Salta al contenuto
TUS

Glossario

Compartimentazione antincendio

Compartimentazione antincendio: cos'è un compartimento, quali elementi lo chiudono, dove la prevede la regola tecnica ed errori che la rendono inefficace.

La compartimentazione antincendio è la suddivisione di un edificio in compartimenti, porzioni delimitate da elementi resistenti al fuoco, in modo che un incendio e i suoi fumi restino confinati nella porzione in cui nascono per un tempo stabilito. È una misura di protezione passiva prevista dalla regola tecnica di prevenzione incendi, a cui rinvia l’art. 46 del D.Lgs. 81/2008.

La voce sulla resistenza al fuoco spiega le sigle R, E, I e il loro significato. Qui l’attenzione va al sistema: un compartimento funziona solo se tutte le sue chiusure, comprese porte, condotte e passaggi di cavi, mantengono la stessa prestazione.

Cosa fa parte di un compartimento

Il compartimento è efficace quanto il suo punto più debole. Gli elementi da considerare sono questi.

ElementoFunzionePunto critico
Pareti e solaiDelimitano il volumeContinuità fino al solaio sovrastante, anche sopra i controsoffitti
Porte tagliafuocoChiudono i varchi di passaggioAutochiusura, guarnizioni, assenza di blocchi
Serrande tagliafuocoChiudono le condotte di ventilazioneIntervento automatico e accessibilità per i controlli
Sigillature degli attraversamentiRipristinano la parete dove passano cavi e tubiFori aperti dopo nuovi impianti
Filtri a prova di fumoProteggono scale e accessi criticiPorte mantenute chiuse e pressurizzazione efficiente, dove prevista

La classe richiesta ai singoli elementi deriva dalla progettazione antincendio, che tiene conto del carico d’incendio, dell’affollamento e della destinazione dei locali.

Dove la prevede la norma

Per i luoghi di lavoro a basso rischio di incendio, il DM 3/9/2021 fornisce criteri semplificati di progettazione, in cui la compartimentazione è una delle misure possibili. Per le altre attività si applica il Codice di prevenzione incendi del DM 3 agosto 2015, che tratta la compartimentazione come strategia antincendio autonoma, o la regola tecnica verticale di settore. Per le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco, la compartimentazione descritta nel progetto diventa un impegno verso l’organo di controllo: va realizzata come dichiarata e mantenuta nel tempo.

Mantenerla è compito della gestione della sicurezza antincendio: il DM 1/9/2021 disciplina il controllo e la manutenzione dei sistemi di sicurezza antincendio, e gli esiti vanno annotati nel registro dei controlli.

Errori frequenti

Quasi tutti i difetti di compartimentazione nascono dopo la costruzione, durante l’uso dell’edificio.

  1. Porte bloccate aperte con cunei o arredi, o con il chiudiporta smontato perché «la porta sbatte».
  2. Nuovi impianti senza ripristino: un cavo dati fatto passare in una parete EI lascia un foro che il fumo attraversa in pochi minuti.
  3. Controsoffitti che nascondono il varco: la parete si ferma sotto il controsoffitto e il compartimento comunica nel plenum.
  4. Cambi di destinazione d’uso senza verifica: un locale di deposito ricavato da un ufficio aumenta il carico d’incendio oltre quello di progetto.
  5. Serrande mai provate, in condotte senza botola di ispezione.

Esempio: in un capannone diviso in due compartimenti, l’area di produzione e il magazzino, viene installata una nuova linea di aria compressa che attraversa la parete divisoria. L’installatore pratica un foro e non lo sigilla. Sulla carta l’edificio ha due compartimenti; nei fatti ne ha uno solo. La regola pratica è inserire nella procedura dei lavori una voce di controllo: ogni attraversamento di una parete tagliafuoco si chiude con un sistema certificato prima di considerare concluso l’intervento.

Il ruolo della compartimentazione nella valutazione del rischio incendio e la distinzione tra protezione attiva e passiva sono trattati nella voce sulla prevenzione incendi. Il testo dell’art. 46 è nella versione consolidata del D.Lgs. 81/2008 su Normattiva.

Domande frequenti

  • Si può tenere aperta una porta tagliafuoco con un cuneo?

    No. Una porta tagliafuoco bloccata aperta non chiude il compartimento e annulla la protezione per cui è stata installata. Se per esigenze di passaggio la porta deve restare aperta, va dotata di un fermo elettromagnetico che la rilascia automaticamente su segnale dell'impianto di rivelazione o per mancanza di alimentazione. Cunei, legacci e oggetti appoggiati sono tra le irregolarità più contestate.

  • Chi può installare una porta o una sigillatura tagliafuoco?

    Un installatore che segua le istruzioni del fabbricante e la classificazione del prodotto, rilasciando la documentazione di corretta posa. Per le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco questa documentazione accompagna la pratica di prevenzione incendi. Un prodotto certificato ma posato su una parete diversa da quella di prova, o con fissaggi diversi, può non garantire la classe dichiarata.

  • Ogni quanto si controllano porte e serrande tagliafuoco?

    La periodicità dipende dalle istruzioni del fabbricante, dalle norme tecniche applicabili e da quanto previsto nella gestione della sicurezza antincendio dell'attività. Il DM 1/9/2021 richiede che impianti e sistemi di sicurezza antincendio siano controllati e mantenuti da personale qualificato, con registrazione degli interventi. Un controllo visivo frequente della chiusura delle porte può essere affidato agli addetti.