato come quello diretto.
- DPI: guanti idonei ai prodotti impiegati, calzature antiscivolo, protezione delle vie respiratorie e degli occhi dove serve, consegnati con registrazione e addestramento.
- Sorveglianza sanitaria sui lavoratori esposti a rischio chimico, biologico o da movimentazione, secondo il protocollo definito dal medico competente.
- Nomina RSPP e addetti alle emergenze: nelle realtà più piccole è frequente il datore di lavoro RSPP; la gestione delle emergenze va coordinata con quella dei luoghi in cui operi.
- Etichettatura e stoccaggio dei prodotti: contenitori originali etichettati, divieto di travaso in bottiglie anonime, aree di deposito ventilate e separate dagli alimenti nei contesti a rischio.
Checklist rapida di sopralluogo
- Schede di sicurezza aggiornate e disponibili per ogni prodotto in uso
- Diluizioni corrette e divieto di miscelazione affisso o formato
- Prodotti nei contenitori originali etichettati, mai travasi anonimi
- Guanti, calzature antiscivolo e altri DPI consegnati e in buono stato
- Cartelli “pavimento bagnato” disponibili e usati durante le pulizie
- Carrelli, lavasciuga e cavi in ordine, senza prolunghe volanti
- DUVRI e informazioni sui rischi ricevuti dai committenti per ogni cantiere
- Attestati di formazione validi, anche per somministrati e neoassunti
- Sorveglianza sanitaria in regola per gli esposti a rischio chimico e biologico
Domande frequenti
Un'impresa di pulizie che lavora sempre nei locali del cliente deve fare il DVR?
Sì. Il DVR va redatto dal primo lavoratore e riguarda l'attività dell'impresa, non i locali. Lavorare presso terzi non riduce gli obblighi: aggiunge quelli sugli appalti dell'art. 26, con scambio di informazioni e DUVRI quando ci sono rischi da interferenza.
Chi risponde della sicurezza degli addetti alle pulizie, l'impresa o il committente?
Della formazione, dei DPI, della sorveglianza sanitaria e delle attrezzature del proprio personale risponde sempre il datore di lavoro dell'impresa di pulizie. Il committente coopera, informa sui rischi dei propri ambienti e coordina le attività quando i lavori si intrecciano con i suoi.
I detergenti professionali richiedono una valutazione del rischio chimico?
Sì. Anche i prodotti di uso comune, se professionali e concentrati, comportano un rischio chimico da valutare a partire dalle schede di sicurezza. Vanno definiti diluizioni, DPI, divieti di miscelazione e sorveglianza sanitaria quando il medico competente la ritiene necessaria.