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Settore · ATECO 49, 50, 51, 52, 53

Logistica e magazzini

Giulio Morelli

RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Un settore ad alta intensità di rischio

La logistica è un comparto dove il rischio è concreto e quotidiano, non teorico. In un magazzino convivono nello stesso spazio persone a piedi, carrelli elevatori, transpallet, camion in manovra e carichi movimentati in quota sulle scaffalature. A questo si aggiungono ritmi serrati, picchi stagionali, turni notturni e un ricorso frequente a lavoro interinale, appalti e cooperative. Gli infortuni gravi qui non sono rari: investimenti da mezzi, cadute di colli dagli scaffali, schiacciamenti alle baie di carico. Il profilo di rischio è medio-alto e va affrontato con misure organizzative serie, non con un DVR fotocopia.

I rischi tipici

  • Investimento da mezzi in movimento: è il rischio principale del comparto. Carrelli e pedoni che condividono le stesse corsie, incroci ciechi, retromarce e baie di carico sono la causa degli infortuni più gravi.
  • Uso dei carrelli elevatori: ribaltamento, urti, caduta del carico, conduzione senza abilitazione. Il muletto è l’attrezzatura più diffusa e più pericolosa del magazzino.
  • Movimentazione manuale dei carichi: sollevamento e trasporto di colli, oltre a traino e spinta di transpallet manuali; patologie del rachide molto frequenti su chi opera al picking.
  • Caduta di oggetti dall’alto: colli mal stivati, scaffalature sovraccariche o danneggiate dagli urti dei carrelli.
  • Scivolamenti e cadute in piano: pavimenti bagnati, dislivelli alle rampe, cavi e reggette a terra.
  • Lavoro al freddo nelle celle frigorifere: nella logistica del food e del farmaceutico, con esposizione a basse temperature e rischio di intrappolamento.
  • Rischi da interferenza: la compresenza di più imprese e di autisti terzi in ingresso genera situazioni non governate da nessuno, se non coordinate.

Gli adempimenti essenziali

  1. DVR specifico che affronti davvero il traffico interno, la movimentazione carichi con metodo NIOSH e i rischi delle scaffalature, non un documento generico.
  2. Piano del traffico interno: separazione fisica dei percorsi pedonali da quelli dei mezzi, segnaletica orizzontale e verticale, specchi agli incroci, limiti di velocità, regolamentazione delle manovre alle baie.
  3. Abilitazione degli operatori alla conduzione di carrelli e altre attrezzature, con patentino e aggiornamento secondo l’Accordo Stato-Regioni.
  4. Formazione e addestramento dei lavoratori: generale, specifica a rischio del comparto e addestramento pratico tracciato per le attrezzature.
  5. Manutenzione e verifiche delle attrezzature ex art. 71: carrelli sottoposti a controllo periodico e scaffalature ispezionate da personale competente, con registro dei danni.
  6. Gestione degli appalti: cooperazione e coordinamento ex art. 26 e DUVRI dove operano imprese esterne, cooperative di facchinaggio e autisti in ingresso.
  7. Sorveglianza sanitaria per movimentazione manuale, conduzione di mezzi, lavoro al freddo e lavoro notturno, secondo i protocolli del medico competente.
  8. DPI adeguati: scarpe antinfortunistiche, gilet ad alta visibilità obbligatorio in aree con transito mezzi, guanti e, dove serve, indumenti per basse temperature.

Sul fronte dei mezzi e delle attrezzature va tenuto presente anche il quadro delle verifiche periodiche per le apparecchiature soggette e il coordinamento con l’autotrasporto in fase di carico e scarico.

Checklist rapida di sopralluogo

  • Percorsi pedonali separati e segnalati, distinti dalle corsie dei carrelli
  • Specchi agli incroci ciechi e segnaletica di velocità e precedenza
  • Baie di carico dotate di sistemi anti-avanzamento del mezzo e procedura manovre
  • Operatori dei carrelli con abilitazione in corso di validità
  • Scaffalature integre, con targhe di portata esposte e montanti non danneggiati
  • Carichi stivati in modo stabile, senza colli in aggetto o pile instabili
  • Gilet ad alta visibilità indossati nelle aree di transito
  • DUVRI aggiornato e verbale di coordinamento con le imprese esterne
  • Pavimenti in ordine, rampe segnalate, nessun ostacolo nelle vie di esodo

Domande frequenti

Chi guida il muletto in magazzino deve avere un patentino?

Sì: per condurre un carrello elevatore serve la specifica abilitazione prevista dall'Accordo Stato-Regioni sulle attrezzature, con corso teorico-pratico e aggiornamento periodico. Non basta la formazione generica del lavoratore: senza abilitazione l'uso è vietato e sanzionabile.

In un magazzino con appaltatori e cooperative serve il DUVRI?

Sì: quando in azienda operano imprese esterne o lavoratori autonomi, il datore di lavoro committente deve promuovere la cooperazione e il coordinamento ex art. 26 e redigere il DUVRI per i rischi da interferenza, tipici dove uomini e mezzi condividono corsie e baie di carico.

Le scaffalature del magazzino vanno controllate periodicamente?

Sì: le scaffalature sono attrezzature di lavoro e vanno mantenute efficienti secondo l'art. 71. La prassi tecnica (norma UNI EN 15635) richiede ispezioni periodiche da parte di personale competente e la segnalazione immediata dei danni ai montanti da urto dei carrelli.

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